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Ancora un appello contro gli anti-ambientalisti

Vogliono colpire la politica ambientale dell'intero governo

Contro Pecoraro Scanio il partito dell'anti-ambientalismo e la pseudo politica. La verità è dunque che, nonostante il grave allarme sull'emergenza climal'opposizione, aiutata da diversi esponenti della maggioranza, sta cercando di liberarsi non già del solo ministro Pecoraro Scanio, ma, insieme a lui, dell'intero movimento ambientalista italiano.
23 gennaio 2008 - Giovanni Russo Spena
Fonte: Liberazione

Alfonso Pecoraro Scanio Il ministro dell'ambiente Pecoraro Scanio colpevole di aver portato la Campania al disastroso stato in cui versa oggi per l'opposizione del suo partito, i Verdi (e del nostro, nonché di associazioni e movimenti di cittadini), agli inceneritori di rifiuti come panacea della questione rifiuti. Questo il sunto della campagna ordita dalla destra e dal partito industrialista, che è in verità assolutamente trasversale alle coalizioni. Lo abbiamo visto nella dura battaglia parlamentare, dalla prima legge finanziaria di questo governo, quando l'emendamento che aboliva i finanziamenti statali agli inceneritori fu cambiato nella notte, con il governo che si impegnava a promuovere un disegno di legge in tempi brevissimi senza farlo mai fino a pochi mesi fa, quando finalmente siamo riusciti ad inserire la norma anti Cip 6 parte in finanziaria e parte nel decreto fiscale. Ricordate i Cip 6? Soldi regalati a petrolieri, inceneritori e centrali a carbone, pagati dai cittadini in bolletta dell'elettricità sotto la voce: contributi alle fonti rinnovabili!

La verità è dunque che, nonostante il grave allarme sull'emergenza clima (forse la vera e unica emergenza tra le tante che sbocciano come fiori malati in questi giorni) l'opposizione, aiutata da diversi esponenti della maggioranza, sta cercando di liberarsi non già del solo ministro Pecoraro Scanio, ma, insieme a lui, dell'intero movimento ambientalista italiano. L'equazione che si cerca di inculcare nella testa dei cittadini italiani è: ambientalismo e movimenti dei cittadini contro inceneritori uguale Campania coperta di rifiuti che bruciano diossina. Con tutti i corollari di anti-progresso, di partiti del "no", di impedimento da parte della politca alle risoluzioni efficaci e imprenditoriali.

Sappiamo che non è vero. Sappiamo che la responsabilità è soprattutto delle amministrazioni locali, soggette alla camorra e all'ecomafia e che non hanno mai applicato politiche di riduzione dei rifiuti; Napoli produce 50 tonnellate di raccolta indifferenziata alla settimana, se anche solo da adesso si cominciasse a raccogliere in modo differenziato l'immondizia la famosa emergenza si ridurrebbe della metà. Sappiamo tutti che nella gran parte d'Europa (e anche nel nord d'Italia) anche nelle amministrazioni locali di destra, certamente non fautrici dell'opzione rifiuti zero, la raccolta differenziata e il riciclo dei materiali arriva a punte del 70-80 per cento.
Dunque il problema della mozione contro il ministro dell'ambiente è squisitamente politico. Perché è a una politica fortemente regressiva in campo ambientale che si vuole arrivare, non solo alla costruzione, magari agevolata, di qualche inceneritore. E a mio avviso nessuna politica anti ambientalista può contenere nuclei di politiche sociali, economiche e fiscali accettabili, perché prevede uno sviluppo selvaggio dagli esiti disastrosi sul Paese.

Questa è una delle fondamentali premesse all'unità delle forze della sinistra, come credo sia chiaro a tutti i partiti che si sono messi in gioco per la costruzione di un soggetto unitario. Certo, al tentativo di zittire l'ambientalismo si sommano poi questioni pseudo politiche (se il termine mantiene un minimo di nobiltà…): è un'occasione troppo ghiotta per far cadere il governo e per umiliare Prodi e la sua coalizione, in particolare la componente più a sinistra. Ma la vera posta in gioco è molto più alta: il governo del territorio, la sistematica violazione delle norme di tutela ambientale, l'azzeramento delle procedure di "valutazione d'impatto ambientale", la caduta dei vincoli urbanistici… Tutto ciò ammantato dalla falsa bandiera della modernità, parola che avvolge da tempo il più sfrenato liberismo.

Questo è quanto dobbiamo contrastare mercoledì, con il voto sulla mozione di sfiducia ad Alfonso Pecoraro Scanio. In Senato ne abbiamo viste tante e passate, per un soffio, tantissime. Mai come questa volta però, avvertiamo la gravità della situazione, il pericolo che dietro una semplice mozione, corre l'intero Paese.

*Capogruppo Senato Prc-Se

L'appello: Vogliono colpire la politica ambientale dell'intero governo

Noi ambientalisti e responsabili ambiente dei partiti della sinistra condividiamo le ragioni dell'appello a sostegno del Ministro Pecoraro Scanio promosso da Gianfranco Amendola, Alberto Asor Rosa, Rita Borsellino ed altri intellettuali ed ambientalisti. Siamo impegnati perché anche in Italia le norme ambientali e le direttive europee diventino la pratica quotidiana, anche nella gestione dei rifiuti.

È evidente che chi richiede le dimissioni del ministro Pecoraro voglia colpire proprio le pratiche ambientali corrette ed efficaci e voglia coprire gli interessi politici ed economici sulla questione dei rifiuti che dalla vicenda CIP6 in poi sono stati responsabili di violazioni delle direttive europee e che sono all'origine del fallimento e dell'emergenza in Campania.
Dunque quella che è direttamente chiamata in causa, con la richiesta di dimissioni del ministro, è la politica ambientale dell'intero Governo e dell'intera coalizione.

Valerio Calzolaio responsabile Ambiente Sd
Mirko Lombardi responsabile ambiente Prc
Claudio Saroufim responsabile ambiente PdcI
Umberto Guidoni europarlamentare Pdci
Roberto Musacchio europarlamentare Prc
Riccardo Petrella ambientalista
Massimo Serafini ambientalista
Ciro Pesacane ambientalista

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