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Il volto del neo ministro della Difesa Elisabetta Trenta: dalla guerra per esportare la democrazia agli affari privati nelle zone occupate

vista la sua lunga esperienza nei paesi in cui abbiamo “esportato la democrazia” con la guerra, il riferimento alla democrazia partecipata assomiglia più ad un suo uso strumentale per ottenere una legittimazione puramente esteriore o ad un consenso artificiale
6 giugno 2018 - Rossana De Simone

Ministro Elisabetta Trenta

Agosto 2004. A Nassirya si svolge la terza battaglia dei ponti: “Sparai contro il mezzo perché così mi fu ordinato dal maresciallo Stival. Se mi fossi accorto che si trattava di un'ambulanza mai e poi mai avrei sparato e avrei chiesto spiegazioni al superiore”. C’era una volta la missione umanitaria: [...]Un soldato italiano spara a un miliziano, lo manca e colpisce un bambino che gioca tranquillo in casa sua. Che fare? [...] I trentatré mercenari finalmente si riposano dalle tre notti sotto il fuoco, ma non hanno di che comprare le sigarette, il sapone, i catini per ripulire le divise blu che hanno in dotazione. Divise più da operai che da soldati. https://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/06_Giugno/29/nicastro.shtml

L’operazione “Antica Babilonia” era stata venduta dal governo italiano alla nazione come “Intervento urgente a favore della popolazione irachena”. Per la prima volta, l’Italia utilizzò specifiche unità dedite alle Psychological Operation il cui obiettivo dichiarato era quello di influenzare la percezione verso una presenza straniera sul terreno, intervento necessario per la messa in sicurezza delle truppe quando si opera, come forza occupante, in un territorio ostile e in ambito urbano.

Il nuovo ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, scelta dal Movimento 5 stelle, era a Nassiriya durante il periodo in cui era presente il contingente militare per svolgere una attività di cooperazione con le istituzioni locali: “I 9 mesi a Nassiriya come consigliere politico del comandante italiano e della missione Antica Babilonia sono stati l’esperienza che più ha segnato la mia vita. In quel periodo ho compreso l’impossibilità di slegare lo sviluppo di un paese dalla sicurezza e dalla pace e le nostre forze armate forniscono un contributo essenziale alla realizzazione della pace e della sicurezza internazionale. Per la prima volta mi sono sentita fiera di essere italiana”.

Gli italiani ricorderanno l’operazione Antica Babilonia per almeno due episodi. Il primo fa riferimento alla frase: “Guarda come si muove sto bastardo. Luca annichiliscilo!”. Poi uno sparo. Il contingente italiano colpì cittadini inermi. http://www.repubblica.it/esteri/2010/10/25/news/wikileaks_nassiriya-8410824/

Il secondo episodio, che rimanda alla frase "Vi faccio vedere come muore un italiano", aiuta a farci conoscere un ministro che, sulla base del suo profilo curriculare, ha costruito la sua carriera sulla legittimazione della guerra umanitaria, ossia sulla negazione, o meglio distruzione, della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948. https://www.difesa.it/Amministrazionetrasparente/SMD/Documents/Consulenti_collaboratori/CV_2017/TRENTA_CV.pdf

La frase "Vi faccio vedere come muore un italiano" fu detta dal mercenario Fabrizio Quattrocchi, un italiano che lavorava in Iraq come guardia di sicurezza privata e che venne ucciso a Baghdad da un gruppo di uomini che si faceva chiamare “Falangi verdi di Maometto”. In un reportage svizzero si vede durante una intervista in cui emerge come il denaro fosse l'unica motivazione della sua presenza in Iraq http://pages.rts.ch/emissions/temps-present/international/464985-guerriers-a-louer.html?anchor=464987#464987

Oggi si sa che Fabrizio Quattrocchi fu ingaggiato dal contractor Spinelli: "Io, ingaggiato dalla società della ministra Trenta. È legale, nessuno scandalo" http://www.repubblica.it/cronaca/2018/06/03/news/spinelli_contractor_caso_trenta-198034171/

Tutto legale? Per nulla. Basti seguire gli interventi di esperti nel convegno "Sicurezza del Paese ed interesse nazionale - Un ruolo per le private military security companies?" per capire che ad oggi non c’è una posizione chiara e definita del governo italiano riguardo alle problematiche di sicurezza delle nostre aziende all’estero. Ugo Trojano, responsabile nel 2006 del PRT (Provincial ReconstructionTeam) in Iraq ha ricordato come la decisione politica di ritirare il contingente militare da Nassiryah, lasciandovi però il PRT, determinò la conseguenza che la protezione al personale e ad una struttura italiana fu assegnata ai britannici della PSC Aegis per 3 milioni di euro all’anno. http://webtv.camera.it/evento/10803

Per ora vale il cartello della guerra come “Business as usual”, visto che il mercato globale della sicurezza all’estero ha registrato nell’ultimo decennio un incremento annuo costante tra il 7 e l’8%.
Finito il business in Iraq, Elisabetta Trenta è stata responsabile in Libia di un progetto per il reintegro degli ex-combattenti che prevedeva anche il recupero di “missili terra-aria sottratti dagli arsenali di Gheddafi segnalati dai nostri servizi segreti: una questione di sicurezza nazionale in appalto ai privati” http://www.repubblica.it/politica/2018/05/31/news/elisabetta_trenta_difesa_governo_conte-197374627/

A proposito della situazione in Libia, ha rilasciato una intervista a Sputnik Italia, sito di notizie ed emittente radiofonica russa creata e controllata dal Cremlino, in cui dichiara che la sua soluzione per il paese, stare né da una parte né dall'altra, potrebbe piacere anche a Putin perché “ l'alternativa non è favorevole a nessuno” https://it.sputniknews.com/politica/2015030473015/

Stando agli articoli di Repubblica, Trenta ha avuto con la Russia più che un contatto per una intervista per via del master con i propagandisti di Putin “Un corso quantomeno imbarazzante perché a suo fianco erano schierati alcuni degli ideologi del potere putiniano, pronti a scagliarsi contro l'aggressione dell'Occidente sulle pagine di Sputnik, il megafono web della propaganda russa. Non solo, oltre a quello della neoministra è previsto l'insegnamento di Ivan Timofeev, figura chiave del Russia-gate: l'FBI ritiene che sia stato il primo a proporre agli uomini di Trump le e-mail trafugate a Hillary Clinton" https://rep.repubblica.it/pwa/commento/2018/06/05/news/russia-italia-ue_discorso_giuseppe_conte_parlamento-198259988/

Quali sono allora le capacità di una “analista esperta del mondo militare, capitano della riserva selezionata dall’Esercito e vice direttore del master in Intelligence e sicurezza della Link Campus University of Malta”, filiazione italiana dell’Università di Malta, se non quelle legate ad un interesse generato dall’inquietante intreccio fra Università e specializzazione in “mantenimento della pace e di ricostruzione postbellica” attraverso la società SudgestAid?

SudgestAid è infatti partecipata dalla Link Campus University a sua volta finanziatrice del Consortium for research on intelligence and security services (Trenta ne è stata presidente) http://criss.unilink.it/chi-siamo/ Come si può leggere sul sito della azienda Stam, soluzioni terrestri, aeree e marittime, il Consorzio “deve i suoi natali al Dipartimento di Studi d'Intelligence Strategica e Sicurezza della Unilink Campus University di Roma, oggi unica università italiana da anni impegnata nello studio dei processi di globalizzazione economica, delle trasformazioni geopolitiche e dell’ analisi dei rischi e minacce per la sicurezza e stabilità del sistema Italia”. http://www.stamsolutions.com/it/criss.html

Lo squallido e affaristico intreccio fra diversi interessi lo si può verificare anche nella biografia del mercenario Spinelli, a sua volta reclutatore, presente nell’articolo “Lotta al terrorismo, c’è chi dice basta ai diritti umani”: Già contractor del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, Spinelli è stato impiegato per le seguenti società private di sicurezza: DynCorp International LLC (USA) Intact (Israele) Cetta ltda (Brasile) H3 Group LLC (USA) ESIM srl (Italia) STAM Soluzioni Terrestri Aeree Marittime srl (Italia) SudgestAid Scarl (Italia) Threat Reduction Solutions LLC (USA) STAM Strategic & Partners Group ltc (UK), come contractor. L’ex paracadutista della folgore è anche autore di diversi libri, tra i quali ‘Cosa fare in caso di un attacco terroristico’, pubblicato nel 2016 da Mursia Editore. http://www.lindro.it/terrorismo-ce-chi-dice-basta-ai-diritti-umani/

Quando Vincenzo Scotti, politico ai vertici della Democrazia Cristiana e ministro in diversi governi, rinviato a giudizio per peculato e abuso di ufficio per lo scandalo Sisde, accuse decadute per sopravvenuta prescrizione https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/91186.pdf , divenne presidente del Link Campus, fu presentato dal quotidiano MaltaToday come uomo politico con “una fattura da pagare” http://archive.maltatoday.com.mt/2008/03/19/n4.html

Non stupisce che il ministro Trenta abbia deciso, come prima azione, di trasferire il marito Claudio Passarelli, capitano in servizio presso la Direzione nazionale degli armamenti che gestisce contratti ed acquisti milionari, all’Ufficio Affari Generali. Dal sito CongedatiFolgore “non siamo come gli altri” che pubblica una foto della stessa sorridente http://www.congedatifolgore.com/it/ministro-trenta-trasferito-il-marito-ufficiale-dellesercito/

Dopo essere stata nominata da Di Maio “Ministro ombra della Difesa”, il 1 giugno ha giurato al Quirinale di “essere fedele alla Repubblica, di osservane lealmente la Costituzione e leggi, e di esercitare le mie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione”. Nelle sue prime dichiarazioni ha indicato vari obiettivi: “Per essere pronti ad affrontare le sfide del 21esimo secolo, le nostre forze armate devono adattarsi al nuovo ambiente operativo e in continuità con gli indirizzi del libro bianco e a integrazione di quelli, sarà necessario investire in primo luogo nel capitale umano, il personale della Difesa. In secondo luogo nella ricerca e nell’innovazione anche nell’ambito di Pesco per migliorare l’equipaggiamento per la sicurezza del personale e sviluppare tecnologie in grado di soddisfare le esigenze di un duplice uso sistemico civile e militare, e sviluppare tecnologie per l’intelligence. Per raggiungere questi obiettivi svolgeremo una attenta opera di razionalizzazione delle spese e ottimizzazione dei costi, per la gestione del patrimonio della Difesa renderemo più efficiente l’operazione di valorizzazione anche attraverso la realizzazione di iniziative di democrazia partecipata. Il nostro Governo assicurerà al Paese forze armate più efficaci ed efficienti, capaci di rispondere alle nuove minacce rimanendo economicamente sostenibili”.

Nulla di nuovo da quanto previsto dal libro Bianco della Pinotti. Tranne l’allarmante accenno alla democrazia partecipata perché, vista la sua lunga esperienza nei paesi in cui abbiamo “esportato la democrazia” con la guerra, il riferimento alla democrazia partecipata assomiglia più ad un suo uso strumentale per ottenere una legittimazione puramente esteriore o ad un consenso artificiale.

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