Disarmo

RSS logo

Mailing-list Disarmo

< Altre opzioni e info >

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009 - 74100 Taranto (TA)
  • Conto Corrente Bancario n. 115458 c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink (IBAN: IT05 B050 1802 4000 0000 0115 458)
Motore di ricerca in

Lista Disarmo

...

Articoli correlati

  • Il Tar Lazio e i poligoni militari

    Il Tar Lazio e i poligoni militari

    C'erano rapporti, perizie e le nanoparticelle di uranio nei suoi organi, ma a un militare ammalato era sempre stato negato un risarcimento. Il Tar sta ai fatti e smentisce i Ministeri
    28 luglio 2014 - Lidia Giannotti
  • La Francia doveva intervenire nella guerra in Mali?

    La Francia doveva intervenire nella guerra in Mali?

    11 febbraio 2013 - Jean-Marie Muller
  • Che le immagini parlino da sole

    Che le immagini parlino da sole

    Detesto essere definito un reporter di guerra. Prima di tutto perché ha l'amaro sapore d'averci fatto il callo. E in secondo luogo perché non si può raccontare una guerra senza conoscere le politiche che le soggiacciono.
    27 aprile 2011 - Robert Fisk
  • Cresce la preoccupazione intorno al possibile uso di uranio impoverito in Libia
    Appello dell'ICBUW

    Cresce la preoccupazione intorno al possibile uso di uranio impoverito in Libia

    La probabilità che in Libia sia stato utilizzato uranio impoverito sta crescendo in seguito allo spiegamento e all’uso di velivoli A-10 e Harrier AV-8B. L’ICBUW (Coalizione Internazionale per la Messa al Bando delle Armi all’Uranio) chiede che venga fatta pressione sugli Stati Uniti affinché chiariscano la situazione, e mettano fuori uso le munizioni all’uranio impoverito.
    1 aprile 2011 - International Coalition to Ban Uranium Weapons

Il parlamento apre la caccia all'uranio

Dopo 28 soldati morti di tumore, il senato avvia la commissione d'inchiesta sulla «sindrome dei Balcani»
29 luglio 2004
Fonte: Il Manifesto

Il Parlamento indagherà sui soldati italiani rimasti ammalati o uccisi a causa dell'uranio impoverito. A deciderlo è stata ieri la commissione Difesa del Senato approvando all'unanimità l'istituzione di una commissione d'inchiesta a cui sarà affidato il compito di stabilire l'eventuale connessione tra alcune tipologie di malattie contratte dai militari impiegati in missioni all'estero e l'esposizione all'uranio impoverito. Si tratta di un primo passo importante, anche se il via libera definitivo alla comissione verrà dato solo il 15 settembre prossimo, una volta ricevuti i pareri delle commissioni competenti e dopo la replica del governo. Contrariamente a quanto richiesto inizialmente dal senatore Ds Lorenzo Forcieri, primo firmatario di un disegno di legge che chiedeva la possibilità per il Parlamento di far luce sulle morti da uranio impoverito, non si tratterà di un organismo bicamerale, bensì di una commissione composta da soli membri del senato: «Questa soluzione semplificata - ha spiegato Forcieri - si è resa opportuna per poter procedere senza ulteriore indugio all'attività dell'indagine. Il carattere monocamerale non influisce sulla natura e portata dei poteri della commissione, che sono gli stessi dell'autorità giudiziaria». Per la prima volta c'è dunque una possibilità reale di sollevare il velo di omertà che fino a oggi ha coperto le morti da uranio. Sono 267 i nostri soldati colpiti da tumori, 27 dei quali deceduti. Tutti avevano prestato servizio nella guerra in Bosmia o in quella successiva del Kosovo e in zone non distanti da quelle colpite dai bombardamenti Nato. A questi soldati si deve poi aggiungere un maresciallo tornato nelle scorse settimane dall'Iraq e colpito da una rara forma di tumore ai testicoli.

Tutti casi seguiti dall'Ana-Vafaf - l'Associazione per l'assistenza alle vittime arruolate nelle forze armate - e dall'Osservatorio miliatare il cui presidente Domenico Leggiero ieri ha espresso soddisfazione per il via libera dato dal Senato: «Finalmente avremo un organismo parlamentare a cui presentare dati e documenti. Anche grazie solo a questa documentazione - ha aggiunto - bastrebbero quindici gioni per accertare la verità».

Nonostante ripetute sollecitazioni, fino a oggi né da parte del governo né tanto meno da parte delle autorità militari è mai giunta una parola definitiva sulle possibili connessioni tra le numerose morti registrate tra i nostri soldati e l'uranio impoverito. Adesso la commissione ha finalmente la possibilità di accertare la verità su quei decessi, a patto che non si cerchi di snaturarne i lavori. Stando infatti a quanto previsto dalla Costituzione (articolo 82), i componenti della commissione possono convocare esperti, chiedere perizie e procedere con le audizioni dei testimoni ritenuti utili all'accertamento della verità. Bisogna vedere se la maggiornaza manterrà fede all'impegno e accetterà di effettuareaudizioni a 360 gradi, oppure no. Il voto unanime di ieri è comunque un risultato positivo da non sottovalutare, come ammette anche Luigi Malabarba, capogruppo di Prc al Senato, in pasato tra coloro che hanno sollevato il problema dell'uso dell'uranio impoverito: «Questo lato oscuro della guerra - ha ricordato anche ieri Malabarba - non è meno grave dei bombardamenti, ed è tempo che il bubbone scoppi».

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.6 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Posta elettronica certificata (PEC)