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Prossimo trasferimento del Comando VI Flotta Usa a Taranto

Il 6 marzo l'on. Deiana ispeziona la base Nato di Taranto. Cambia la linea di Rifondazione a Taranto

Rifondazione Comunista a Taranto aveva sollevato dubbi sulla documentazione del Pentagono esibita da PeaceLink. E non aveva appoggiato l'iniziativa del Comitato per il NO alla base Usa. Ora cambia linea.
29 marzo 2004 - Alessandro Marescotti

A Taranto Rifondazione Comunista non aveva creduto alla denuncia di PeaceLink circa il trasferimento del Comando della VI Flotta Usa nel porto jonico. Erano "voci".

Le associazioni ecopacifiste tarantine, radunate attorno a Tarantosociale (http://www.tarantosociale.org), hanno comunque promosso molteplici iniziative a cui ha partecipato anche il docente di Fisica Tonino Drago e a cui prossimamente (il 5 e 7 maggio) parteciperà in prima persona padre Alex Zanotelli promuovendo un digiuno di massa e un incontro con il sindaco, i consiglieri comunali, provinciali, regionali e i parlamentari. L'obiettivo è dire NO al progetto di base Usa a Taranto e costruire una piattaforma per dire NO al rischio nucleare in tutti i porti italiani.

Rifondazione Comunista a Taranto nel 2000 aveva svolto un ruolo molto attivo contro il rischio nucleare, promuovendo una massiccia raccolta di forme e mobilitando cortei studenteschi mai visti.

Ma quando a febbraio di quest'anno PeaceLink ha scoperto sul sito del Pentagono che Taranto era diventata base Nato e che per di più accanto era annotato "Us Navy", Rifondazione di Taranto ha inspiegabilmente assunto un atteggiamento scettico: "Sono voci". Inoltre Lucio Manisco, in un articolo su Liberazione, aveva accreditato l'informazione secondo cui il comando della VI Flotta Usa sarebbe andato a Rota in Spagna e non a Taranto. E, si noti bene, Rota è sull'Oceano Atlantico mentre la VI Flotta Usa è per definizione la "flotta americana nel Mediterraneo".

Questo scriveva Rifondazione Comunista a Taranto prima dell'attuale cambiamento di linea: "Crediamo che l’attenzione debba essere focalizzata principalmente su quello che c’e' e non su ciò che si presume. Non vorremmo cioe', che se si dovesse rivelare priva di fondamento la notizia della requisizione del porto mercantile, perche' proprio di questo si tratterebbe, vista la consistenza della VI Flotta (41 navi, 175 aerei, 21mila fra marinai e civili), l’auspicata mobilitazione per scongiurare il rischio nucleare venisse a cadere". E conseguentemente nessun militante di Rifondazione aveva partecipato alle iniziative del Comitato per il No alla base Usa.

Ma dopo una iniziale fase di scetticismo le cose sono cambiate.

Vi sono state le prese di posizione dei Ds locali, del consigliere regionale Luciano Mineo, dell'assessore provinciale Nicola Occhiofino (provincia di Bari), dei Verdi (interrogazione parlamentare dell'on. Bulgarelli) e dei Comunisti Italiani (conferenza stampa nazionale, numero speciale di "Rinascita" e interrogazione parlamentare).

Infine ora, non è mai troppo tardi, anche Rifondazione di Taranto si schiera contro il trasferimento della VI Flotta Usa a Taranto. E, dopo una conferenza stampa ad hoc, annuncia che il 6 marzo verrà l'on. Elettra Deiana per un'ispezione alla base navale di Chiapparo e al molo polisettoriale dove dovrebbe sorgere la superbase Usa.

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