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Appunti sul 60° anniversario della NATO, Strasburgo aprile del 2009.

26 gennaio 2009 - Rossana De Simone

Appunti sul 60° anniversario della NATO, Strasburgo aprile del 2009.

Per il 60° anniversario della NATO è prevista una mobilitazione europea contro il vertice che si terrà a Strasburgo http://www.nato.int/60years/

Anche in Italia il Patto Permanente contro la guerra sta preparando la sua partecipazione all’appuntamento con convegni a Vicenza in occasione del decimo anniversario dei bombardamenti della NATO contro la Jugoslavia, per lo smantellamento delle basi militari e contro la cooperazione tra NATO e Italia in particolare, con Israele.

http://www.dissent.fr

Per avere una idea chiara circa i cambiamenti interni alla NATO e come si presenta al suo 60° anniversario si può guardare la cartina “NATO 60 anni dopo. Da organizzazione di difesa a organizzazione di sicurezza” e tenere presente che l’Italia viene usata come trampolino naturale sia verso la regione balcanica sia verso il Nordafrica e il Medio Oriente. Il potenziamento della base di Aviano insieme a quella di Sigonella, l’elevazione della forza di paracadutisti della Setaf di Vicenza da livello di battaglione al rango di brigata, l’apertura a Napoli e sempre a Vicenza del comando Africom, ne costituiscono alcuni esempi.

http://docenti.luiss.it/sciso/files/2008/11/la-nato-60-anni-dopo1.ppt

In generale si può affermare che con la guerra nei Balcani, il probabile reintegro della Francia nel comando militare integrato della Nato e la decisione di appoggiare la costruzione di un sistema di difesa contro i missili balistici (BMD), l’Europa ha rafforzato la sua cooperazione con la Nato.
Stando al rapporto compilato da una commissione speciale incaricata dal ministro della Difesa Usa, Robert Gates, gli Stati Uniti non dovrebbero smantellare gli arsenali nucleari di cui dispongono in territorio europeo: anzi, farebbero bene ad ammodernarli in modo da mantenere la credibilità nei confronti dei loro alleati..

http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/01/08/AR2009010803494.html?hpid=sec-nation

Nata nel 1949 in risposta alla minaccia sovietica, la NATO si è sempre retta sul principio della difesa collettiva sancito dall’Articolo 5 che prevede vincoli di difesa comune in caso di attacco contro uno dei partecipanti al Trattato. Nel quindicennio seguito alla fine della guerra fredda l’Alleanza Atlantica ha definito i nuovi compiti sulla base dell’evoluzione del nuovo concetto strategico (vertice di Washington del 1999), cioè la possibilità di operare in modo preventivo per gestire le crisi al loro insorgere senza attendere che vengano attaccati gli interessi delle Nazioni dell’Alleanza. Da qui la graduale ridefinizione delle missioni, capacità militari, composizione interna e partner esterni.

I problemi sollevati dalla minaccia terroristica dopo l’attacco alle Torri Gemelle, l’impegno politico ed economico in missioni come quella in Afghanistan e i cambiamenti nel sistema internazionale seguiti dalla fine della guerra fredda, hanno aperto discussioni circa il suo ruolo teorico-strategico e pratico-operativo. Per comprendere l’insieme dei processi in atto bisogna aggiungere la trasformazione delle capacità militari (capacità di schierare forze armate in poco tempo in teatri esterni all’alleanza), l’allargamento a Stati dell’Europa centro-orientale e le missioni extra articolo 5 (Bosnia, Kosovo-Serbia, Afghanistan, Iraq, Sudan).
Mutamenti geopolitici e trasformazioni sono da collegarsi alla decisione presa nel 1994 di avviare diversi tipi di partenariati con paesi ritenuti strategicamente importanti per la gestione della sicurezza e per una proiezione globale dell’alleanza (esempio la prima esercitazione navale congiunta Israele-NATO si è svolta nel marzo 2005. Dopo due mesi Israele è diventata membro dell’Assemblea parlamentare della NATO).

NATO Public Diplomacy Conference in Israel
http://www.nato.int/docu/speech/2006/s061023a.htm
http://www.nato.int/docu/update/2006/10-october/e1023a.htm
(Recente accordo di cooperazione bilaterale tra l'Alleanza atlantica e Israele - n. 2-00220)
http://legxv.camera.it/_dati/leg15/lavori/stenografici/sed083/s320r.htm
http://www.esteri.it/MAE/IT/Politica_Estera/Organizzazioni_Internazionali/NATO.htm
http://www.senato.it/documenti/repository/lavori/affariinternazionali/nato/062PoliticaMinniti%20IT.pdf

 

Nel 2003 vi è stata l’adozione della politica europea di sicurezza e di difesa (PESD) per cui l’UE ha dovuto stabilire con gli accordi “Berlin Plus” le modalità con cui l’Unione può utilizzare i mezzi e le capacità di pianificazione dell’alleanza per condurre delle proprie missioni di gestione delle crisi.
La creazione dei battlegroup (contingenti di reazione rapida di circa 1.500 persone per missioni di peace-keeping e di peace-enforcing) costituisce una analogia con la forza armata di reazione rapida Nato Responce Force (Nrf) con effetti di duplicazione delle spese militari.
Il rapporto difficile fra NATO ed Unione Europea ha come emblema la Francia. La PESD è stata vista dalla Francia come opportunità di conquistarsi maggiore autonomia dalle politiche americane sulle questioni di sicurezza internazionale. Se il 1966 ha sancito per volontà di De Grulle l’uscita della Francia dalla NATO, il cambiamento delle priorità politiche dell’Alleanza hanno visto il ritorno della Francia alle missioni NATO in maniera crescente in Afghanistan.
Sarkozy nel 2007 aveva chiesto agli americani di accettare che l’Unione Europea si doti di capacità militari autonome, e ai paesi europei di rafforzare le proprie capacità nazionali. Nella stessa Europa la NATO viene percepita differentemente o come forum nel quale discutere i problemi della sicurezza collettiva insieme agli Stati Uniti, e questa è la posizione dei paesi dell’Europa occidentale, o come garanzia americana contro la Russia, posizione dei paesi dell’ex patto di Varsavia. L’allargamento ad est, parallelo a quello dell’Unione Europea, non è stata l’unica azione intrapresa dalla NATO per divenire una NATO allargata. Durante il vertice di Riga da parte degli Stati Uniti e Gran Bretagna vi è stata la proposta di considerare un nuovo tipo di partenariato per una NATO globale.
Per NATO globale si deve intendere un tipo di partenariato non più basato su criteri geografici ma di carattere globale che preveder un forum permanente di coordinamento. Non tutti i membri dell’alleanza sono favorevoli ad un simile sviluppo in quanto metterebbe in discussione la sua dimensione prettamente atlantica e potrebbe essere percepita come minaccia da potenze come Russia e Cina o da paesi del mondo musulmano.
Partenariati sono stati avviati con stati di regioni vicine al perimetro dell’alleanza - Asia centrale, Nord Africa e Medio Oriente – , quelli attuali sono 4: Partenariato per la Pace, Dialogo mediterraneo, Consiglio Nato-Ucraina, Consiglio Nato-Russia e Istanbul Cooperation Iniziative.
Il vertice di Bucarest del 2008 ha nuovamente sollevato tutti i problemi relativi al rapporto dell’alleanza con la Russia.non solo per la porta aperta lasciata alla Georgia e all’Ucraina e la procedura di adesione (MAP – Membership Action Plan) che ha il duplice obiettivo di mettere in grado il paese candidato all’adesione di rispettare i requisiti dell’alleanza (Albania, Croazia e Macedonia), ma per la decisione storica di appoggiare la costruzione di un sistema di difesa contro i missili balistici.
Nulla è stato deciso in merito al processo decisionale (principio della maggioranza qualificata o la regola dell’unanimità), gestione delle missioni (solo le nazioni che partecipano alle missioni possono influire sulla loro gestione), caveat nazionali (i paesi che partecipano alle missioni devono prima accordarsi sulle regole di ingaggio), finanziamento delle missioni (i costi devono ricadere solo sugli stati che partecipano alle missioni o deve esserci un bilancio comune), strategia della comunicazione (intensificare e mantenere il consenso dell’opinione pubblica alle sue attività nei paesi alleati e contrastare le strategie di comunicazione del nemico nelle zone in cui opera) e intelligence (adeguare le capacità alle nuove minacce).
Quanto alle linee guida per il rafforzamento delle capacità militari, queste sono quelle stabilite nel CPG (Comprehensive Political Guidance) in cui si chiede di dotare la NATO di capacità adatte alla stabilizzazione e sostegno al “nation building”: la NATO Response Force come strumento interforze, l’Alliance Groung Surveillance con la capacità nel campo della ricognizione, il fronteggiamento della minaccia NBCR contro attacchi asimmetrici che potrebbero far uso di armi di distruzione di massa e le capacità network-centriche, il progetto che rende interoperabili digitalmente e connessi fra di loro grazie al sistema di rete, tutti gli elementi operativi. Per finire, il già citato sistema di difesa anti-missile.
Nulla viene deciso circa le armi nucleari presenti in Europa anche se il Terzo Sito è strettamente inserito nel sistema BMD americano e il suo funzionamento dipende eslusivamente dal sistema di allarme americano.

http://www.comitatoatlantico.it/articolo/198/comprehensive_political_guidance
http://www.nato.int/docu/pr/2007/p07-141.pdf
http://www.nukestrat.com/us/afn/NATOissue021805.pdf
http://www.defenselink.mil/news/nuclearweaponspolicy.pdf

60° anniversario della NATO e nuovo presidente degli Stati Uniti.

Il nuovo presidente degli Stati Uniti Barack Obama dovrà indicare le nuove linee guida della NATO circa l’identificazione delle minacce comuni, la politica delle porte aperte senza che la Russia possa imporre il suo veto, il processo decisionale, il ruolo della UE e quello della NATO, le regole che definiscano la ripartizione degli oneri. Nella lettera mandata al Segretario Generale della NATO ha espresso piena fiducia alla NATO e auspicato un suo rinnovamento e il rinforzo delle sue capacità.

http://www.nato.int/docu/speech/2009/s090120a.html
http://www.dw-world.de/dw/article/0,,3933770,00.html

 

 

 

 

 

 

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