Marcia per la pace da Brescia alla base atomica di Ghedi il 10 maggio
La marcia è stata organizzata in un contesto segnato da gravi conflitti in corso – dalla Palestina all’Ucraina, dal Sudan ad altri scenari di guerra – e dalla crescente preoccupazione per la corsa agli armamenti e la minaccia nucleare. A tale riguardo è stato ricordato anche l’Orologio dell’Apocalisse, simbolo del rischio di catastrofe globale, oggi fermo a 89 secondi dalla mezzanotte.
Alle ore 13 l'arrivo ai cancelli della base atomica di Ghedi (vedi foto).
La mobilitazione intende lanciare un messaggio forte contro la logica del riarmo e per una politica estera orientata alla pace.

A Roma manifestazione di appoggio ai manifestanti di Ghedi
In contemporanea a Roma c'è una manifestazione per la pace che esprime solidarietà e vicinanza alla marcia da Brescia alla base atomica di Ghedi.
Questo è l'appello di convocazione: "Il 10 maggio in piazza del Pantheon a Roma farà tappa la mobilitazione contro il Piano di Riarmo europeo da 800 miliardi di euro, organizzata nell’ambito della campagna europea ‘Stop Rearm Europe‘ che ad oggi ha raccolto oltre 900 adesioni complessive in 18 paesi Ue, di cui oltre 250 in Italia da parte di associazioni, comitati cittadini, partiti politici, movimenti e altre organizzazioni della società civile. Saremo in piazza per ribadire che non vogliamo un’Europa costruita sulla guerra, sulla militarizzazione, sulla repressione e sull’erosione dei diritti. Vogliamo che le risorse vengano investite per la pace, la giustizia sociale, la sanità e l’istruzione pubblica, per la conversione ecologica, il lavoro dignitoso e la libertà di tutti e tutte".
Per approfondimenti: Agenzia stampa Pressenza
Perché Ghedi è un luogo simbolico e cruciale
La scelta di concludere la marcia presso la base militare di Ghedi è altamente significativa: si tratta di una delle basi italiane che custodiscono bombe nucleari statunitensi, nell’ambito della strategia NATO della “nuclear sharing”. In caso di esercitazione o di conflitto nucleare, i caccia F-35A dell’Aeronautica Militare, di stanza alla base di Amendola (in Puglia), raggiungerebbero Ghedi per essere armati presso il bunker atomico presente all’interno della base. In caso di esercitazione nucleare, gli F-35 italiani (abilitati all’uso nucleare) non prelevano bombe atomiche reali, ma riproduzioni identiche per forma, peso e comportamento aerodinamico, chiamate “dummy bombs” o “inert training bombs”.
Questa "cooperazione nucleare" tra Ghedi e Amendola rappresenta un ingranaggio chiave nella catena di comando nucleare della NATO, che coinvolge l’Italia come Paese “ospitante” di ordigni atomici pur non essendo formalmente una potenza nucleare. Una situazione che pone gravi interrogativi sulla coerenza con l’articolo 11 della Costituzione italiana, che “ripudia la guerra come strumento di offesa”, e sull’adesione al Trattato ONU per la proibizione delle armi nucleari (TPAN), che l’Italia non ha ratificato.
A Bologna incontro sulle spese militari
Ne parlano l'onorevole Marco Tarquinio e l'artista Alessandro Bergonzoni alle ore 15.00 nel Centro Costa in Via Azzo Gardino 48 a Bologna. Questa iniziativa contro il piano di riarmo europeo è promossa dalle associazioni pacifiste bolognesi.
Mobilitazione pacifista nella Valdelsa
In provincia di Siena i cittadini della Valdelsa impegnati per la pace si ritroveranno in piazza per una manifestazione pubblica per dire "stop al genocidio in Palestina", "stop alla guerra" e "no al riarmo europeo".
Un pomeriggio di approfondimento a Foggia sulla base aerea di Amendola
Proprio nel pomeriggio di oggi 10 maggio, mentre la marcia partita da Brescia si sarà concludesa alla base di Ghedi, si svolgerà un convegno pubblico a Foggia, in vista della marcia di domani da Emmaus ad Amendola (FG), presso la base da cui operano gli F-35.
L’incontro di Foggia è oggi dedicato ad approfondire il ruolo strategico della base pugliese nella gestione e nell’eventuale impiego delle testate nucleari presenti a Ghedi, e a riflettere sulle implicazioni costituzionali, politiche e morali della partecipazione italiana alla deterrenza nucleare NATO.
Il convegno vedrà la partecipazione di attivisti, esperti e rappresentanti del movimento per la pace, e si pone in dialogo ideale con la mobilitazione bresciana: due azioni coordinate per una presa di coscienza collettiva sulla minaccia atomica e sulla necessità di un cambiamento di rotta.
Domani 11 maggio vi sarà la marcia per la pace da Emmaus ad Amendola, per arrivare alla base Nato.
Riassunto delle attività di questo fine settimana
Mattina del 10 maggio
- marcia per la pace Brescia-Ghedi e contro il riarmo organizzata dal organizzata dal Coordinamento provinciale egli Enti Locali per la Pace e la Cooperazione internazionale e da Emergency
- manifestazione per la pace a Roma e contro il riarmo organizzata da un'ampia varietà di associazioni che confluiscono nella campagna europea Stop Rearm Europe
Pomeriggio del 10 maggio
- convegno contro il riarmo, si tiene a Foggia
- un incontro a Bologna
- una manifestazione in provincia di Siena, nella Valdelsa (vedere campo note)
- marcia per la pace Emmaus-Amendola (in provincia di Foggia)
Annotazione importante sul rapporto fra la base di Amensola e Israele
L'aeroporto di Amendola è un aeroporto militare italiano situato in Puglia, a 15 km a nord est della città di Foggia.
E' una base Nato a guida italiana coinvolta nelle esercitazioni nucleari "Steadfast Noon".
Nella base di Amendola solo operativi gli F-35.
I piloti israeliani vengono coinvolti nelle attività (come a febbraio di quest'anno) anche perché le tecnologie di guerra elettronica prodotte in Israele sono in fase di acquisizione dal parte del Ministero della Difesa (tecnologie di spionaggio per l'aereo G550).
Tuttavia la questione è ancora in discussione nelle commissioni Difesa di Camera e Senato ed è in corso una pressione pacifista sui parlamentari.
Allegati
Slides convegno di Foggia
Alessandro Marescotti
Fonte: PeaceLink4486 Kb - Formato pdfIl ruolo della base Nato di Amendola nell'ambito delle esercitazioni per la guerra nucleare. Focus sugli F-35. La cooperazione militare con Israele. L'aumento delle spese militari e l'ultimo rapporto SIPRI.
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