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XX° anniversario della catastrofe di Bhopal

Venti cose che bisogna sapere sulla Dow Chemical

7 dicembre 2004 - Russell Mokhiber e Robert Weissman
Fonte: Focus on the Corporation. Stati Uniti, novembre 2004.
Traduzione per "La insignia": Berna Wang

www.commondreams.org/headlines02/images/0906-02.jpg Supponiamo per un istante, come fa la legge, che una grande impresa sia una persona. Se una grande impresa è una persona, allora come è possibile che non ci siano biografie di grandi imprese? E non parliamo di biografie 'ufficiali', scritte da persone pagate dall'azienda. E' naturale che esistono. Però, perché non esistono invece biografie delle principali imprese americane con tutti i loro difetti? Come, per esempio, "Vita ed epoca di General Motors"?
In realtà, uno storico che si chiama Brad Snell lavora da anni ad una biografia di questo genere sulla General Motors: con tutti i suoi difetti. Sostiene che la ha quasi terminata.
Nel 1974, Gerard Colby Zilg scrisse un libro dal titolo "DuPont: Behind the Nylon Curtain" ("DuPont: Dietro la Cortina di Nylon"), che era una biografia della DuPont Corporation. Con tutti i suoi difetti.
Zilg disse che il suo editore, sollecitato dalla DuPont, mise da parte il libro, che non arrivò da nessuna parte.
Ora c'è Jack Doyle.
Doyle sta cercando di costruirsi una carriera professionale scrivendo biografie critiche delle grandi imprese. Nel 2002, ingaggiato dal Fondo di Salute Ambientale, Doyle scrisse la sua prima biografia di un'azienda, intitolata "Riding the Dragon: Royal Dutch Shell & The Fossil Fire" ("A Cavallo del Drago: Royal Dutch Shell ed il Fuoco Fossile").
Adesso, in coincidenza con il XX° anniversario della catastrofe di Bhopal, Doyle pubblica "Trespass Against Us: Dow Chemical and the Toxic Century" ("I Nostri Debitori: Dow Chemical ed il Secolo Tossico") (Common Courage Press, 2004).
A mezzanotte del 2 dicembre del 1984, nella fabbrica di pesticidi della Union Carbide a Bhopal, in India, ci fu una fuga di 27 tonnellate di gas letali che uccisero subito circa 8.000 persone e ne avvelenarono altre migliaia.
Oggi a Bhopal, almeno 150.000 persone, compresi i figli con genitori che sono sopravvissuti alla catastrofe, lamentano effetti sulla loro salute collegati all'esposizione ai gas, come cancro, danni al sistema nervoso, cicli mestruali irregolari e malattie mentali.
Più di 20.000 persone non hanno altra scelta che bere acqua con livelli pericolosi di mercurio, tetracloruro di carbonio ed altri contaminanti organici stabili e metalli pesanti.
Attivisti da tutto il mondo -fra cui esperti in diritti umani, in materie legali, in salute ambientale ed altre aree- si mobiliteranno nelle prossime due settimane per chiedere che la Dow Chemical, attuale proprietaria della Union Carbide, risponda dei propri atti.
Eccoci qui, 20 anni dopo la catastrofe, e l'azienda responsabile di questo disastro ed i suoi dirigenti continuano a sottrarsi alla giustizia. La Union Carbide ed il suo ex presidente, Warren Andersen, furono accusati di omicidio per i morti di Bhopal, però si rifiutano di comparire di fronte ai tribunali indiani.
Si stanno organizzando numerose azioni in tutto il mondo per commemorare il XX° anniversario, come la pubblicazione del documento di accuse contro la Dow, in formato libro, di Doyle.
Doyle ha preso il titolo del suo libro, "i Nostri Debitori", dal Padre Nostro: "Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e perdona i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori…"
Abbiamo domandato a Doyle se stava chiedendo all'umanità - alle persone che sono state contaminate dalle sostanze chimiche della Dow- che perdonasse la Dow come debitore.
"Assolutamente no" ha detto Doyle. "Con l'espressione 'ai nostri debitori' cerco di rendere visibile ciò che è invisibile: cerco di mostrare che ci sono frontiere che le sostanze tossiche violano ogni giorno. Le grandi imprese stanno ottenendo benefici con l'invasione del mio spazio personale, la mia biologia.
Non tengono sotto controllo tutti i loro costi operativi e noi abbiamo a nostro carico le spese degli effetti collaterali in forma di malattie, malesseri, sistema immunitario debilitato, alterazioni nella riproduzione, difetti alla nascita, cancro. Questo non va affatto bene. E' un debito mortale, una violazione imperdonabile che bisogna fermare. E' chiaro che non chiediamo ai consumatori che preghino affinché le imprese siano perdonate: proprio il contrario. Bisogna processarle. Le imprese come la Dow stanno facendo quello che vogliono tutti i giorni con il debito biologico. Ed il libro lo documenta".
In onore dei morti ed i morenti di Bhopal, vi chiediamo che compriate il libro di Doyle. Ogni volta che utilizzate comuni articoli di plastica, pensate alla distruzione. Ogni volta che usate Saran Wrap (in origine un prodotto di Dow), chiedetevi le conseguenze.
E per commemorare il XX° anniversario del crimine di Bhopal, presentiamo 20 cose che bisogna ricordare sulla Dow Chemical, l'azienda attualmente responsabile di Bhopal e latitante.

20. Agente 'Orange'/Napalm. L'erbicida tossico e la gelatina di petrolio utilizzati in Vietnam crearono orrore in giovani e vecchi. Ed un grande agitazione negli Stati Uniti che obbligò la Dow a modificare la propria strategia di pubbliche relazioni.

19. Rocky Flats. Il sito segreto in Colorado della Dow Chemical dal 1952 al 1975, un incubo ambientale per la zona di Denver.

18. Carica corporale. Nel marzo del 2001, i Centri per il monitoraggio delle Malattie hanno informato che la maggior parte degli americani hanno livelli rivelabili in sangue ed orina di materiali plastici, pesticidi e metalli esanti.

17. 2,4-D. Un erbicida prodotto dalla Dow Chemical. Continua ad essere impiegato attualmente. Utilizzato per eliminare le erbacce da prati, coltivazioni e campi, percorsi soggetti a diritti di passaggio delle imprese di servizi e linee ferroviarie. Uno dei suoi ingredienti di base è l'agente 'Orange', il defogliante tossico utilizzato in Vietnam. Il 2,4-D è l'erbicida più usato nel mondo.

16. Mercurio. In Canada, la Dow ha prodotto cloro impiegando il metodo delle celle di mercurio dal 1947. Gran parte del mercurio fu riciclato, però se ne riversarono anche quantità significative nell'ambiente in forma di emissioni nell'atmosfera, scarichi nell'acqua, fanghi residuali ed in prodotti finiti. Nel marzo del 1970, i governi di Ontario e Michigan rivelarono livelli elevati di mercurio nei pesci del fiume St. Clair, il lago St. Clair, il fiume Detroit ed il lago Erie. Le autorità statali e locali denunciarono la Dow per inquinamento da mercurio.

15. PER. Percloroetilene, la sostanza pericolosa che si impiega dappertutto per la pulitura a secco. La Dow ha cercato di ostacolare alternative più sicure.

14. 2,4,5 T. Uno degli ingredienti tossici dell'agente 'Orange'. Doyle dice che "La Dow lottò a spada tratta per questo prodotto chimico; insistette in tutti modi possibili di fronte ai tribunali e gli organismi pubblici, a livello statale e federale, per guadagnare più tempo per tale prodotto. Si presentarono ai tribunali dell'Arkansas all'inizio degli anni settanta per mettere in dubbio l'amministratore dell'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente (EPA). Lo fecero per avere altro tempo per commercializzarlo, e ne ricavarono due anni, anche se sembra che la Dow già allora sapesse che tale prodotto era un cattivo agente, che aveva provocato difetti di nascita negli animali da laboratorio, ed anche si stava iniziando a riscontrarlo in quel momento nel grasso corporeo umano. Però fino al 1983 la Dow non smise di fabbricare 2,4,5-T negli Stati Uniti, e fino al 1987 non abbandonò la sua produzione in Nuova Zelanda. E la causa intentata per gli effetti sulla salute del 2,4,5-T continua tuttora".

13. Antisindicalismo. Nel 1967, i sindacati rappresentavano quasi tutti i lavoratori del reparto produzione della Dow. Però, da allora, secondo il Dipartimento per il Commercio dei Metalli della Federazione Americana del Lavoro - Congresso delle Organizzazioni del Lavoro, la Dow intraprese
"un'ingiustificabile campagna per sbarazzarsi dei sindacati".

12. Silicone. Ingrediente chiave per i trapianti di seni al silicone, fabbricati da una joint venture di Dow e Corning (Dow Corning). Aumentò le dimensioni nelle donne, però le fece anche ammalare. Le malattie ed il processo continuano.

11. DBCP. Ingrediente attivo tossico del Fumazone, pesticida fabbricato dalla Dow. I medici che sottoposero ad analisi coloro che lavoravano con il DBCP pensarono che avessero fatto la vasectomia: non c'era presenza di sperma.

10. Dursban. Il Chlorpyrifos, un pesticida tossico che si è scoperto avere gli effetti di un agente nervino che denunciò Rachel Carson. Testato anche su prigionieri a New York nel 1971 e nel 1998 in un laboratorio di Lincoln, Nebraska. Sostituì il DDT quando fu proibito nel 1972. E' un campione di vendite. Nel giugno del 2000, la EPA limitò il suo uso.

9. La Dow a Natale. "L'uso di materie plastiche della Dow per l'industria dei giocattoli è generale", si vantava la Dow Chemical in una comunicazione interna aziendale nel periodo di Natale, "e ci sono sempre più nostri materiali sotto l'albero e sui tavoli dei compleanni, il che rende molto felici alcuni bambini, alcune aziende di giocattoli e la Dow". Fra le sostanze chimiche impiegate ci sono il polistirene, il polietilene, le resine di copolimero di etilene, le resine di Saran, le resine del PVC o vinili e cellulosa etilica. E felice anno
nuovo.

8. Il Tittabawassee. Fiume e bacino fluviale contaminati dalla Dow nella sua città natale, a Midland, Michigan.

7. Fiume Brazos, Freeport, Texas. Un titolo del febbraio del 1971 dello Houston Post diceva: "Il fiume Brazos è morto". Nel 1970 e nel 1971, le attività della Dow in quel luogo riversarono più di 17.000 milioni di litri di acque residuali al giorno nel Brazos e nel golfo del Messico.

6. Violazione tossica. Doyle scrive: "La Dow Chemical da quasi un secolo inquina le proprietà ed avvelena le persone, a livello locale ed a livello mondiale - a danno di lavoratori, consumatori, intere comunità ed innocenti passanti - su flora e fauna di ambienti selvatici, su tutto l'ecosistema e sul genoma mondiale. La Dow Chemical deve mettere fine a questa violazione tossica".

5. Esperimenti a Holmesburg. Nel gennaio del 1981, un articolo del Philadelphia Inquirer rivelò che la Dow Chemical aveva pagato un dermatologo dell'Università della Pennsylvania affinchè realizasse dei test con la diossina sui reclusi della Prigione di Holmesburg, di Filadelfia. I test furono effettuati nel 1964 su 70 internati.

4. Morti di lavoratori. La Dow ha una lunga storia di esplosioni ed incendi nei suoi impianti, ben documentati da Doyle nel suo libro. Un esempio: nel maggio del 1979 un'esplosione distrusse gli impianti della Dow Chemical a Pittsburgh, provocando la morte di due lavoratori ed il ferimento di più di 45.

3. Tumori al cervello. Nel 1980, degli investigatori scoprirono che 25 lavoratori degli impianti dell'azienda di Freeport, in Texas, avevano un tumore al cervello, 24 dei quali furono fatali.

2. Saran Wrap. La sottile pellicola di plastica così preziosa per le nostre vite. Prodotta dalla Dow finché i consumatori cominciarono a cercare i prodotti della Dow per boicottarli. Per questa ragione la Dow decise di abbandonare i prodotti al consumo - vendette Saran Wrap - e da allora fabbrica soltanto i prodotti chimici con i quali si realizzano i prodotti al consumo.

1. Bhopal. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e perdona i nostri debiti come noi cerchiamo di far sì che i nostri debitori compaiano dinanzi alla giustizia.

Note:

(*) Russell Mokhiber è editore di Corporate Crime Reporter, con sede a
Washington D.C. Robert Weissman è editore di Multinational Monitor, con sede a
Washington, D.C. Entrambi sono coautori di Corporate Predators: The Hunt for
MegaProfits and the Attack on Democracy (Monroe, Maine, Common Courage Press, 1999).

(c) Russell Mokhiber y Robert Weissman
(c) della traduzione: Berna Wang, 2004.

Tradotto dallo spagnolo da Marco Di Terlizzi per www.peacelink.it
Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando le fonti, l'autore e il traduttore.

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