Disarmo

Lista Disarmo

Archivio pubblico

Un problema rimosso dal dibattito politico attuale

Il M5S è ancora contro le armi atomiche e gli F-35?

In questo botta-e-risposta fra il M5s e Il Manifesto emerge la posizione del 2017 dei pentastellati sulle atomiche in Italia e sulla possibilità degli F-35 di lanciare bombe nucleari. E adesso che sono al governo che fine hanno fatto i proclami di allora?
14 gennaio 2019
Redazione PeaceLink

Il Manifesto, 30 novembre 2017 Il governo cosa ne pensa della atomiche in Italia?


Gentile direttore,

nell’articolo pubblicato oggi dal quotidiano da Lei diretto dal titolo  “A Ghedi 30 F-35 con 60 bombe nucleari”  Manlio Dinucci critica il M5S per la sua richiesta – contenuta insieme ad altre  in una mozione di cui sono prima firmataria – in cui si chiedeva  che l’Italia dichiari la sua “indisponibilità ad acquisire le componenti necessarie per rendere gli F-35 idonei al trasporto di armi nucleari”. 
Per il Dott.  Dinucci tale richiesta  equivale "a richiedere che l’esercito sia dotato di carri armati senza cannone”.  
Trovo questa critica  completamente sbagliata nei contenuti, oltre che ingenerosa, rivolta tra l’altro ad una forza politica che in solitudine sta lottando in Parlamento contro la proliferazione di sistemi d'arma nucleari e contro l'acquisizione dei cacciabombardieri F-35

E' merito del gruppo politico al quale appartengo che di questi argomenti se ne sia discusso, per la prima volta e dopo tanti anni, nell’aula di Montecitorio. 


La posizione del M5S è nota sin dal primo giorno che siamo stati proclamati: noi siamo contrari all'acquisizione dei caccia bombardieri F-35 sia nella versione convenzionale che in quella nucleare,  perché lo riteniamo contrario al dettato dell’art.11 della Costituzione
Proprio perché riteniamo che  - come scrive Dinucci –  “il nuovo caccia F-35 e la nuova bomba nucleare ammodernata B61-12 costituiscono un sistema d’arma integrato", abbiamo chiesto la dissociazione da questo programma di ammodernamento della capacità nucleare del nostro Paese. 
Le attuali bombe B61 stoccate a Ghedi ed Aviano  sono compatibili  con gli F-16 e i Tornado in dotazione all’aeronautica italiana e non ai nuovi caccia bombardieri F35. 
Questo per dire che se gli F35 non vengono dotati di sistema d' arma nucleare sono comunque dei bombardieri e non sarebbe la stessa cosa che chiedere carri armati senza cannone! Acquisire sistemi d'arma con capacità nucleare, contraddice l’adesione dell’Italia al Trattato di Non Proliferazione Nucleare e rende ipocrite le congratulazioni di Gentiloni all’ICAN  per il recente riconoscimento  del Nobel per la pace per il suo impegno per il disarmo atomico. 


Ho trovato curioso che il Manifesto invece di attaccare il governo per questa sua palese subalternità ai programmi di riarmo atomico degli Usa trovasse il tempo invece per attaccare una forza politica che contro questo riarmo si batte da quando siede sugli scranni del Parlamento e continueremo a farlo in maniera ferma.
Le chiedo, inoltre, la sua cortese disponibilità a pubblicare questa mia nota sul quotidiano da Lei diretto.
RingraziandoLa per la cordiale attenzione Le porgo i miei più cordiali saluti.


On. Tatiana Basilio

IV Commissione Difesa Camera dei Deputati

RISPOSTA


On. Basilio, apprezzo la sua attenzione sul tema delle armi nucleari, che il Manifesto tratta metodicamente nonostante la scarsa attenzione nell’opinione pubblica. 
Rilevo però alcune inasattezze nella sua lettera, ad esempio quella che «le attuali bombe B61 stoccate a Ghedi ed Aviano sono compatibili con gli F-16 e i Tornado in dotazione all’aeronautica italiana e non ai nuovi cacciabombardieri F-35». 
Gli aerei italiani addetti al trasporto delle bombe nucleari B61 sono i Tornado PA-200 del 6° Stormo di Ghedi, mentre gli F-16C/D con tale funzione sono quelli Usa della 31st Fighter Wing dislocata ad Aviano. Le B61 possono essere trasportate anche dagli F-35 ma, dal 2020, esse saranno sostituite dalle B61-12. 
Queste – documenta Hans Kristensen della Federazione degli scienziati americani – possono essere sganciate anche da Tornado e F-16, ma solo  con traiettoria balistica. Per guidarle a distanza sull’obiettivo e sfruttarne le capacità penetranti anti-bunker, occorrono gli F-35A. 
Di questo caccia non esistono due versioni, ma un tipo unico a duplice capacità convenzionale e nucleare. Esso non può essere denuclearizzato, poiché è progettato per armi tipo la B61-12 che, incorporando le funzioni di quattro diverse bombe, accresce la capacità Usa di attacco nucleare da basi avanzate come quelle italiane
Questo riguardo alla «critica completamente sbagliata nei contenuti». Riguardo a quella «ingenerosa», la invito a leggere i miei precedenti articoli sull’argomento, incentrati sulle gravi responsabilità del governo che viola il Trattato di non-proliferazione nucleare, ratificato dall’Italia, e attacca in sede Nato il Trattato Onu sulla proibizione delle armi nucleari. 
La critica al M5S è di tutt’altro tenore: perché il suo gruppo non richiede al governo, senza giri di parole, l’immediata rimozione dal nostro territorio nazionale delle bombe nucleari statunitensi B-61 e la non-installazione delle B61-12, e la contemporanea uscita dell’Italia dal Gruppo di pianificazione nucleare della Nato? Rientra questo nel programma di governo del vostro candidato premier?


Manlio Dinucci

 

----

 

Ecco quale era la posizione del M5s sugli F-35 

M5s: "Cancellazione totale del programma F35"

"Oggi 5 dicembre 2014, alle ore 21.00 a Oleggio (Provincia di Novara), i parlamentari M5S Davide Crippa, Carlo Martelli, Manlio Di Stefano e Luca Frusone terranno un dibattito sul programma F35 assieme alla cittadinanza. I cittadini portavoce parleranno delle implicazioni economiche ed occupazionali di un progetto dal quale l'Italia ha solo da perdere, ma che il governo continua con insistenza a portare avanti, impiegando decine di miliardi di euro nell'acquisto di strumenti di morte mentre un giovane su due ancora oggi non ha un posto di lavoro e migliaia di imprese si ritrovano a un passo dal baratro. L'evento, organizzato dai gruppi locali del Movimento Cinque Stelle della Provincia di Novara, si svolge non a caso a pochi chilometri dalla fabbrica di Cameri, dove il nostro Paese sta partecipando direttamente alla produzione dei cacciabombardieri acquistati dal governo. Passo dopo passo abbiamo costretto il governo e la maggioranza a correggere il tiro smascherando quelle bugie con cui giustificavano il progetto. La mira però ancora non è corretta, torneremo all'attacco per demolire l'ultima mozione del PD (per il dimezzamento), che sicuramente è un passo avanti rispetto alle balle del passato ma ancora è troppo poco. Chi vuole questi aerei è avvertito, noi vogliamo la cancellazione dell'intero programma e continueremo a dichiarare pace alla guerra".

Fonte: M5s

Articoli correlati

  • La forza della nonviolenza
    Ecologia
    Come i bambini hanno cambiato la lotta all'inquinamento dell'ILVA

    La forza della nonviolenza

    Si chiude una settimana che passerà nella storia delle lotte popolari nonviolente italiane. Taranto ha scritto, con i suoi bambini e con il suo dolore, una delle pagine più luminose della resistenza nonviolenta alle ingiustizie. Adesso occorre fare altri passi avanti
    9 marzo 2019 - Alessandro Marescotti
  • Ecco tutti i dati che confermano l'aumento dell'inquinamento a Taranto
    Ecologia
    Pubblichiamo l'intera serie storica da quando ArcelorMittal ha preso possesso dell'ILVA

    Ecco tutti i dati che confermano l'aumento dell'inquinamento a Taranto

    Documentazione per la conferenza stampa. Le informazioni attestano un innegabile ed evidente aumento delle emissioni e dell'inquinamento. Si può consultare tutta la documentazione che PeaceLink ha inviato ad Arpa Puglia
    6 marzo 2019 - PeaceLink
  • Nuovo strappo fra M5s e pacifisti
    Disarmo
    Convegno a Roma su "Produzioni e commercio di armamenti: le nostre responsabilità"

    Nuovo strappo fra M5s e pacifisti

    Il sottosegretario pentastellato agli esteri Manlio Di Stefano ha dichiarato che l'export di armi italiane verso l'Arabia Saudita non si può interrompere. "E' sbagliato pensare che si possa risolvere il problema con l’interruzione dell’esportazione delle armi prodotte in Italia", ha detto.
    2 marzo 2019 - Redazione PeaceLink
  • "Ma che voce portano se non quella del loro padrone?"
    Taranto Sociale
    Contestati a Taranto i parlamentari M5s sull'ILVA

    "Ma che voce portano se non quella del loro padrone?"

    "La nosta scorta sarà la gente? C'erano più forze dell'ordine oggi che in tutte le contestazioni che ho fatto al PD in questi anni"
    18 febbraio 2019

Prossimi appuntamenti

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.16 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)