Disarmo

RSS logo

Mailing-list Disarmo

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

Lista Disarmo

...

Articoli correlati

I sindacalisti hanno posto il tema delle alleanze strategiche e auspicato un forte sostegno del governo

Il piano industriale 2018 – 2022 di Alessandro Profumo per Leonardo 2.0: pianificazione strategica o lavori in corso?

Leonardo era al 9° posto nella classifica dei primi 100 fornitori del Pentagono nel 2016 ma gli investimenti in capitale fisso e in ricerca e sviluppo continuano a diminuire
14 marzo 2018 - Rossana De Simone

 Ortodossia 2 - Cccp

Nel libro bianco della difesa 2015 si sostiene che l’industria della sicurezza e difesa costituisce un pilastro tecnologico, manifatturiero, occupazionale, economico e di crescita senza eguali per il “Sistema Paese”. Due anni dopo l’amministratore delegato di Leonardo-Finmeccanica Mauro Moretti, poco prima di lasciare la società, dichiarava che Finmeccanica era “disastro, senza un piano industriale, con una cultura industriale quasi a zero e una situazione di indebitamento molto difficile”.

Tre anni di esuberante gestione Moretti sono serviti per capire che il suo vero intento era quello di governare il processo di finanziarizzazione, o “massimizzazione del valore per l’azionista”, del maggior gruppo industriale della difesa e sicurezza. L’enfatizzazione posta dall’amministratore delegato sul ritorno dei dividendi ai soci (utilizzando gli anticipi del contratto Efa in Kuwait?), aveva lo scopo di coprire il calo dei ricavi e degli ordini, la disgregazione di intere fasi produttive e l’impoverimento della struttura commerciale, l’aumento del peso del business militare e la riduzione delle spese in ricerca e sviluppo (del 4,9% nel 2015 e del 3,7% nel 2016). L’obiettivo dunque non consisteva nell’aumento della produttività, del progresso materiale dei lavoratori e del “sistema paese”, ma la distribuzione degli utili. La decisione di creare una “one company” è valsa a Mauro Moretti una buonuscita di quasi 9,4 milioni di euro: “Sono stati tre anni belli, intensi e molto fruttuosi per la società”, ha dichiarato sottolineando il lavoro fatto.

Tuttavia quando si parla di Leonardo si pensa ad una società strategica per il nostro paese, protagonista globale nei settori ad alta tecnologia dell’aerospazio, difesa e sicurezza. Ma se ci si sofferma agli investimenti in ricerca e sviluppo, Leonardo, come altre aziende del settore, viene superata da imprese commerciali. Nel 2012, secondo lo studio promosso dall’Unione Europea “Eu R&D Scoreboard”, Finmeccanica era al 56esimo posto tra le Top 1500 imprese mondiali per volume di investimenti in R&S e al 19esimo in Europa. Nel 2016 scende al 99esimo posto (Airbus al 38esimo e Boeing al 45esimo) nel mondo e al 30esimo in Europa. Gli investimenti in capitale fisso erano di 1.052 milioni di euro nel 2013 e di 563 milioni di euro nel 2016. Quelli in ricerca e sviluppo erano 1.512 di milioni di euro nel 2012, 1.426 nel 2015 e 1.373 nel 2016. In generale questo significa il crollo del mito degli investimenti in ricerca e sviluppo delle industrie della difesa a livello mondiale. Evidentemente pensano più a riacquistare le proprie azioni per sostenere le quotazioni del titolo confidando sul continuo e sostanzioso finanziamento e ombrello pubblico. Da tempo le società che investono più in R&S sono quelle che producono beni pubblici: Volkswagen, Samsung, Microsoft, Intel, Google e in Italia Telecom (la Fiat è considerata olandese).

Nella classifica dei primi 100 fornitori del Pentagono Leonardo scende di un posto dall’8° al 9° posto. Rimane comunque fra le prime dieci aziende che da sole rappresentano il 54% dei ricavi totali (dati 2016). Al primo posto si classifica Lockheed Martin (43,4 miliardi dollari di entrate per la difesa su 47,2), seconda Boeing (29,5 miliardi per la difesa equivalenti al 31% dei ricavi totali), al terzo la sussidiaria americana della società inglese BAE Systems (23,6 miliardi, il 91% dei ricavi complessivi). Seguono Raytheon (22,3 miliardi su 24 miliardi, il 93%)), Northrop Grumman (20,2 miliardi su 24,5, l’82%), General Dynamics (19,6 miliardi su 31,3, il 63%), la francese-tedesca-spagnola Airbus (12,3 miliardi su 73,9, il 17%), L3 Technologies (8,8 milioni su 10,5 miliardi, l’84%), quarta l’europea Leonardo (8,5 milioni su 13,3 miliardi, il 64%) e infine la francese Thales (8,3 milioni su 16,8 miliardi, il 50%). Nella classifica troviamo ai primi trenta posti anche aziende russe, sudcoreane, giapponesi e israeliane.

Anche il riferimento alle garanzie occupazionali e alla capacità di trasferire conoscenza nel tessuto produttivo territoriale viene sempre meno. Le innumerevoli ristrutturazioni, fusioni o cessioni, hanno ridotto l’organico di Leonardo- Finmeccanica dai 47.156 dipendenti totali del 2015 ai 45.631 del 2016 di cui 29.103 in Italia. Sempre più è il settore civile a fornire strumenti e tecnologie per applicazioni che servono al comparto della difesa (con conseguenze che complicano la possibilità di controllo sulla produzione e commercio delle armi). Nel rapporto "Civile e militare. Le tecnologie duali per l'innovazione e la competitività" la necessità di sfruttare la tecnologia civile a favore della produzione militare diventa un imperativo. http://www.italiadecide.it/public/documenti/2018/2/22022018_slides_.pdf

Non è un caso che questo “dualismo tecnologico” stia creando un allarme fra i fondatori di aziende di robotica e intelligenza artificiale, tant’è che hanno presentato all’ONU un appello affinché l’intelligenza artificiale sia regolata “Fermate i soldati-robot, sono un pericolo per l'umanità” http://www.repubblica.it/scienze/2017/08/21/news/appello_all_onu_fermate_i_soldati_robot_sono_un_pericolo_per_l_umanita_-173486315/

Per quanto riguarda invece la creazione di valore sul territorio, si usa sostenere che Leonardo non è solo un attivatore di competenze qualificate al proprio interno, ma anche lungo la filiera. Con Mauro Moretti questa affermazione viene confutata: “Abbiamo una supply chain disaggregata ed inefficiente”, dimenticando di ricordare che la modalità con cui ha avviato la revisione della catena dei fornitori ha provocato ritardi nel processo produttivo. Inoltre la ripetizione di questo ritornello è stata utilizzata per nascondere le carenze organizzative interne agli stabilimenti, effetto del mancato investimento in settori come quello civile nel meridione. Decisione che a catena ha vanificato il sostegno economico offerto dalle regioni al sistema complessivo delle imprese del sud. Un esempio rovinoso della governance di Mauro Moretti è stata la scelta di cedere lo stabilimento Alenia di Capodichino alla Atitech con lo scopo di realizzare un Polo nazionale delle revisioni e delle manutenzioni aeronautiche. Dopo solo due anni si è certificata la fine del progetto del Polo, e si è aperta una trattativa per il rientro negli stabilimenti di Alenia di parte dei 178 dipendenti che erano stati trasferiti alla Atitech. Non è un caso che il Distretto aerospaziale della Campania dei cinque esistenti (Lazio, Puglia, Piemonte e Lombardia), sia quello che ha subito un tracollo dell’export del 7,6% trascinando con sé la filiera produttiva.

Il nuovo Piano industriale di Alessandro Profumo per Leonardo 2.0

Il nuovo Amministratore Delegato Alessandro Profumo prende il comando di Leonardo il 16 maggio 2017 e presenta il suo Piano industriale il 30 gennaio 2018: “Dopo un 2017 difficile in cui abbiamo rideterminato le aspettative, intendiamo fornire un piano industriale per riportare Leonardo alla crescita sostenibile a lungo termine. Ma è necessaria un'accelerazione per garantire la sostenibilità del business nel medio-lungo termine”. Pur lodando il modello “one company”, sottolinea che c’è bisogno di rafforzare la struttura aziendale e di migliorare l’approccio commerciale (apertura di 30 nuovi uffici di marketing in tutto il mondo nei prossimi tre-cinque anni). La strategia di durata quinquennale si basa sul miglioramento dei processi, razionalizzazione dei sistemi di fornitura, controllo dei costi e investimenti mirati (600-700 milioni l’anno), innovazione nei servizi di assistenza e di supporto alla clientela, rimodellamento del portafoglio prodotti quali l’elettronica per la difesa, elicotteri ed aeronautica. Prevede risparmi annui per circa 200 milioni di cui l’80% da reinvestire per recuperare competitività sul prezzo. In questo piano industriale la spesa in ricerca e sviluppo occuperà circa il 12% del fatturato annuo da ripartire per il 60% nell’ aggiornamento dei prodotti esistenti, il 35% nello sviluppo di nuovi prodotti e il 5% in ricerca e tecnologie. Le aree di interesse di quest’ultima vanno dai problemi del rumore e vibrazioni dei motori alle tecnologie dei sensori radar, mentre parte degli investimenti riguarderanno i motori elettrici/ibridi o i rotori di coda degli elicotteri.. http://www.leonardocompany.com/investitori-investors/piano-industriale-investor-industrial-plan
La conferma che i numeri di bilancio per il 2017 (da approvare a metà marzo) nella parte inferiore dell’intervallo precedentemente indicato, il taglio delle stime per la fine dell’anno in corso, i minori anticipi negli elicotteri militari, una performance sotto le attese nel settore delle aerostrutture, i pochi dati sugli elicotteri, l’assenza di novità sul fronte di fusioni e acquisizioni, la previsione di un 2018 come anno di consolidamento e una previsione di crescita sostenibile solo a partire dal 2020, hanno provocato reazioni negative sul mercato e giudizi disparati fra analisti ed economisti. Per far fronte al ribasso ripetuto del prezzo delle azioni e per dimostrare la credibilità e fiducia al piano industriale, il 31 gennaio Profumo ha acquistato 100.000 azioni della società.

Per il presidente del Centro studi internazionali Andrea Margelletti il giudizio sul piano industriale di Profumo è positivo perché realistico. Secondo l’esperto di strategie militari questo piano mostra la capacità di Profumo di avere una strategia a lungo termine perché punta su tre gambe: missilistica, elicotteri, ricerca e sviluppo e come investimento, anche la cibernetica. “L’industria della difesa, in senso generale, non solo Leonardo, è il grande motore tecnologico della nostra società” di cui sono note le ricadute di questi investimenti nella quotidianità con ritorni incredibili sulla qualità della nostra vita. Questa visione è stata da tempo smentita da studi ampiamente documentati come quello di Science Board, la commissione direttiva della National Science Foundation, quando, nel periodo di Reagan, si discuteva del collasso delle innovazioni americane e della loro scomparsa. Anche nella Commissione sulla competitività industriale, in cui erano presenti dirigenti dell’industria bellica, era emersa l’esistenza di notevoli problemi nel campo delle innovazioni tecnologiche. https://ipmall.law.unh.edu/sites/default/files/BAYHDOLE/bremmerPDF/Article,_Vanishing_Innovation,_a_hostile_climate_for_new_ideas_and_products_is_threatening,_Business_Week,_7-3-1979.pdf

Non si capirebbe altrimenti la velocità con cui si è promossa in Italia, decenni dopo, una sinergia fra Difesa, Accademia e Industria per rendere attuativo il Libro Bianco per concretizzare il concetto di dual-use. https://www.difesa.it/SMD_/Comunicati/Pagine/Firma_accordo_DAI_Sinergia_Difesa_Accademia_Industria.aspx

Margelletti ritiene che persista una “lettura antica” degli investimenti nella difesa come fossero “bombe sganciate sui bambini”. Evidentemente i bambini che continuano a morire nelle guerre sono da lui considerati “letteratura” e che la sperimentazione di nuove costosissime armi durante le guerre siano sceneggiatura per film di fantascienza. “In Siria si provano nuove armi” http://www.italiaoggi.it/giornali/dettaglio_giornali.asp?preview=false&accessMode=FA&id=2245936&codiciTestate=1&titolo=In%20Siria%20si%20provano%20nuove%20armi

Per Giuseppe Berta, docente di Storia dell’economia alla Bocconi, al fondo delle critiche sollevate dagli analisti internazionali verso il piano industriale di Leonardo “c’è l’assenza di una visione strategica che spieghi dove voglia arrivare la più importante holding finanziaria italiana a fine piano, in vista degli anni Venti del secolo. E così si ha la sensazione di assistere alla prosecuzione di una transizione infinita, senza un obiettivo ambizioso, che pure dovrebbe essere alla portata di un’azienda leader. Insomma, viene fuori una strategia difensiva mentre gli altri corrono. Ma così si rischia di finir relegati in un ruolo subalterno: un conto è cooperare con i partner, altro è ridursi a fare il gregario” Berta (Bocconi): “Leonardo, Fca e non solo: capitalismo italiano, ripensa te stesso” https://www.firstonline.info/berta-bocconi-leonardo-fca-non-solo-capitalismo-italiano-ripensa/

Secondo il professore Gregory Alegi, giornalista e storico dell’aviazione, la brusca reazione del mercato è dovuta a un problema di comunicazione sbagliata. “Troppo realismo di un piano incentrato più sui dati finanziari e sulla migliore applicazione di quanto già disponibile che non su industria, nuovi prodotti, innovazione e tecnologia. L’attenzione dedicata ai problemi gestionali del settore elicotteristico, ai quali è stata dedicata ben più di mezz’ora consecutiva in apertura, ha dato l’immagine errata di un’azienda mono business (e quindi ulteriormente vulnerabile) quando in realtà il 45% dei ricavi del 2016 sono giunti da elettronica e difesa e il 25% dall’aeronautica”.

Il 31 gennaio l’ad di Leonardo presenta alle organizzazioni sindacali le linee guida del Piano Industriale Tendenzialmente il loro giudizio è stato positivo (così come lo era stato anche per Mauro Moretti) anche se aspettano di conoscere le ricadute che ci saranno nelle divisioni e negli stabilimenti in termini di investimenti. I sindacalisti hanno posto il tema delle alleanze strategiche a livello internazionale ed europeo (difesa europea) e auspicato un forte e attivo sostegno del governo (stesso impegno che il governo dovrebbe dare per facilitare le esportazioni all’estero), come se le spese militari in Italia non fossero già in aumento a scapito di altri settori indispensabili per la vita materiale e culturale delle persone .

E’ interessante leggere l’articolo del 1 marzo “Leonardo, accordo con sindacati per assunzioni e prepensionamenti” perché dà una idea dello scarso livello con cui i sindacati affrontano il tema del personale considerato in esubero dall’azienda (circa 1.100 dipendenti): “Ieri si è svolto, presso la sede di Piazza Monte Grappa, l’incontro tra Leonardo e le Segreterie nazionali Fim, Fiom e Uilm sul tema del possibile ricorso all’art.4 (Legge 92/2012) per i dipendenti in prossimità del raggiungimento dei requisiti di accesso alla pensione anticipata o di vecchiaia, dentro gli obiettivi di cambio del mix anagrafico-professionale annunciati dall’Amministratore Delegato Alessandro Profumo. L’accordo sindacale sul piano di assunzioni dovrebbe partire contestualmente all’avvio del piano di prepensionamenti, per raggiungere gli obiettivi industriali e il cambio generazionale, garantendo in ogni caso almeno il mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Bisogna comprendere se l’accordo relativo ai prepensionamenti prevede anche la possibilità di richiedere l’assunzione dei figli dei dipendenti volontari come già fatto presente in altre occasioni dalle sigle sindacali”. https://www.2anews.it/leonardo-accordo-sindacati-assunzioni-prepensionamenti/

Situazione delle alleanze nei programmi e previsioni negli stabilimenti

Uno degli obiettivi della strategia industriale è quello di continuare con l’innovazione del processo produttivo che ha come suo paradigma Industria 4.0. Si vedrà come e quando Leonardo concluderà l’introduzione di tecnologie e di sistemi produttivi complessi e interconnessi che prevedono, oltre a un cambiamento dell’organizzazione interna, quello dei layout, dell’interazione tra uomo e macchina, la modifica del modo di lavorare e la catena del valore legata all’impresa. Un accordo è stato siglato con Microsoft per la soluzione “Secure Connected Factory” che dovrebbe fornire in tempo reale informazioni strategiche basate sui dati raccolti dagli impianti e abilitare un controllo completo su asset e processi industriali a supporto delle decisioni di operatori, supervisori e manager, in una logica di riduzione di tempi e costi di sviluppo. Una trasformazione digitale completa che comprenderà anche la cosiddetta logistica 4.0 in grado di integrare le Forze Armate secondo una logica di venditore-consumatore. https://news.microsoft.com/it-it/2017/11/08/leonardo-microsoft-collaborano-soluzione-industry-4-0-la-sicurezza-la-competitivita-del-settore-manifatturiero/

Esempi di cattiva organizzazione produttiva si sono avuti con la Polonia e la Slovenia. Nel primo caso i ritardi nella consegna dei velivoli M-346 e il deficit nel software di emulazione degli aerei, che sarebbe incompleto, hanno causato il pagamento di penali. Nel secondo due aerei militari da trasporto C-27J Spartan, compreso il supporto logistico, il risarcimento è dovuto per il ritardo della consegna di circa 1 anno.

Per quanto riguarda le alleanze, è particolare il legame fra aziende israeliane e Leonardo: “Israele per noi è un partner di eccellenza: il paese, le sue forze armate e le imprese giocano un ruolo chiave per Leonardo in molte aree differenti”. Queste sono le parole di Alessandro Profumo al ritorno da un viaggio a Tel Aviv dove ha incontrato i principali partner dell’industria della Difesa israeliana. Dunque le collaborazioni ci sono non solo con la società aerospaziale israeliana Elbit Systems Ltd per il casco Targo (Hmd, Helmet mounted display) utilizzato dai piloti che si addestrano con l’M-346 di AleniaAermacchi, ma anche per il satellite OpSat3000 costruito da Israel Aerospace Industries insieme a Telespazio (prime contractor) e CGS SpA (OHB Italia) per il contratto di lancio (il satellite è stato finanziato dal Ministero della difesa italiano). Anche Oto Melara fornisce alle corvette israeliane Sa’ar, prodotte dalle imprese tedesche German Naval Yards Holdings (GNYH) e ThyssenKrupp Marine Systems (TKMS), un cannone principale da 76 millimetri di fabbricazione italiana mentre altri missili e il sistema antimissile sono prodotti dall’israeliana Rafael. Rafael partecipa anche al progetto AW-129 Mangusta di AgustaWestland con la fornitura del sistema di acquisizione bersagli e il sistema missilistico aria-superficie. Con la controllata Drs, Rafael è impegnata da tempo su più programmi http://www.leonardodrs.com/news-and-events/press-releases/drs-teams-with-rafael-advanced-defense-systems-to-develop-active-protection-systems/

Cybersecurity: Nel campo della cyber-security Leonardo ha scelto Israele come paese di riferimento: “Cyber security, si rafforza cooperazione Italia-Israele” http://www.askanews.it/esteri/2016/06/22/cyber-security-si-rafforza-cooperazione-italia-israele-pn_20160622_00165/
Un accordo importante è quello siglato con l’Agenzia per le comunicazioni e le informazioni della NATO allo scopo di condividere informazioni confidenziali per migliorare la conoscenza del contesto di riferimento, e aumentare la protezione delle rispettive reti e sistemi. Altro accordo è quello siglato con MPV Tech in concomitanza con la vendita di soluzioni integrate verso gli Emirati Arabi Uniti. Oppure quello siglato con Nozomi Networks, società attiva nelle tecnologie di cybersecurity a protezione dei sistemi di controllo industriale (ICS).

Settore elettronica per la difesa e sicurezza: indicato come un settore chiave, la sua importanza riguarda soprattutto la produzione militare di radar per la sorveglianza e di sistemi per la comunicazione (da attuare tramite collaborazioni internazionali).
Nuovi sistemi per la sicurezza marittima: In particolare Leonardo è impegnata a fornire sistemi nell’ambito del programma per la marina Militare noto come Legge navale. Per Angelo Pansini, direttore strategie della divisione elettronica per la difesa terrestre e navale, ci sono tre elementi di successo che possono essere individuati in Leonardo: la capacità di produrre radar, sistemi di gestione del combattimento (Cms) e sistemi di difesa. Altri punti di forza sono le comunicazioni navali avanzate e la capacità di assicurare servizi di logistica efficienti. Fondamentale in tutto questo è il sostegno della Marina Militare italiana senza il quale non sarebbe possibile vincere ed essere competitivi a livello internazionale. Questa produzione tecnologica, considerata dual-use, fornisce elementi per la costruzione di radar e di sistemi di combattimento navali installati a bordo per missioni che vanno da operazioni di attacco, pattugliamento, anti-pirateria, sorveglianza di zone economiche esclusive, protezione delle piattaforme petrolifere e attività di ricerca e soccorso (il Mediterraneo è stato individuato come uno dei principali teatri di operazione dal Libro Bianco). Alcune delle navi finanziate dalla Legge navale come niente passeranno da operazioni di protezione civile a quelle di combattimento per la guerra elettronica a compiti di supporto logistico alla flotta.
A gennaio Leonardo ha vinto il bando europeo Ocean 2020 sulla sicurezza marittima. Ocean2020 che vede la partecipazione di 15 paesi e 42 partner, consentirà di integrare piattaforme unmanned di diverso tipo (ala fissa, ala rotante, superficie e subacquee) con il centro di comando e controllo delle unità’ navali prevedendo lo scambio dati via satellite con centri di comando e controllo a terra. Nell’ambito del progetto sarà anche dimostrato l’impiego congiunto e cooperativo di piattaforme con e senza pilota. Tali capacità saranno impiegate per missioni di sorveglianza e interdizione marittima. Altri sistemi riguardano sistemi di sorveglianza per l’identificazione di velivoli come il 3400 Multi Sensor Surveillance System, sviluppato dalla controllata statunitense Selex ES Inc. che permette di gestire il traffico aereo in avvicinamento anche in assenza di radar, e ADS-B, un sistema con tecnologia che permette di monitorare da terra un velivolo attraverso la trasmissione periodica via satellite. A completamento della considerazione che Leonardo non punta tanto o solo su nuove piattaforme ma soprattutto su servizi e componenti, la società ha aperto un nuovo stabilimento che dovrebbe divenire un nuovo polo dell'avionica all’Aquila per la progettazione di sensori per l'aviazione militare e civile http://www.leonardocompany.com/-/inaugurazione-l-aquila-inauguration In Liguria invece si assiste al frazionamento nella divisione Elettronica in Area Cyabersecurity, Airbone Space Assistant (sistemi di navigazione) e Ground segment del sistema Galileo.

Nella divisione del Settore Spazio si è stretto un accordo tra e-Geos (joint venture tra Telespazio e Agenzia spaziale italiana) e la società statunitense Orbital Insight per integrare tecnologie spaziali e servizi di big data analysis con l’obiettivo di sviluppare servizi e creare prodotti dalla gestione delle emergenze all’agricoltura di precisione, dal monitoraggio dell’ambiente alla sicurezza. Oltre alla joint venture tra Telespazio e l'Asi, Leonardo ha cementato la partecipazione in AVIO, arrivando al 28% e facendo uscire il precedente socio di maggioranza, il fondo di investimento britannico CINVEM. L’operazione ha portato AVIO in Borsa e ha salvaguardato l’italianità dell’azienda, su cui avevano messo gli occhi diversi gruppi internazionali come Airbus. Per la Space Alliance composta da Thales Alenia Space, player mondiale attivo nella costruzione dei satelliti, e Telespazio, leader nel campo dei servizi satellitari ( Leonardo ha una quota di minoranza nella prima (33%), mentre controlla la seconda al 67%), c’è stato un incontro con i sindacati per l’adozione di una nuova policy per partecipare alle gare e gestire le offerte congiuntamente nel settore spaziale http://www.fiom-cgil.it/web/il-gruppo-leonardo/thales-alenia-space/space-alliance-atto-secondo-sara-quello-buono
Nella divisione Sistemi di Difesa, Bae Systems e Leonardo hanno annunciato una collaborazione nel settore del munizionamento guidato di precisione per offrire agli Stati Uniti e alle forze militari alleate una gamma di munizioni avanzate per sistemi d’arma di grosso calibro. Riguarda diverse versioni della famiglia di munizioni guidate di precisione “Vulcano”, sviluppate dall'ormai ex Oto Melara. Oto Melara con Iveco (in consorzio) ha sviluppato ancora con Bae System la soluzione veicolare anfibia per i Marines.

Aeronautica: Partecipa ai programmi Efa e F-35 che richiamano la volontà di investire negli USA e Regno Unito. E’ previsto un allargamento del budget del 4,3%. C27J e M-346: Sul 346 bisogna rivedere il prezzo del pilota formato e non sul velivolo. Sul C27J (clamorosa la sconfitta nella gara canadese del 2016) si può dire che ha un prezzo alto per via dei due motori da 5.000 cavalli, ma per la capacità di decollare su 425 metri di pista non preparata ha permesso il suo utilizzo dalla Guardia Costiera americana. Il prossimo ordine riguarderà la sorveglianza marittima. Quando, nell’audizione presso le Commissioni riunite Affari esteri e Attività produttive nell’ottobre 2017, Profumo dichiarava che “Non possiamo costruire solo Ferrari, dobbiamo avere anche l’Alfa” riferendosi al C27J, pensava alla soluzione espressa un mese dopo nel corso dell'inaugurazione dell'aerospace and defence meeting in corso all'Oval di Torino "Stiamo lavorando con la nostra supply chain per ridurre il costo, dovremo lavorare insieme per ridurre il costo dei singoli pezzi"? Strozzare i fornitori, F-35 insegna, può mostrarsi pericoloso in termini di tempi e qualità.

Due modelli, M-346 e M-345 non bastano: nello stabilimento AleniaAermacchi di Venegono ci sono problemi produttivi e di saturazione occupazionale. La gara americana per un nuovo addestratore non è per nulla sicura e per la variante M-346FA (Fighter Attack), aggiornata con nuova avionica, due nuovi piloni di estremità per il carico di due missili aria-aria e una suite di autoprotezione contro minacce missilistiche, non sono previste commesse. Negli stabilimenti torinesi la commessa di 28 caccia Eurofighter Typhoon per il Kuwait e forse altri 48 in seguito al memorandum siglato dal governo del Regno Unito con il Regno dell’Arabia Saudita, dovrebbe assicurare la produzione per qualche anno (la parte di AleniaAermacchi riguarda il 20% della cellula e il 55% dell’avionica). Si dovrà aspettare il 2019 per capire come si materializzerà il Fondo Europeo per la Difesa che avrà una dotazione di 500 milioni e dal 2020 un miliardo.

MBDA: Leonardo non si intende vendere le quote presenti nella società missilistica Mbda. C’è bisogno di Impegnarsi sulla nuova cooperazione navale-militare tra Fincantieri e Naval Group per la fornitura di sistemi missilistici e quelli di Elettronica (società partecipata di Leonardo). Ultimamente OCCAR (Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armamenti) ha notificato un contratto a nome dei governi di Francia, Italia e Regno Unito con il consorzio franco-italiano Eurosam (comproprietà MBDA e Thales) che includerà il supporto in servizio per i sistemi terrestri e navali francesi e italiani e per tutti i missili Aster francesi, inglesi e italiani.
Drs: Non è prevista la quotazione della controllata anche in relazione alla gara per gli addestratori in USA.

Aerostrutture: Previsione di crescita tra il 3 e il 7%, investimenti da discutere con Airbus. Stabilimenti: In Campania la qualità dei prodotti negli stabilimenti è da migliorare. Lo si è visto con le multe pagate alla Boeing (frutto dei mancati investimenti della gestione Moretti). Per quanto riguarda l’ATR si è reinternalizzata la parte della fornitura. In Puglia l’accordo con Boeing prevede la produzione da 1.200 fusoliere a 2.700, tenendo conto che se ne fanno 14 al mese, l’occupazione dovrebbe essere assicurata sino al 2030-2031

Nella divisione elicotteri : Si è visto un calo delle vendite nel mercato degli elicotteri civili. L’AW189 è passato da 4,57 miliardi a 3,15 anche per via di problemi nella pianificazione e nella produzione. C’è la partecipazione alla gara per la sostituzione di 84 elicotteri per l’esercito americano (T-X o UH1) e sono previsti investimenti soprattutto nel settore militare per lo sviluppo di nuovi prodotti come il 609 e alcuni aggiornamenti sul segmento intermedio. Riduzione nel portafoglio ordini sugli Apaches. I modelli competitivi sono AW139, AW119, AW169 e AW189, la classe intermedia che si pensa continuerà a crescere. AW139, AW169 e AW189, sebbene progettati per missioni diverse, sono accomunati da una serie di componenti condivisi realizzati con gli stessi standard e criteri anche dal punto di vista dell’architettura. Altro investimento importante riguarda le macchine unmanned come il sistema senza pilota Hero e SW-4Solo. A differenza di Airbus che con l’ibrido “Racer” (dotato di una propulsione ibrida sviluppata da Safran Electrical & Power) sviluppato all’interno del programma europeo di ricerca pubblico-privato Clean Sky2 che ha l’obiettivo di svilluppare velivoli con minori emissioni sia di rumore sia di inquinanti http://www.cleansky.eu/httpdocs/fast-rotorcraft , Leonardo punta sul nuovo convertiplano NextGenCTR (Next Generation of Civil Tiltrotor) e AW609 che ha una vocazione multiruolo e paramilitare. Come già scritto è allo studio (già premiato) un rotore di coda a propulsione elettrica http://www.lastampa.it/2018/02/21/scienza/ambiente/green-economy/linnovazione-rotore-di-elicotteri-per-propulsione-elettrica-per-ridurre-limpatto-ambientale-il-progetto-di-leonardo-si-aggiudica-il-premio-nazionale-5g9CKGQIxZV2Yk6ii4QMiO/pagina.html

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.8 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)