Il cancelliere tedesco legittima l’aggressione israeliana all’Iran

“Il lavoro sporco” e la deriva bellicista: parole gravi dalla Germania

Friedrich Merz ha definito l’attacco israeliano all’Iran “un lavoro sporco fatto per tutti noi”. Una frase inquietante che rivela la normalizzazione della guerra preventiva come legittimo strumento dell'Occidente. E che nasconde le lucrose vendite di armi a Israele.
19 giugno 2025

Il cancelliere della Germania, Friedrich Merz, ha ammesso di essere d'accordo con l'attacco che Tel Aviv ha inferto all'Iran, considerandolo un servizio reso a tutto l'Occidente. "Questo è il lavoro sporco che Israele sta facendo per tutti noi", ha dichiarato.

C’è qualcosa di profondamente allarmante nelle parole pronunciate da Friedrich Merz, leader della CDU (Unione Cristiano-Democratica) tedesca, durante un’intervista alla ZDF e a Politico a margine del vertice G7 in Canada. Merz ha dichiarato testualmente: “Questo è il lavoro sporco che Israele sta facendo per tutti noi”, riferendosi all’attacco israeliano contro l’Iran, esprimendo addirittura "massimo rispetto per quello che sta facendo il governo Netanyahu".

Parole che non solo confermano l’appoggio politico del governo tedesco alle operazioni militari israeliane, ma che legittimano l’uso della forza come strumento di politica internazionale. E non è tutto: Merz ha persino aperto alla possibilità di una partecipazione militare della Germania in una futura guerra contro Teheran. Un'ipotesi che dovrebbe far scattare un immediato allarme democratico.

Queste dichiarazioni segnano un passaggio simbolico ma gravissimo. Il “lavoro sporco”, evocato con un linguaggio cinico e spregiudicato, rimanda a una logica di delega della violenza, nella quale un alleato forte e aggressivo fa ciò che altri preferiscono non fare, ma approvano tacitamente. È la logica della guerra per procura elevata a dottrina pubblica.

Siamo di fronte a una rottura della cultura costituzionale del dopoguerra, quella che in Germania, come in Italia, aveva visto emergere un ripudio della guerra e del militarismo. In un’epoca segnata da conflitti devastanti occorrerebbe un richiamo forte al diritto internazionale, alla diplomazia, alla prevenzione dei conflitti. Invece, si sceglie l'elogio cinico del “lavoro sporco”. Un’espressione che spoglia la guerra di ogni dramma umano e ogni responsabilità morale, riducendola a un’operazione da eseguire “per conto di”. Merz ritiene di parlare a nome dell'“Occidente”, altrimenti non avrebbe usato quelle parole. Parole che si inseriscono in un clima sempre più preoccupante: l’accettazione crescente dell’uso della forza come strumento legittimo di politica internazionale. 

Come cittadini europei, come attivisti della pace, non possiamo restare in silenzio. Non possiamo accettare che si torni a parlare di guerra preventiva con tanta leggerezza. La guerra non è mai “un servizio reso” all’umanità. La guerra è la negazione dell’umanità.

È urgente riaprire in Europa una grande discussione pubblica e la mobilitazione di Roma del 21 giugno è l'occasione per rilanciare l'allarme.
Le forniture di armi tedesche a Israele


Israele non sta “facendo il lavoro sporco per noi”.

Sta compiendo atti di guerra che violano la carta dell'ONU.

Sta rischiando di incendiare tutto il Medio Oriente, con conseguenze incalcolabili.

La Germania, l’Italia, l’Europa tutta, dovrebbero piuttosto impegnarsi per fermare l’escalation.

Ma evidentemente dietro alle simpatie per il governo Netanyahu c'è anche dell'altro. C'è il commercio delle armi che - si nota chiaramente in questo grafico - vede il governo tedesco fortemente interessato a mantenere forti e insanguinati rapporti con Israele.

La Germania - dopo aver puntato sul green - si riconverte massicciamente alla guerra, la sostiene e ne trae profitto.

La Germania avrebbe il dovere di mantenere alto il ripudio della guerra e di inginocchiarsi a perpetua memoria per ciò che di mostruoso ha fatto quando ha imbracciato le armi.

Articoli correlati

  • Il programma di riarmo all'esame del Parlamento
    Disarmo
    Cosa si è discusso oggi nella Commissione Difesa della Camera dei Deputati

    Il programma di riarmo all'esame del Parlamento

    La Commissione Difesa della Camera sta votando ben sette atti del Governo per un ammodernamento delle forze armate italiane nell'ambito del programma di riarmo e di aumento delle spese militari.
    15 gennaio 2026 - Redazione PeaceLink
  • La posizione di Jeffrey Sachs sull'Ucraina
    Pace
    L'analisi geopolitica dell'economista economista americano

    La posizione di Jeffrey Sachs sull'Ucraina

    PeaceLink ha pubblicato la lettera di Jeffrey Sachs indirizzata al cancelliere tedesco Friedrich Merz, incentrata sulla necessità di una nuova architettura di sicurezza in Europa. L'autore critica aspramente l'espansione della NATO verso est e richiama i concetti che hanno generato instabilità.
    12 gennaio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Illegittima l'aggressione militare sul territorio del Venezuela
    Pace
    Il MIR denuncia l'aggressività imperialista degli USA

    Illegittima l'aggressione militare sul territorio del Venezuela

    La clamorosa violazione del diritto internazionale da parte del Presidente Trump è palese e indifendibile. Si configura come un attacco alla sovranità di un Paese vanificando le norme elementari che regolano le relazioni fra gli Stati, paradossalmente proprio in nome della democrazia.
    4 gennaio 2026 - MIR
  • Non vogliamo pagare le vostre guerre
    Disarmo

    Non vogliamo pagare le vostre guerre

    Quando lo Stato finanzia il massacro e chiama "complicati" i bambini morti
    13 dicembre 2025 - Jacopo Tallarico
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.8.28 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)