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Coibentare le case e scongiurare possibili black-out

No ad altre centrali del teleriscaldamento

L’articolo pubblicato alcuni giorni addietro, in cui l’Asm, citando un guasto avvenuto alla centrale di via Lamarmora, ribadiva la necessità di costruirne in città una nuova e più grande, impone alcuni chiarimenti.
6 gennaio 2008
Fonte: Giornale di Brescia

- In tale articolo, l’Asm prospettava l’ipotesi di possibili inverni al gelo per i cittadini bresciani. Ci chiediamo perché enti ed istituzioni, (Provincia, Comune, Arpa, Asl ecc.), solitamente rapidissimi nell’invitare la popolazione a non creare allarmismi ingiustificati ed a ribadire che tutto è sotto controllo, ad esempio l’ultimo caso della diossina nel latte, quando si tratta di Asm, se ne guardano bene dal fare altrettanto.

Spesso capita di leggere in articoli le argomentazioni addotte dall’Asm sulle centrali che inducono i lettori a credere che la loro funzione primaria sia il teleriscaldamento, diffondendo informazioni errate o fuorvianti nella popolazione. Va detto che queste, (inceneritore compreso), sono centrali per la produzione di energia elettrica e solo secondariamente si sfrutta il calore sviluppatosi per riscaldare le nostre case.

In primavera ed estate l’enorme calore prodotto dalle centrali e non utilizzato contribuisce a rendere più calda ed afosa la nostra città, favorendo l’uso massiccio di condizionatori che a loro volta la riscaldano ulteriormente, innalzando il consumo di energia elettrica e la conseguente richiesta di nuove centrali.

Si crea così un circolo vizioso dalle nefande conseguenze, un cane che si morde la coda. Avremmo un aumento di consumi, di costi ed una città più inquinata, a fronte di lauti guadagni per poche persone.
La stessa Regione Lombardia ritiene non necessarie ulteriori centrali. Questa nuova che Asm vuole, servirebbe per riscaldare anche le case dei comuni limitrofi, che potrebbero benissimo fare da sé.

Inoltre non sta scritto da nessuna parte che per riscaldare un appartamento serva obbligatoriamente il teleriscaldamento, anzi, visto il rischio di restare al freddo che correrebbero interi quartieri a seguito di guasti, meglio la singola caldaia a metano che ogni famiglia è in grado di gestirsi.

Concludiamo con un piccolo consiglio ai cittadini, enti ed Asm. Se veramente si vogliono evitare eventuali black out, riducendo nel contempo l’inquinamento di questa città, la strada da percorrere non è quella di costruire nuove centrali, ma quella del risparmio, ottenibile ad esempio coibentando le nostre abitazioni, in tal modo si manterrebbero più calde d’inverno e fresche d’estate, consumando meno energia.
Ricordiamo a tal proposito che la Finanziaria, anche per il 2008 prevede la restituzione del 55% delle spese sostenute per effettuare tali lavori.

VALERIO BECCALOSSI
Comitato Difesa Salute Ambiente di S. Polo e dintorni
«Gruppo Meetup Amici di Beppe Grillo» - Brescia

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