Il decreto del ministro Costa fa come gli altri e in più esautora di fatto il Parlamento
Decreti salva-ILVA: il M5S ha fatto peggio del PD
L'onorevole pentastellato Giovanni Vianello, tarantino e della Commissione Ambiente, su Facebook ribatte scrivendo che il decreto di Costa sui nastri trasportatori non è un decreto salva-ILVA perché è un decreto ministeriale e non un decreto legge. Ecco che cosa gli rispondo.
5 ottobre 2020
Alessandro Marescotti (presidente PeaceLink)

Il Comitato Cittadino per la Salute e l'Ambiente a Taranto ha scritto al ministro dell'ambiente Costa esprimendo contrarietà per gli ultimi due decreti salva-ILVA da lui firmati.
L'onorevole pentastellato Giovanni Vianello, tarantino e della Commissione Ambiente, su Facebook ribatte scrivendo che il decreto di Costa sui nastri trasportatori non è un decreto salva-ILVA perché è un decreto ministeriale e non un decreto legge. Scrive infatti in un commento: "Non sono decreti salva Ilva, dopo 12 decreti salva Ilva almeno dovremmo conoscere la differenza tra un decreto legge e un decreto ministeriale".
Gli rispondo qui: il decreto legge passa dal Parlamento, il decreto ministeriale no.
Quindi il decreto ministeriale che ha fatto il suo ministro è ancora peggio di quanto hanno fatto i governi PD. Il decreto ministeriale infatti priva l'on. Vianello (e tutti gli altri parlamentari) di ogni potere, non si può votare contro.
Il decreto legge invece deve essere convertito in legge e si può bocciare in sede parlamentare.
Un decreto ministeriale quindi scavalca il Parlamento producendo gli stessi effetti: dare una proroga senza la quale l'ILVA si sarebbe fermata perché non conforme all'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale).
Quindi il ministro dell'Ambiente Costa - collocato in quel ministero per volere di Luigi Di Maio - ha agito come i suoi predecessori per salvare l'ILVA per decreto, con una "sfumatura" in più che spero di aver spiegato con sufficiente chiarezza didattica.
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