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Parla Tofalo, sottosegretario alla Difesa

Ecco perché sarebbe da irresponsabili interrompere il programma F-35

Il sottosegretario alla Difesa (M5s) spiega l'esigenza operativa delle Forze armate
21 ottobre 2018
Stefano Pioppi

 

 

Il sottosegretario alla Difesa spiega l'esigenza operativa delle Forze armate. Per ora, “il programma è congelato e ci sarà alla fine della fase di studio una decisione politica, credo direttamente da parte del presidente del Consiglio Giuseppe Conte". Tofalo (M5s): "Da irresponsabili interrompere il programma F-35"

 

 

Interrompere il programma F-35 sarebbe “irresponsabile”. Parola del sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo, che è tornato sulla partecipazione italiana al Joint Strike Fighter, un dossier su cui è ancora in corso la “valutazione tecnica” promossa dal ministro Elisabetta Trenta. Il Movimento 5 Stelle resta “contrario” al programma, ma ci sono questioni operative che non possono non essere tenute in considerazione: “la Difesa ha bisogno di certe capacità aeree”.

IRRESPONSABILE INTERROMPERE IL PROGRAMMA

“Il Movimento 5 Stelle è da sempre contrario ai caccia F-35, ma si tratta di un programma partito nel 1998 e sarebbe irresponsabile interromperlo ora, anche se stiamo studiando nei dettagli il dossier”, ha detto Tofalo in un’intervista rilasciata all’Ansa. “Questo governo non ha ancora cacciato un solo euro, tutti gli ordini sono stati fatti dai governi precedenti”, ha aggiunto ribadendo quanto affermato di recente dal ministro Trenta. Ad ora, l’impegno italiano prevede l’acquisto di 90 velivoli rispetto ai 131 originariamente previsti. Numeri che ancora consentono un ritorno di lavoro rilevante, concentrato soprattutto nella linea di assemblaggio e verifica finale di Cameri, in provincia di Novara, un sito all’avanguardia gestito da Leonardo con il sostegno tecnologico di Lockheed Martin.

LA NECESSITÀ DI CAPACITÀ AEREA

D’altra parte, ha rimarcato il sottosegretario, “bisogna essere onesti intellettualmente e dire che la Difesa ha bisogno di certe capacità aeree, per cui si deve capire che, se si interviene su questo programma, bisogna poi sempre garantire una capacità operativa aerea che l’Italia deve comunque avere a difesa dei confini nazionali”.

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