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La polemica risponde ad una diversa visione dell'etica

Casini contro Pecoraro e gli ambientalisti delle marce

Ieri a Ballarò non è andata in scena il teatrino della politica, non ci sto in questa visione qualunquista e sterile che non vede la realtà. L’attacco di Casini a Pecoraro è il frutto di un cambiamento dell’etica
24 gennaio 2008 - Roberto De Giorgi
Fonte: Agorà

Ballarò Oggi i nuovi poteri della tecnica moderna hanno cambiato la natura dell’agire umano, nel senso che l’uomo volge a sè stesso i vantaggi della tecnica, senza capire i danni che sta apportando. Appena due secoli fa, l’uomo non aveva motivo di sentire alcuna responsabilità nei confronti della natura e del mondo in cui viveva.

Chi avverte oggi la necessità di un mutamento dell’etica ed una maggiore responsabilità verso il mondo? Non certo quel sistema imprenditoriale che punta al profitto ad ogni costo. Questo è il problema che c’è dietro all’attacco a Pecoraro Scanio.

Non che sia stato spesso incapace di dare una svolta veramente ambientalista, con quei numeri così precari al Senato ed una compagine governativa ambigua sul versante ecologico. Piuttosto, al contrario, l’accusa è di aver organizzato marce Verdi contro l’inceneritore di Acerra.
Ora quello di bruciare i rifiuti non può essere un fatto ideologico, anche perché se così fosse staremmo freschi. Sarebbe come dire ad un dentista che se mi tira il molare è un fascista. Piuttosto risponde ad una scelta tecnica ed economica e ad un risvolto sociale rispetto all’impatto ambientale.

Qui va circoscritta l’analisi. Quella dei "termovalorizzatori" è una industria, morta da trent’anni negli Usa, residuale in Europa, piuttosto veemente nel nostro bel Paese.

Sentendo parlare a lungo dei rifiuti, in questi giorni, mi viene da sorridere, ascoltando discorsi che appaiono vuoti quando affrontano i problemi della loro gestione. Ora se pensassimo brevemente al fatto che parliamo di materia, possiamo o no dire che abbiamo tutte le tecnologie per recuperarla e trasformarla?

Invece dove si applica la tecnologia? Nei sistemi di raccolta al posto delle mani ( isole ecologiche informatizzate, trasponder nei mezzi, ecc) mentre nello smaltimento nessuna tecnologia, discarica o incenerimento. Tutto questo pagato interamente dai cittadini.

In realtà nei paesi più avanzati la scelta è stata quella di favorire una chiusura intelligente del ciclo, attraverso il recupero. Almeno il 97% del rifiuto è classificabile e recuperabile. Un impianto di trattamento a freddo, altro non è che un sistema industriale che attraverso una preselezione trancia sacchi ed una separazione a vaglio rotante, porta al recupero ed al riciclo una parte, una altra alla digestione aerobica per la produzione di ammendante e biogas. Tutto a freddo. Costa meno ed è più ecologico. Allora tornando alla questione degli inceneritori pare che l’oncologo di chiara fama Umberto Veronesi ne sia diventato un estimatore.

Il giornalista Matteo Incerti, collaboratore di Beppe Grillo, scrive: “Grandi aziende nazionali e multinazionali impegnate nel settore petrolifero, nella costruzione di inceneritori, società di autostrade e di telefonia ed acque minerali sostengono con il loro aiuto l’opera di ricerca e divulgazione della Fondazione creata dal professor Umberto Veronesi. La Fondazione Veronesi, fondata dal professor Umberto Veronesi, vive grazie al contributo di importantissime aziende sia nazionali che multinazionali impegnate nei più svariati settori. Dal petrolio, alla costruzione di inceneritori, alla distribuzione di acque minerali in bottiglia, alla telefonia mobile, fino ai colossi dell’energia italiana.

Scorrendo tra i tantissimi ed importantissimi partners della Fondazione Veronesi troviamo acciaierie come Acciai Brianza, Co.met, compagnie telefoniche come Telecom e 3, colossi industriali dell’acqua minerale in bottiglia come Ferrarelle e San Pellegrino, l’Enel Spa che, oltre a gestire centrali a carbone e ad olio combustibile, sta investendo all’estero sull’energia nucleare. Tra i partners che sostengono finanziariamente la Fondazione Veronesi anche Pirelli ed Eni, importanti nomi del settore petrolifero e Mondadori Spa. Poi anche la società Autostrada Ligure Toscana e VEOLIA Environnement, importantissima multinazionale francese che costruisce, tra l’altro, discariche ed inceneritori di rifiuti e detiene il 49% della società Tecnoborgo Spa di Piacenza che gestisce l’inceneritore di rifiuti di questa provincia ed il 60% della Energonut che gestisce l’inceneritore di Pozzilli (Isernia - Molise).

Ora più che parlare di conflitti di interessi, come si dice in molti forum ambientali nella rete, io ripartirei dal concetto di etica dalla quale son partito e mi limiterei a parlare di deontologia professionale che deve rispondere alla propria morale ed al senso di una nuova responsabilità nei confronti del mondo.

Al Gore su questo punto ha detto delle cose nel suo film. Una scomoda verità per la quale ha preso il Nobel e l’Oscar.

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