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Le armi nucleari devono essere eliminate per il bene di tutti noi

Nessuna nazione dovrebbe avere delle armi nucleari – né l’Iran, né la Corea del nord, e neppure i loro oppositori che si ergono a paladini della moralità
7 marzo 2013
Desmond Tutu (premio Nobel per la pace, 1984)
Fonte: the guardian - 04 marzo 2013

Citando l’apertura di una conferenza tenutasi ad Oslo, non dovremmo accettare che ‘poche nazioni prescelte possano garantire la sicurezza di tutti attraverso la loro capacità di distruggere.’

Non possiamo costringere gli altri a comportarsi bene se noi stessi non lo stiamo facendo. Eppure, questo è esattamente ciò che le nazioni con armi nucleari sperano di fare censurando la Corea del nord per i test nucleari e suonando il campanello d’allarme riguardo alla ricerca dell’uranio arricchito da parte dell’Iran. Stando alla loro logica, poche nazioni prescelte possono garantire la sicurezza di tutti attraverso la loro capacità di distruggere.

Fino a quando non supereremo questa doppia morale – fino a quando non accetteremo che le armi nucleari sono detestabili ed un grave pericolo indipendentemente da chi le possieda, che la minaccia di una città con l’incenerimento radioattivo è intollerabile, indipendentemente dalla nazionalità o dalla religione dei suoi abitanti - sarà difficile fare dei progressi significativi nel fermare lo sviluppo di questi orribili dispositivi, figurarsi bandirli dagli arsenali nazionali.

Perché, ad esempio, un paese emergente dovrebbe prestare attenzione alle esortazioni degli USA e della Russia, che tengono migliaia delle loro testate nucleari in stato d’allerta? Come fanno (gli USA, ls Russia, ecc.) a pensare di essere ascoltati" quando predicano la non proliferazione ma praticano lo stoccaggio di testate nucleari? Che credibilità ha Israele nel sollecitare l’Iran a non sviluppare la bomba atomica se ha un suo arsenale atomico?

Le armi nucleari non fanno distinzioni; né dovrebbero farle i nostri leader. Le potenze nucleari dovrebbero applicare lo stesso criterio a se stesse e agli altri: niente armi nucleari. Sebbene la comunità internazionale abbia imposto un divieto generico delle altre armi con effetti devastanti – dagli agenti biologici e chimici alle mine alle munizioni a grappolo – non si è ancora espressa sulle armi peggiori in assoluto. Le armi nucleari sono ancora considerate legittime nelle mani di qualcuno. Questa situazione deve cambiare.

Circa 130 governi, diverse agenzie dell’ONU, la Croce Rossa e la Campagna Internazionale per l’Abolizione delle Armi Nucleari si incontreranno ad Oslo questa settimana per analizzare le conseguenze catastrofiche delle armi nucleari e l’incapacità delle agenzie umanitarie di fornire un intervento efficace nella possibilità di un attacco nucleare. Per troppo tempo, i dibattiti sulle armi nucleari sono stati separati da queste realtà, puntando invece sulla geopolitica e sui concetti limitati della sicurezza nazionale.

Con la giusta pressione pubblica, credo che i governi possano andare oltre l’ipocrisia che ha bandito per decenni le discussioni sul disarmo multilaterale, ed essere stimolati e convinti ad avviare dei negoziati per un trattato che bandisca ed elimini le più recenti armi del terrore. Raggiungere questo divieto richiederebbe in qualche modo una rivoluzione nel nostro modo di pensare, ma questo non è impossibile. Dei sistemi radicati possono essere rovesciati nel giro di una notte, se c’è la volontà.

Non dimentichiamo che solo pochi anni fa chi parlava di energia verde e di cambiamento climatico era considerato stravagante. Adesso è largamente accettato che un disastro ambientale sia alle porte. Un tempo la gente comprava e vendeva altri esseri umani come se fossero semplice merce, cose. Ma alla fine la gente è rinsavita. Così avverrà nel caso delle armi nucleari, prima o poi.

Infatti 184 nazioni hanno già avviato un’iniziativa legale per non avere delle armi nucleari e tre paesi su quattro appoggiano il divieto universale. Nei primi anni 90, con la caduta dell’apartheid imminente, il Sudafrica ha volontariamente smantellato le sue riserve nucleari, diventando la prima nazione a farlo. Questa è stata una tappa essenziale della sua transizione da stato paria a membro della famiglia delle nazioni. Nello stesso periodo circa, anche il Kazakistan, la Bielorussia e l’Ucraina hanno rinunciato ai propri arsenali atomici dell’era sovietica.

Ma oggi nove nazioni considerano ancora una loro prerogativa quella di possedere queste terribili bombe, ognuna capace di distruggere migliaia di civili innocenti, compresi bambini, in un lampo. Pensano che quelle armi nucleari portino loro prestigio in campo internazionale. Ma niente è più lontano dal vero. Qualsiasi paese con armi nucleari, piccolo o grande, qualunque siano le sue razze, deve essere condannato in maniera assoluta per il possesso di queste armi indiscriminate ed immorali.

Tradotto da Antonella Pegoli per PeaceLink . Il testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la fonte (PeaceLink) e l'autore della traduzione.
N.d.T.: Titolo originale: "Nuclear weapons must be eradicated for all our sakes"

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