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    Domande e risposte

    Per saperne di più sui rigassificatori

    20 novembre 2006 - Alessandro Marescotti

    Cosa è un rigassificatore?
    Un rigassificatore è un impianto che permette di trasformare il metano liquido in metano gassoso. Il gas viene fornito al rigassificatore mediante navi cisterna (metaniere). Una volta trasformato allo stato gassoso il metano viene immesso nelle condutture della rete di distribuzione.

    Senza rigassificatori rischiamo di rimanere senza metano e al freddo?
    Il gas metano giunge attualmente in Italia tramite metanodotti. E’ previsto un potenziamento di alcuni metanodotti. Questo consentirà di ricevere gas metano in abbondanza anche senza rigassificatori. I rigassificatori servono invece a trasformare l’Italia in un “hub”, ossia in un polo di smistamento e vendita del metano all’estero.

    Perché recentemente è mancato il metano?
    Il metano è mancato per il 2% durante alcuni giorni, in un momento di controversia fra Ucraina e Russia. Il contrasto è stato attualmente appianato. Le ragioni della carenza del metano sono da rintracciare nella politica dell’ENI (controllata dal Ministero del Tesoro) che ha frenato il potenziamento dei metanodotti per specularci sopra. Ma un potenziamento dei metanodotti risolverebbe alla radice il problema, favorirebbe la concorrenza e farebbe diminuire i prezzi del metano.

    E’ vero che Russia e Algeria potrebbero “chiudere i rubinetti” del gas?
    Non è mai accaduto né quanto c’era la guerra fredda (il confronto militare Usa/Urss) né quando c’è stata la guerra d’Algeria.

    Ma non occorrerebbe produrre più energia per il nostro fabbisogno?
    La Puglia già ora produce energia ben oltre il suo fabbisogno esportandola nel resto del Paese.

    Il rigassificatore porta posti di lavoro?
    Circa 80. Ma spesso blocca occasioni di sviluppo delle attività portuali porto. Per cui toglie molti più posti di lavoro di quanti ne crea. Non a caso a Brindisi il rigassificatore non lo vuole né il Comune (cestrodestra),
    né la Provincia (centrosinistra), né la Regione (centrosinistra).

    Quante navi metaniere arriverebbero con il rigassificatore a Taranto?
    Circa 100 ogni anno e ogni nave potrebbe giungere a traspontare fino a 140 mila tonnelate di gas metano liquefatto.

    Il rigassificatore è pericoloso?
    Sì. Infatti è sottoposto alla legge Seveso. Il metano è infiammabile.

    Con i rigassificatori si stanno violando le regole democratiche?
    Spesso nè i consigli comunali nè i consigli provinciali né i consiglio regionali discutono e deliberata la scelta del rigassificatore. Inoltre la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale non di rado va avanti senza l’informazione e la consultazione della popolazione così come invece richiede la legge Seveso e la legge 108/2001 che recepisce la Convenzione di Aarhus.

    I rigassificatori rilasciano vaporti di metano?
    Sì, sono i cosiddetti "vapori di boil off" e sono altamente infiammabili.

    Si dice che per costruire i rigassificatori non non c'è alcun impatto ambientale: è vero?
    No: si opera un dragaggio dei fondali con ben 4.500.000 metri cubi di fanghi di
    risulta che, in alcuni contesti, sono contaminati da sostanze tossiche che rientrano in soluzione con un impatto negativo sull'ecosistema.

    Che impatto paesaggistico hanno?
    I serbatoi di contenimento del gas liquefatto hanno un'altezza di un grattacielo di 17 piani.

    Che problemi vi possono essere vicono alle basi navali?
    Vi sono rischi di collisioni fra navi metaniere e sottomarini a propulsione nucleare. Ad esempio Livorno, Trieste, Taranto e Brindisi sono basi navali classificate ufficialmente dal governo come porti a "rischio nucleare" e a tal fine sono sottoposti al decreto legislativo 230/95 che prevede un'informazione alla popoalzione sui piani di emergenza.

    Che accadrebbe se vi fosse un grave incidente ad una nave metaniera?
    Scrive il giornalista Manlio Dinucci: “Come mostra un documentario statunitense realizzato da Tim e Hayden Riley, la nube di vapore fuoriuscita per incidente da una nave gasiera si spanderebbe sulla superficie marina molto più rapidamente che su quella terrestre e, incendiandosi una volta raggiunta la costa, brucerebbe tutto al suo passaggio. Uno studio commissionato dal Pentagono afferma che l'energia sprigionata equivarrebbe a quella di 55 bombe di Hiroshima (prive di radiazioni). Un altro studio, commissionato dalla città di Oxnard
    (California) prevede che la nube di fuoco si spanderebbe in un raggio di 55 km” (Il Manifesto 26/3/06).

    Esiste un sito di coordinamento fra i Comitati contro i rigassificatori?
    E' in fase di allestimento qui: http://italy.peacelink.org/ecologia/indices/index_2630.html

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