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    Val di Susa: "Professionisti della violenza"

    La dichiarazione del sindaco di Torino Sergio Chiamparino
    9 dicembre 2005

    "Nella vicenda della Val di Susa ormai sono entrati alcuni nuclei di professionisti della violenza".
    Sergio Chiamparino, sindaco di Torino (centrosinistra).
    www.unita.it (8.12.2005)

    "Noi abbiamo chiesto sempre il dialogo, e la risposta è sempre stata l'invio di polizia e carabinieri. Ora, finalmente, si riesce a dialogare, ma ci è costato molto in termini umani".
    Simona Pognant, sindaco di Borgone (centrodestra)
    Il Sole 24 Ore (9.12.2005)

    "Sono stato testimone della irruzione della polizia a Venaus. La violenza e la gratuità con cui i poliziotti hanno colpito le persone presenti, di ogni età, non era semplicemente l’istinto che si scatena nel “branco” attraverso la eccitazione reciproca nel gusto di colpire. Lo scoordinamento delle azioni dei singoli poliziotti mi pare spiegabile solo con la assunzione di sostanze che alterano pesantemente il comportamento, forse assunte per migliorare lo stato di veglia. In questo quadro il gravissimo comportamento del vicequestore che avrebbe urlato “uccideteli, uccideteli” dalla ruspa in cui comandava l’operazione mi è stato riferito, un quarto d’ora dopo, da due testimoni che lo avevano visto rispettivamente da davanti e da lato, con particolari diversi, derivanti dalla loro diversa posizione".
    Mario Cavargna, presidente di Pro Natura Val Susa
    www.legambientevalsusa.it (6.12.2005)

    La signora Donata Martelli è caduta di schiena nell'erba ghiacciata: "Per pietà, fermatevi". (...) Urla e trattative: "Abbiamo le mani alzate, non vedete? Smettetela!". Piedi nel fango. Rumori di scudi. "I fotografi qui non possono stare", gridavano i poliziotti. Forse avrebbero preferito che non vedessero certe scene. Come quando hanno continuato a prendere a calci la signora che chiedeva aiuto: "Ho 45 anni, vivo a San Didero, sono madre di due figli e ho sempre lavorato. Mi urlavano: "Si rialzi!". Ma intanto mi colpivano". (...)
    C'era molta preoccupazione fra gli agenti. Molta stanchezza, forse. Perché a un certo punto è stato colpito anche il signor Silvano Borgis, 65 anni, operaio in pensione, presidente dell'associazione alpini di Bruzolo. È stato manganellato allo bocca dello stomaco, si è accasciato ma è rimasto cosciente. La signora Patrizia Triolo, 39 anni, impiegata della Valsusacar, è stata la prima ad essere travolta. Era lì con la giacca a vento, un po' goffa per il collare che deve portare dopo un incidente stradale: "Ho cercato di proteggermi con le braccia, ma non ho fatto in tempo". Piangeva col sangue sulle labbra: "Cosa ho fatto di male?". Alessandro Contaldo, il fotografo di Repubblica, stava facendo il suo lavoro: "Istintivamente ho protetto la macchina fotografica al petto. Un poliziotto mi ha tirato cinque manganellate sulla schiena. Io urlavo: "Sono un fotografo". E lui: "Benissimo, andiamo a controllare i documenti". Ma mi stava trascinando verso una zona completamente buia. Per fortuna ho incontrato un ispettore che mi ha riconosciuto". Alcuni agenti del reparto Mobile di Bologna e Firenze però hanno perso il controllo. Uno di loro brandiva due manganelli e colpiva a casaccio. Altri hanno preso a calci tre manifestanti che dormivano sotto una tenda. Un uomo di quarant'anni cercava di fuggire inciampando nel suo sacco a pelo. E poi, nella confusione, c'era Alessio Meyer, 22 anni, studente universitario di Susa, che barcollava e si teneva la testa fra le mani: "Stavamo indietreggiando a braccia alzate, laggiù vicino alla ruspa della polizia. Mi hanno colpito tre volte, ho visto donne e anziani travolti. Ho visto un agente, in piedi sul caterpillar, che gridava: "Vi schiacciamo tutti!"".
    Niccolò Zancan, Repubblica 7.12.2005

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