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Ottava Conferenza internazionale sul Trattato di non proliferazione nucleare: documento finale.

1 giugno 2010 - Rossana De Simone


Venerdì 28 maggio si è conclusa la Conferenza per il riesame del Trattato di non proliferazione nucleare con l’approvazione da parte di 189 paesi di un documento finale verso il disarmo nucleare, compresa la creazione di una zona denuclearizzata in Medio Oriente Oriente.
E’ un documento di 28 pagine che è stato progressivamente annacquato per raggiungere un consenso. La strada verso il disarmo nucleare anche se piena di buone intenzioni rimane piena di vuote promesse.

2010 Conferenza di revisione del Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari (TNP)
http://data.grip.org/documents/201005311221.pdf

I punti chiave:

Disarmo nucleare: I cinque paesi ufficiali dotati di armi nucleari - Stati Uniti, Russia, Gran Bretagna, Francia e Cina - si impegnano a compiere ulteriori sforzi per ridurre e infine eliminare tutti i tipi di armi nucleari. Non vi è un calendario né vi sono dettagli in merito. Devono riferire i progressi entro il 2014.

Garanzie di sicurezza: I firmatari hanno convenuto che la Conferenza di Ginevra sul disarmo dovrebbe iniziare immediatamente la discussione di efficaci accordi internazionali per garantire i paesi non dotati di armi nucleari circa l'uso o la minaccia di uso di armi nucleari.

Test nucleari: I paesi con armi nucleari si impegnano a ratificare il Comprehensive Test Ban Treaty con sollecitudine. Stati Uniti e Cina non hanno ratificato il trattato, il che significa che non può ancora entrare in vigore. Nel frattempo tutti gli Stati devono astenersi dal compiere test nucleari.

Materiali fissili: Gli Stati contraenti convengono che la Conferenza sul disarmo dovrebbe iniziare immediatamente la negoziazione di un trattato che vieti la produzione di materiale fissile.

Non proliferazione: La conferenza ha esortato Israele , India e Pakistan ad aderire al trattato NPT.

Energia nucleare: La conferenza ha esortato gli Stati a facilitare lo scambio di attrezzature, materiali e informazioni scientifiche e tecnologiche per gli usi pacifici dell'energia nucleare.

Medio Oriente libero da armi di distruzione di massa: Il Segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon e gli stati chiave convocheranno una conferenza nel 2012 con tutti gli Stati del Medio Oriente per la creazione di un Medio Oriente zona libera da armi nucleari e altre armi di distruzione di massa.

Corea del Nord: La conferenza ha fortemente sollecitato la Corea del Nord ad effettuare l'abbandono completo e verificabile di tutte le armi nucleari ed i programmi nucleari esistenti, e tornare al TNP.

Importante è capire l’art. 84 pag. 11 del Trattato laddove si cita il ruolo fondamentale del Comprehensive Test Ban Treaty. In questo articolo non solo non si prevede una cessazione dello sviluppo e miglioramento di nuove armi anucleari, ma addirittura si legge che nel momento in cui si invita tutti gli Stati ad astenersi dall’effettuare test nucleari, l’attesa della sua entrata in vigore costringe lo sviluppo tecnologico di nuove armi

Sappiamo che vi sono test effettuati in laboratorio dagli Stati Uniti e in altri Stati, ma allora perché non vietare la ricerca su nuove armi?

http://www.popsci.com/technology/article/2010-05/obamas-proven-missile-interceptor-may-only-succeed-20-percent-time
http://www.kiae.ru/radleg/ch6e.htm

Nel corso della Conferenza gli Stati Uniti hanno annunciato di avere 5.113 testate, la Francia meno di 300 testate nucleari e la Gran Bretagna ha dichiarato che manterrà operative fino a 160 testate (delle circa 225).
"Lo scopo delle nostre armi nucleari è quello di dissuadere da un attacco”. Per il Regno Unito è stato a lungo evidente che potrebbe prendere in considerazione l’utilizzo in casi estremi di auto-difesa e la difesa degli alleati della NATO.
La pubblicazione del numero è un passo che può aiutare a costruire la fiducia tra gli Stati e aprire la strada per il disarmo ha detto Kate Hudson "ma l'impegno della Gran Bretagna nel TNP non è quello di essere trasparente, ma il disarmo”.

Se l’Egitto ha esercitato una forte pressione per la denuclearizzazione del Medio Oriente, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che non ha partecipato al vertice per il timore che un gruppo di paesi guidati dall’ Egitto stesso e dalla Turchia chiedessero a Israele di aderire al Trattato di Non Proliferazione Nucleare e di sottoporsi alle ispezioni internazionali, ha fatto sapere che Israele non partecipera' alla concretizzazione della risoluzione della Conferenza del Tnp e non accettera' dunque di essere sottoposto ad ispezioni.
Nir Hefetz, consigliere per la stampa del premier Benyamin Netanyahu, ha dichiarato che “la risoluzione del Tnp e' sbagliata alla base e intrisa di ipocrisia. Ignora la realtà del Medio Oriente e le minacce vere che da esso giungono per il mondo intero”.
Israele è l'unico regime in Medio Oriente che è in possesso un arsenale atomico. Israele possiede fra 250 e 500 armi nucleari. Lo Stato ebraico non ha mai confermato nè smentito di possederle, limitandosi a dichiarare che non sarà mai il primo paese ad usare queste armi in Medio Oriente.

La risoluzione del 1995 del TNP invitava gli Stati del Medio Oriente a compiere passi concreti verso “l'istituzione di una zona effettivamente controllabile in Medio Oriente senza armi di distruzione di massa, nucleari, chimiche e biologiche, i loro vettori, e di astenersi dal prendere qualsiasi misura che preclude il raggiungimento di questo obiettivo. "

Nel 2005 il Tnp arrivò ad una fase di stallo proprio sulla creazione di una zona nel Medio Oriente senza armi per via della crisi nucleare iraniana - A New Non-Proliferation Strategy - http://www.carnegieendowment.org/static/npp/Tehran_Conference_Presentation.pdf

La speranza per l'eliminazione delle armi nucleari in Medio Oriente è legata al progresso del processo di pace e, date le realtà politiche, una zona libera è impossibile in questa fase.

Il ruolo svolto dal Brasile e dalla Turchia a proposito dell’accordo siglato in maggio con l’Iran per uno scambio di uranio arricchito non è piaciuto agli Stati Uniti che ritengono che il Consiglio di Sicurezza Onu deve andare avanti con nuove sanzioni contro Teheran.
L’ Iran avrebbe abbastanza materiale per costruire una bomba nucleare anche con l'accordo Turchia-Brasile.

Gli Stati Uniti hanno ratificato l'accordo ma hanno mostrato opposizione sul punto che individua in Israele il paese che deve dichiarare esplicitamente le sue atomiche.
Obama ha detto che il documento è un passo in avanti verso la non proliferazione, il disarmo nucleare e gli usi pacifici dell'energia nucleare, cioè i pilastri critici del regime di non proliferazione globale.

Iran e Siria non hanno sollevato obiezioni nel corso della sessione finale, per la Gran Bretagna "i negoziati non sono stati facili e il risultato rappresenta un compromesso”.

I paesi non dotati di armi nucleari avevano chiesto di mettere un limite di tempo per ottenere il disarmo ma le potenze nucleari Gran Bretagna, Cina, Francia, Russia e Stati Uniti, hanno rifiutato la proposta.

Il 27 maggio, un giorno prima della firma della revisione del Trattato, Barack Obama aveva presentato al Congresso il documento di 52 pagine "National Security Strategy".
Anche questo è un documento che contiene vaghe parole come "impegnarsi" e "garantire" che descrivono senza definire. Quali le missioni e le priorità?
Ormai ci sono familiari: preoccupazione per il terrorismo riformulato (non si può fare guerra ad una tattica, il terrorismo, nè ad una religione, l'Islam. La guerra deve essere fatta contro un bersaglio concreto: Al Qaeda ed i suoi affiliati), proliferazione nucleare, sana economia degli Stati Uniti, preoccupazioni per il Medio Oriente, collaborazione più forte con i partners, ecc.
Sul piano militare non si specificano priorità tra le missioni ma si ripete un elenco delle forze e delle aspettative, elevando un bilancio più di quanto non lo sia adesso sia sul versante civile sia militare delle missioni. Vi è un maggiore orientamento verso la prevenzione dei conflitti e alla diplomazia.
A livello internazionale si pone una forte priorità a lavorare con gli alleati e per il rafforzamento delle organizzazioni internazionali come il G-20. Ma non ci sono molti dettagli su come queste organizzazioni potrebbero essere riformate e quale contributo gli Stati Uniti possono dare.
Mentre la strategia affronta una serie di questioni che richiedono una forte attenzione, interagenzie, cambiamento climatico, energia e proliferazione nucleare, la stessa non offre alcuna nuova visione di come devono essere decise.
Si dà una grande importanza alla necessità di ricostruire l'economia americana e per ridurre il deficit federale ma non fornisce un piano chiaro per ridurre il bilancio.
Il vice presidente Joe Biden ha detto che la nuova strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti riconosce che la forza dell'America è basata su tutti gli elementi del potere nazionale.
I quattro pilastri della nuova strategia, rafforzare l'economia degli Stati Uniti; sistemare capacità militare e non militare, costruire e rafforzare alleanze e partnership in tutto il mondo, rimanere fedele ai valori fondanti dell'America, servono per mantenere la supremazia america nel 21° secolo.
“Una economia forte è l'unico fondamento su cui possiamo costruire una garanzia per la nostra sicurezza nazionale, e la nostra forza e influenza dipende la nostra prosperità economica”.
http://www.whitehouse.gov/sites/default/files/rss_viewer/national_security_strategy.pdf

 

 

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