Disarmo

Lista Disarmo

Archivio pubblico

La visita in Italia di Khder Kareem

"A bocce ferme", al termine degli incontri col Sindaco di Halabja. Una testimonianza contro le armi di distruzione di massa e un lavoro concreto nell'immediato sanitario del Paese.
12 settembre 2009

Khder Kareem, sindaco di Halabja e Vice-Presidente dell'organizzazione mondiale dei “Mayors for Peace”, di nuovo in Italia. Un tour d'incontri e conferenze stampa, oltre che un impegno "dietro le quinte" nella preparazione di un documento per le Nazioni Unite. E in ogni caso, anche qua tra noi, testimonianza attiva di ciò che la “città martire” del Kurdistan iracheno ha da offrire al mondo.
Khder Kareem sindaco di Halabja, nella precedente visita a Firenze del 2006

Un primo passaggio “in amicizia” a Firenze e Campi Bisenzio nei giorni 28 e 29 agosto poi la vera prima tappa ufficiale a Lugo di Romagna, la storica sede di IPB-Italia – l'ufficio autonomo dell'International Peace Bureau che da alcuni anni ha posto un'attenzione particolare verso le vicende del Kurdistan e dell'Iraq e che collabora con i “Mayors for Peace” nella possibile convergenza degli sforzi di disarmo da tutte le “armi di distruzione di massa”. Nei giorni successivi il Sindaco è poi giunto in Sicilia, ospite presso diversi Comuni dell'isola. Ultima tappa di Mohammed Kareem, il giorno 7 settembre, di nuovo a Firenze dove ha incontrato - seppure in forma privata - diverse figure istituzionali della città (vedi riquadro popup a destra).

“E' importante che tutte le Nazioni, le agenzie delle Nazioni Unite, le Associazioni non governative, lavorino con forza assieme alla Convenzione contro le armi biologiche (BWC) per porre sotto controllo la produzione, trasferimento, destinazione finale di sostanze che sappiamo possono venire usate nella produzione di armi biochimiche. Le tecniche di guerra nel nuovo secolo saranno sempre più improntate all'uso delle armi chimiche e batteriologiche, perché piccole, facilmente trasportabili, poco costose e con potere distruttivo altissimo.”
A Palazzo Vecchio. Summit dei Sindaci "Le città non sono bersagli", 23 novembre 2007 Già da tempo si va cercando un approccio convergente nello sforzo di eliminazione di quelle che nel gergo vengono appunto definite “armi di distruzione di massa” cioé non solo atomiche ma anche batteriologiche e chimiche. L'attuale Sindaco della cittadina che fu colpita con bombe chimiche da Saddam nel 1988, si fa allora portatore presso le Nazioni Unite, attraverso un documento - redatto di concerto con l'International Peace Bureau Italia - del grido del suo popolo, che si associa quindi al “Mai più!” scandito negli anni dal mondo dopo gli “assaggi di olocausto nucleare” cui furono vittime nel 1945 le città di Hiroshima e Nagasaki.
Chiudi

08/09/2009 (comunicato stampa del Comune di Firenze)
Il sindaco di Halabja (Iraq) in visita a Firenze, Agostini (presidente commissione pace): “Primi risultati della cooperazione sanitaria”
“Si sta concretizzando l’azione politica per la ricostruzione e solidarietà con il Kurdistan iracheno e il lavoro sulla cooperazione sanitaria”. E’ quanto ha affermato la presidente della commissione pace Susanna Agostini che ieri ha accolto e accompagnato il Sindaco di Halabja Khder Kareem dal vice sindaco Nardella, dal direttore generale del Meyer Tommaso Langiano e dall’assessore regionale alla sanità Enrico Rossi, i tre soggetti referenti, coinvolti nella cooperazione nata da una missione di pace promossa da International Peace Bureau e Mayors for Peace nelle città martiri irachene.
“Prosegue così – ha detto Susanna Agostini - una cooperazione nata nel 2006, grazie all’attività di Mayors for Peace (Sindaci per la Pace). Khder Kareem, presente nell’agosto scorso alla VII conferenza di Mfp e alle cerimonie commemorative contro le armi nucleari in Giappone, ha voluto confermare l’impegno del Suo Paese con la Città di Firenze con vecchi e nuovi protagonisti della cooperazione”.
La presidente Agostini ha riferito che “l’assessore Rossi da parte sua ha garantito l’attuazione degli impegni assunti a marzo scorso in Iraq. La Toscana, oltre a sovraintendere la realizzazione di quattro ospedali a Sulaimaniya, la formazione del necessario personale sanitario presso il Meyer e la cura di almeno 100 bimbi l’anno all’Ospedale Pediatrico Apuano, predisporrà protocolli utili a relazioni istituzionali per la razionalizzazione di una rete per riferimenti sanitari ora presenti nel nord iracheno”.
“In questi tre anni – ha aggiunto Agostini - la cooperazione sanitaria in Kurdistan è stata portata alla ribalta di convegni e iniziative istituzionali. Khder Kareem aveva visitato il Meyer quando ancora era un grande cantiere ed è stata per lui un’emozione vederlo in piena attività. “Un’impresa grande che proseguirà la sua opera di cura e prevenzione per la salute dei bambini di tutto il mondo” ha detto il Direttore Generale Dott. Tommaso Langiano. Da parte sua il Vice Sindaco Dario Nardella, accogliendo l’invito in Iraq, del Sindaco di Halabja per il 16 marzo prossimo, anniversario della commemorazione delle vittime dei bombardamenti chimici, ha commentato l’impegno delle nostre due Città in Mayors for Peace, ricordando le importanti opere di ripristino archeologico a Bagdad e l’ipotesi di stipulare un patto di amicizia con Erbil, capoluogo della Regione Curda. Città che come Firenze ha la protezione dell’Unesco per il suo centro antico, Patrimonio Mondiale”.
“Dare vita ad una realizzazione di questa portata, atto simbolico di pace e cooperazione, è davvero una grande soddisfazione politica. Auspico che tutte le città ne abbiano la volontà, che tanti sindaci riescano, come è successo a Firenze, a consegnare al mondo il meglio delle proprie politiche di sviluppo, risorse umane preziose, nuove tecnologiche, sanitarie e formative inusuali, da condividere con tante realtà che necessitano di contributi competenti e concreti.”(lb)

Di recente Mr. Khder è entrato, con l'incarico di Vicepresidente, nel Board direttivo dell'associazione dei “Mayors for Peace”, che – fondata nel 1982 dai Sindaci delle due città giapponesi – lavora nel mondo per un sempre più stretto legame tra i Primi Cittadini per il rigetto totale dell'arma atomica. Le Nazioni Unite hanno di recente riconosciuto ufficialmente a Halabja lo status di “città martire” e il 16 marzo di ogni anno, anniversario della strage, verrà ricordato nell'Assemblea.

Kareem Khder è il primo sindaco iracheno che appena caduto il regime di Saddam Hussein è uscito dalla sua piccola città ed ha contattato IPB-Italia per fare conoscere al mondo la tragedia occorsa ai suoi concittadini e per tanto tempo tenuta sotto silenzio dal regime di Saddam.
Il 16 marzo 1988 (da quest'anno questa data viene commemorata ufficialmente alle Nazioni Unite di New York) la piccola città di Halabja venne bombardata con le armi chimiche (vietate da tutte le convenzioni internazionali). Al mattino il sindaco trovo' le strade cosparse di 5000 corpi donne, vecchi, bambini, ragazzi, uomini, e altrettante persone avevano i corpi martoriati bruciati da quelle terribili sostanze.
Altre città furono colpite nel medesimo modo ma quello di Halabja fu il più terribile e l'unico documentato grazie al coraggio di molti giornalisti che il giorno dopo quel terribile evento si precipitarono nella città a fotografare quanto era accaduto.
Oggi, quella loro testimonianza fotografica è fondamentale per i giudici del tribunale di Baghdad che sono incaricati proprio in questi anni di giudicare gli esecutori di quei terribili attacchi.

Kareem Khder è membro onorario di IPB-Italia dove collabora attivamente con il comitato scientifico e Fulgida Barattoni ai lavori della commissione delle Nazioni Unite per le armi chimiche e Batteriologiche BWC che si riunisce periodicamente a Ginevra e dove IPB-Italia è membro esperto.
Kareem Khder è reduce dal Giappone dove a Hiroshima durante le celebrazioni di commemorazione del bombardamento nucleare ha ricevuto la nomina a Vice-Presidente della Mayors for Peace. Kareem Khder rappresenta all'interno delle Nazioni Unite tutte le vittime delle armi chimiche e biologiche e il grande lavoro che sta facendo insieme alla BWC e IPB-Italia è quello di operare per riunificare le regolamentazioni, oggi separate, delle armi nucleari, chimiche, biologiche e di trasformare la grande campagna mondiale per l'abolizione delle armi nucleari in CAMPAGNA CONTRO LE ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA (Nucleari, chimiche, batteriologiche).
Queste ultime sono facili da produrre, costano poco, hanno dimensioni estremamente ridotte quindi sono facilmente trasportabili e nascondibili: costituiranno sempre più nel futuro la grande vera minaccia con potenziale distruttivo di molto superiore alla minaccia nucleare.

Abbiamo ancora un importante cammino davanti ma ogni mattoncino costruisce l'opera.

Fulgida Barattoni (former IPB-Italia President)

 

Note: Le due immagini sono di repertorio. Potranno arrivare aggiornamenti nei giorni prossimi.

Vedi anche:
Mayors for Peace: a Nagasaki l'assemblea plenaria
Conferenza interetnica in Iraq
Marzabotto 1944, Halabja 1988

Articoli correlati

  • Che cosa era la guerra?
    Pace
    A ogni incontro, Gulala riporta una frase esplicativa nella sua semplicità, della poetessa americana Eve Merriam: “Io sogno di dare alla luce un bambino che chieda: Mamma, che cosa era la guerra?”

    Che cosa era la guerra?

    Brevi note dopo la cena-incontro solidale che da Campi Bisenzio ha dato voce a chi dall'Italia lavora per Kurdistan Save the Children. Un progetto che prosegue, un ponte reciproco con la regione tormentata del Nord Iraq.
    6 marzo 2017 - Andrea Misuri
  • Ministro degli Esteri turco: Il PKK vuole rendere i Curdi atei
    Conflitti
    Turchia, Curdi, Kurdistan, Islam, PKK

    Ministro degli Esteri turco: Il PKK vuole rendere i Curdi atei

    Traduzione dell'articolo di www.kurdistan24.net sulle ultime dichiarazioni del Ministro degli Esteri turco a proposito del conflitto in corso in Kurdistan.
    14 settembre 2016 - Antonio Caso
    Traduzione a cura di PeaceLink
  • L’oscena ipocrisia di fronte al Sultano
    Conflitti

    L’oscena ipocrisia di fronte al Sultano

    I grandi sponsor e finanziatori di Daesh sono da cercarsi anche tra le petromonarchie alle quali Stati Uniti e stati europei (Italia compresa) vendono armi a tutto spiano.
    1 agosto 2016 - Alessio Di Florio
  • L’attentato di Ankara, ipocrisia e complicità occidentali nella guerra contro il Kurdistan
    Conflitti

    L’attentato di Ankara, ipocrisia e complicità occidentali nella guerra contro il Kurdistan

    La narrazione mediatica anche italiana ancora una volta ha dimostrato chi è contro il terrorismo e chi è complice nella guerra contro il popolo curdo, l’unico a combattere e ad aver vinto contro l’ISIS, che vede il governo turco in prima fila
    13 ottobre 2015 - Alessio Di Florio

Prossimi appuntamenti

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.9 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)