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La Decima Conferenza si è chiusa senza un documento ufficiale

Conferenza di revisione del Trattato di Non Proliferazione nucleare

Il Trattato è composto di 11 articoli e mira a scongiurare la catastrofe di un conflitto nucleare. Ancora oggi, lungi dal preservare la pace e la sicurezza, le armi nucleari sono utilizzate come strumenti di politica, legati alla coercizione, all'intimidazione e all'intensificarsi delle tensioni.
Maria Pastore19 settembre 2022
Tradotto da per PeaceLink

The Hiroshima explosion recorded at 8.15 a.m. 6 August 1945 on the remains of a wrist watch. UN Photo/Yuichiro Sasaki

Le armi cui si applica la tecnologia nucleare sono armi di distruzione di massa, praticamente lo sappiamo da sempre, ma solo dal 22 gennaio 2021 sono a tutti gli effetti armi vietate dal diritto internazionale, come è avvenuto da tempo per le armi biologiche e le armi chimiche. Con l'entrata in vigore del TPNW, il trattato internazionale legalmente vincolante per la proibizione delle armi nucleari si sta provando a completare il percorso iniziato con il TNP, il trattato per il disarmo e la non-proliferazione nucleare, entrato in vigore nel marzo 1970.

La differenza sostanziale tra i due trattati è che il TPNW, il più recente, è firmato dai Paesi che non hanno armi nucleari. Il TNP al contrario ha tra i suoi primi firmatari gli Stati Uniti e la Russia, che insieme, ancora oggi detengono il 90% delle armi nucleari, il Regno Unito, la Francia, la Cina che hanno arsenali minori; in tutto, ad oggi, lo hanno ratificato 188 Paesi.

Il TNP è composto di 11 articoli che tendono a scongiurare la catastrofe di un conflitto nucleare. Predispone vantaggi per gli Stati non nucleari e la collaborazione tra gli Stati parte perché la ricerca sull'energia nucleare venga diretta solo verso applicazioni pacifiche. Distruzione di Hiroshima

Ogni 5 anni è prevista una convocazione per esaminare i progressi fatti.
All'art. VI recita testualmente "Ciascuna Parte si impegna a concludere in buona fede trattative su misure efficaci per una prossima cessazione della corsa agli armamenti nucleari e per il disarmo nucleare, come pure per un trattato sul disarmo generale e completo sotto stretto ed efficace controllo internazionale".

Il TPNW, stipulato da un terzo della comunità internazionale, Stati che solitamente definiamo minori, si sofferma nel suo testo su tutte le varianti possibili che possono configurarsi per uno Stato nel rapporto con le armi nucleari. Proibisce alle nazioni di sviluppare, testare, produrre, fabbricare, trasferire, possedere, immagazzinare, usare o minacciare di usare armi nucleari, o permettere che armi nucleari stiano sul proprio territorio. Vieta inoltre di assistere, incoraggiare o indurre chiunque a impegnarsi in una qualsiasi di queste attività.

Embrace a world free of nuclear weapons

Una seconda differenza tra i due trattati è la determina del tempo. Il TNP obbliga di procedere verso il disarmo ma non indica un arco di tempo entro cui completarlo. Il TPNW ha in programma di fissare, in seduta comune, delle scadenze per ciascun adempimento derivi dal possesso, dalla detenzione, dal controllo di armi nucleari. Impone al contempo una serie di obblighi di assistenza alle vittime di armi atomiche e di bonifica delle zone utilizzate per testare gli strumenti bellici.

Questa estate si sono tenute la Prima riunione degli Stati parte del TPNW e la Decima Conferenza di Revisione del TNP, l'una è stata un successo, l'altra una amara conferma della tendenza di firmare trattati e poi non rispettarli. Ma andiamo con ordine.

Il 21-23 giugno 2022 si è tenuta a Vienna la Prima riunione degli Stati parte del TPNW, presieduta dal diplomatico austriaco Alexander Kmentt, e con personalità di Kazakhistan, Mexico, Tailandia nelle vesti di vicepresidenti.

Gli intervenuti hanno espresso preoccupazione per l'invasione dell'Ucraina, e per le minacce russe di utilizzare armi nucleari. Nella sessione di apertura il segretario generale ONU Antonio Guterres ha affermato: “La prospettiva un tempo impensabile di un conflitto nucleare è ora tornata nel regno delle possibilità. Più di 13.000 armi nucleari sono detenute negli arsenali di tutto il mondo. In un mondo pieno di tensioni geopolitiche e sfiducia, questa è una ricetta per l'annientamento".

I sopravvissuti all'uso di armi nucleari a Hiroshima e Nagasaki (Hibakusha) e i rappresentanti di comunità danneggiate dai test di armi nucleari nel Pacifico, in Kazakistan, hanno messo in evidenza l'importanza del TPNW e che tutti gli Stati lavorino uniti per il completo disarmo.

Una delegazione di parlamentari di 16 paesi (tra cui 9 membri della NATO) ha preso l'impegno di sostenere il TPNW a livello nazionale, e persuadere i governi ad aderire effettivamente.

Nei giorni prossimi all'incontro di Vienna hanno depositato i loro strumenti di ratifica Capo Verde, Grenada e Timor Est, Brasile, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Dominicana, Ghana, Indonesia, Mozambico, Nepal e Niger.

A conclusione dei lavori è stato approvato il Vienna Action Plan, 50 proposte di lavoro da qui al prossimo incontro, nel pieno spirito del TPNW. Qualche esempio:

  • sensibilizzare altri Paesi perché aderiscano al TPNW;
  • misure per l'eliminazione delle armi nucleari;
  • designazione di un'autorità internazionale competente per sovrintendere alla distruzione delle armi nucleari;
  • aiutare persone e luoghi danneggiati dalle armi nucleari;
  • istituire un rappresentante del governo responsabile di questo lavoro entro 3 mesi e adottare eventuali leggi nazionali per attuarlo;
  • garantire la partecipazione civica nonché la trasparenza dei lavori;
  • istituire un fondo fiduciario internazionale di finanziamento;
  • sviluppare, entro il secondo incontro, un piano nazionale per aiutare le persone colpite dall'uso e dai test delle armi nucleari e per risanare l'ambiente;
  • sviluppare linee guida per un'assistenza sensibile all'età e al genere per le persone danneggiate;
  • cooperare strettamente con le Nazioni Unite, il Movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, ICAN, il mondo accademico, l'AIEA e la CTBTO, le comunità colpite e altre organizzazioni della società civile;
  • istituzione di un gruppo consultivo tecnico-scientifico equamente distribuito geograficamente, per l'effettiva attuazione del TPNW.

La Seconda riunione è fissata per per il 27 novembre - 1° dicembre 2023, a New York, con il Messico a rivestire la carica di presidente. pace - illustrazione

Doveva svolgersi durante il 2020, è stata rinviata diverse volte a causa della pandemia COVID-19, la Decima Conferenza di Revisione del TNP si è svolta a New York presso la sede delle Nazioni Unite dall'1 al 26 agosto 2022. Vi hanno partecipato i rappresentanti di oltre 190 Paesi.

Con rammarico apprendo che la Russia ha rifiutato di approvare il documento finale. Dopo una breve ricerca scopro che dall'entrata in vigore del trattato altre RevCon si sono concluse senza successo, e per la precisione quelle del 1980, 1990, 1995, 2005 e 2015.

Nei giorni di discussione sono circolate però delle bozze del Main Committee I e il  Subsidiary Body I.

A quanto leggo a me sembra stessero facendo un buon lavoro, ma posso immaginare che gli Stati armati di nucleare abbiano delle difficoltà a fare propri questi propositi, a loro in pratica si chiede una riconversione totale.

Voglio mostrarvi a grandi linee cosa c'era in quelle bozze: "La Conferenza ricorda agli Stati dotati di armi nucleari il loro impegno inequivocabile a realizzare l'eliminazione totale dei loro arsenali nucleari, attraverso misure unilaterali, bilaterali, regionali e multilaterali", "gli Stati non dotati di armi nucleari hanno assunto impegni giuridicamente vincolanti", "preoccupazione per l'aumento della retorica nucleare e delle minacce nucleari, e per il loro impatto sulla pace internazionale", "eliminare il ruolo delle armi nucleari nelle dottrine di sicurezza nazionale e collettiva", "rafforzare le misure di trasparenza e di centri di riduzione del rischio", "adottare misure per ridurre al minimo le vulnerabilità relative alle nuove tecnologie e capacità informatiche potenzialmente dirompenti", "preoccupazione per il miglioramento qualitativo e l'aumento quantitativo delle armi nucleari, nonché la scarsa trasparenza nelle politiche di sicurezza", "la Conferenza riconosce il valore politico e tecnico dei sistemi internazionali di monitoraggio (IMS) e l'Organizzazione del Trattato per la messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBTO)", "il 29 agosto, Giornata internazionale contro i test nucleari, convocazione di riunioni delle Nazioni Unite per celebrarla", "un trattato che vieti la produzione di materiale fissile per l'uso in armi nucleari o altri ordigni esplosivi, in conformità con il mandato della CD/1299". E vengono citati il Trattato New START tra Russia e Stati Uniti, la Risoluzione sul Medio Oriente del 1995, la Conferenza sul disarmo. Si legge anche "la Conferenza sottolinea il ruolo vitale della sensibilizzazione dell'opinione pubblica, l'importanza dell'educazione al disarmo e alla non proliferazione come mezzo utile per portare avanti gli obiettivi del Trattato a sostegno del raggiungimento di un mondo senza armi", "gli Stati Parte riaffermano l'urgenza di raggiungere l'universalità ed esortano India, Israele, Pakistan e Sud Sudan, ad aderire al Trattato".

Queste disposizioni sono troppo distanti dalla reale politica degli Stati parte del TNP. Colmeranno mai questo divario?

Il TPNW ha aperto una strada per loro molto difficile da percorrere.

Secondo gli attivisti ICAN il processo di disarmo nucleare è rallentato dal fatto che il TNP non contenga scadenze concrete e obiettivi misurabili. E denunciano la scarsa interazione tra TNP e società civile, ad agosto molte riunioni si sono svolte a porte chiuse e le bozze dei documenti sono arrivate nelle mani delle Ong grazie a giornalisti, diplomatici, funzionari pubblici che si sono mostrati solidali, non perché fosse prevista una comunicazione allargata degli output finali.

Dopo un mese di lavoro, nessun progresso oggettivo per il TNP.

Questo è il vero fallimento, partecipare a eventi di portata mondiale e mettersi al di sopra dell'obiettivo comune, firmare trattati scritti nella forma di alti ideali ma non rispettarli.

Il raggiungimento del disarmo nucleare globale è uno degli obiettivi più antichi delle Nazioni Unite.

Fu oggetto della prima risoluzione dell'Assemblea Generale nel 1946, che istituì la Commissione per l'energia atomica (sciolta nel 1952), con il mandato di formulare proposte specifiche per il controllo dell'energia nucleare e l'eliminazione delle armi atomiche e di tutte le altre grandi armi adattabili alla distruzione di massa.

Ma ancora oggi, lungi dal preservare la pace e la sicurezza, le armi nucleari sono utilizzate come strumenti di politica, legati alla coercizione, all'intimidazione e all'intensificarsi delle tensioni.

Le ingenti somme investite da tanti Paesi per mantenere e espandere gli arsenali nucleari presenti, dovrebbero essere destinate alla realizzazione piena del TNP e nel TPNW.

Tra le celebrazioni istituite dall'ONU per sensibilizzare l'opinione pubblica al pericolo nucleare a al disarmo:




Note: Fonti consultate:

https://www.icanw.org/first_drafts_of_npt_review_conference_outcome_documents_are_released
https://www.icanw.org/tpnw_first_meeting_of_states_parties
https://senzatomica.it/dichiarazioni-onu/dichiarazione-conclusiva-della-1msp/
https://www.un.org/en/conferences/npt2020 https://meetings.unoda.org/meeting/tpnw-msp-1-2022/ 

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