Tre miliardi per aerei-spia: che cosa ci stanno facendo comprare?
In un momento storico in cui mancano fondi per la sanità, per la scuola e per l’ambiente, in Parlamento decidono di spendere quasi 3 miliardi di euro in un programma militare poco conosciuto. Riguarda la trasformazione di dieci aerei civili, i Gulfstream G550, in veri e propri “occhi elettronici volanti”.
Stiamo acquistando, cosa molto grave, tecnologia militare da Israele. Ma di questo retroscena non vi è alcun cenno nel resoconto parlamentare. Si legge solo che "il senatore ALFIERI (PD-IDP) chiede delucidazioni in merito alle caratteristiche e ai Paesi di provenienza dei sensori in argomento". E che "il sottosegretario PEREGO DI CREMNAGO dà conto brevemente della peculiarità della suddetta piattaforma".
Per questioni di riservatezza o di pudore il resoconto non cita Israele.
Cosa puoi fare tu?
Condividi questa pagina web e scrivi una lettera alla senatrice Stefania Pucciarelli (stefania.pucciarelli@senato.it) relatrice del programma militare, esprimendo contrarietà al programma pluriennale di A/R n. SMD 19/2024, relativo alla prosecuzione dei già avviati ed approvati programmi di A/R n. SMD 03/2020 e SMD 37/2021, finalizzati alla progressiva implementazione di suite operative "Multi-Missione Multi-Sensore" (MMMS) su piattaforma condivisa Gulfstream G550 "Green" base JAMMS (n. 264).
Proposta di email alla sottosegretaria alla Difesa Stefania Pucciarelli
Indirizzo: stefania.pucciarelli@senato.it
Oggetto: No all’acquisto di tecnologia militare israeliana – Appello per un voto contrario
Gentile Sottosegretaria Pucciarelli,
Le scrivo per esprimere la mia forte contrarietà all'acquisto da parte del Governo italiano di velivoli CAEW, prodotti da Elta Systems/Israel Aerospace Industries, destinati a potenziare le capacità di spionaggio e guerra elettronica del nostro Paese.
Mi riferisco all'implementazione di suite operative "Multi-Missione Multi-Sensore" (MMMS) su piattaforma condivisa Gulfstream G550 "Green" base JAMMS, attualmente in esame al Senato nella Commissione Difesa.
In qualità di relatrice di questo programma militare e membro della Commissione Difesa del Senato, ha oggi una responsabilità particolare. Questo non è un semplice programma tecnico: è una scelta politica, che rinsalda rapporti militari con un governo, quello israeliano, attualmente responsabile di orrende stragi sui civili a Gaza per cui è sotto accusa a livello internazionale.
L'Italia deve rompere ogni accordo militare con Israele. Acquistare tecnologie militari da Israele significa oggi finanziare un particolare settore del complesso industriale di un governo che opera con grave disprezzo per il diritto umanitario internazionale.
Le chiedo quindi per ragioni di coscienza e di coerenza con la Costituzione Italiana di opporsi a questo programma.
L’Italia deve uscire da ogni rapporto di affari con l'industria militare di Israele ed essere invece promotrice di pace, dialogo e tutela dei diritti umani.
In attesa di un Suo riscontro, Le porgo cordiali saluti.
[Nome e Cognome]
[Città / Provincia di residenza]
[Eventuale organizzazione o rete]
Proposta di email alla senatrice Stefania Craxi, presidente della Commissione Difesa
Indirizzo: stefania.craxi@senato.it
Oggetto: Voto contrario al programma militare Italia-Israele – Appello in difesa dei diritti umani
Gentile Senatrice Craxi,
Le scrivo in qualità di cittadino/a profondamente preoccupato/a per il programma di acquisto da parte del Governo italiano di velivoli militari CAEW (Conformal Airborne Early Warning), strumenti altamente sofisticati per la sorveglianza aerea e la guerra elettronica, prodotti dalla Israel Aerospace Industries.
Mi riferisco all'implementazione di suite operative "Multi-Missione Multi-Sensore" (MMMS) su piattaforma condivisa Gulfstream G550 "Green" base JAMMS, attualmente in esame al Senato nella Commissione Difesa.
Questa operazione, oltre a rappresentare un’ulteriore spesa militare in un momento di grave crisi sociale ed economica, lega il nostro Paese a rapporti commerciali nel settore bellico con uno Stato – Israele – oggetto di ripetute denunce per gravi violazioni dei diritti umani a Gaza e in Cisgiordania.
Mi rivolgo a Lei non solo come Presidente della Commissione Difesa del Senato, ma anche in quanto membro della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani. È proprio in virtù di questo doppio ruolo che Le chiedo un gesto di coerenza istituzionale e morale: votare contro questo programma militare.
Promuovere i diritti umani significa anche non rafforzare economicamente e tecnologicamente governi che violano il diritto internazionale umanitario.
Le chiedo di dare ascolto alla coscienza civile di tanti cittadini e cittadine che non approvano rapporti di complicità con il complesso industriale-militare israeliano.
La ringrazio per l’attenzione e confido in un suo impegno coraggioso.
Cordialmente,
[Nome e Cognome]
[Città / Provincia di residenza]
[Eventuale organizzazione o rete]
Vediamo adesso le costose tecnologie militari israeliane montate su questi aerei che l'Italia intende rendere operativi.
Sorveglianza elettronica (SIGINT)
Il termine SIGINT (Signals Intelligence) indica la raccolta e analisi dei segnali elettronici: comunicazioni radio, radar, reti informatiche e telefoniche.
Con questi sistemi, un G550 può:
-
intercettare comunicazioni militari nemiche (radio, telefoni, reti digitali);
-
individuare le postazioni radar avversarie;
-
raccogliere informazioni su movimenti di truppe e mezzi.
Attacco elettronico (EA)
Il Electronic Attack (EA) serve a disturbare o paralizzare i sistemi elettronici del nemico. I G550 EA possono:
-
lanciare attacchi di disturbo (jamming) contro radar, GPS e comunicazioni nemiche;
-
ingannare i sistemi avversari con falsi segnali (spoofing);
-
creare “nebbia elettronica” per proteggere le proprie truppe o velivoli.
Comando e controllo aereo (CAEW)
Il CAEW (Conformal Airborne Early Warning) consente di:
-
coordinare operazioni militari dal cielo;
-
fungere da centro comando mobile che comunica in tempo reale con navi, aerei, forze di terra;
-
sorvegliare aree molto vaste anche in tempo di pace, in funzione NATO o “multi-agenzia”.
Test e sviluppo (velivolo laboratorio)
Uno dei G550 sarà dedicato a testare nuovi sistemi elettronici sviluppati in Italia, in particolare da Leonardo ed ELT Group.
-
Sarà un banco prova volante per sperimentare nuove tecnologie militari.
-
Permetterà all’industria italiana di perfezionare prodotti esportabili o integrabili nella NATO.
Questi aerei, che normalmente vengono usati come jet di lusso per manager o personalità, vengono modificati con tecnologie avanzate di spionaggio e guerra elettronica. L’obiettivo è trasformarli in piattaforme capaci di raccogliere informazioni militari, controllare scenari di guerra, e persino disturbare le comunicazioni nemiche. Si parla di “multi-sensori”, “missioni complesse”, “ricognizione elettronica”. Parole difficili, che nascondono una realtà semplice: si stanno potenziando strumenti pensati per le guerre del futuro.
Il documento ufficiale del Senato della Repubblica (link qui) spiega che tutto questo sarà utile per affrontare “nuove minacce”. Ma quali minacce? E soprattutto: la risposta giusta è davvero investire in strumenti militari sempre più costosi e sofisticati?
Il programma è diviso in tre fasi, partite nel 2020. Finora sono già stati spesi oltre 2,1 miliardi di euro, e altri quasi 1 miliardo sono in arrivo. Le attività di trasformazione degli aerei si svolgono a Pratica di Mare, una base militare vicino Roma, che verrà anch’essa ristrutturata con fondi pubblici per accogliere questi nuovi mezzi.
Infrastrutture a terra
Il programma non si limita agli aerei. Include:
-
hangar, piazzole, sale operative a Pratica di Mare;
-
simulatori di volo e di missione per addestrare piloti e tecnici;
-
una "Cittadella ISTAR", ossia un polo integrato per la gestione delle informazioni militari (ISTAR = Intelligence, Surveillance, Target Acquisition, Reconnaissance).
Secondo i documenti, i velivoli serviranno per supportare operazioni dell’esercito, della marina, dell’aeronautica e anche operazioni multi-agenzia, cioè missioni complesse che coinvolgono più attori, anche civili. Ma in che modo tutto questo migliora la vita dei cittadini?
Il rischio è che si stia preparando il nostro Paese a un futuro sempre più militarizzato che drena risorse dall'ambito civile per dirottarlo in quello militare.
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