Economia

Attualmente il mercato dell'acciaio ha un eccesso di capacità produttiva e varie acciaierie chiudono

La siderurgia è oggi veramente strategica?

La siderurgia era strategica ad esempio quando l'Italia si unificò, nel 1861. A quel tempo la produzione siderurgica nazionale era di 30.000 tonnellate/anno. L'Austria produceva 230.000 t/a, il Belgio 312.000 t/a, la Germania 592.000 t/a, il Regno Unito 3.772.000 t/a. L'acciaio prodotto non bastava.
23 maggio 2020

L'ILVA, IL "GOLDEN POWER" E LA "SIDERURGIA STRATEGICA"

Cosa è il "golden power" di cui parla oggi il governo per la siderurgia? E' la “protezione” dello Stato sulle "imprese strategiche". Diciamola una volta per tutte: l'ILVA non è strategica. Lo spiegherò dopo nei dettagli. Ma anche con un po' di intuito si capisce che "strategica" non è. Infatti lo Stato la venderebbe a chiunque pur di levarsela di torno. Poiché nessuno la vuole, allora ci si inventa il "golden power". Oggi la siderurgia non è economicamente strategica, a meno che non abbia caratteristiche tecnologiche particolarmente avanzate (non è il caso dell'ILVA, diciamolo subito). O a meno che l'Italia non voglia chiudersi nell'autarchia, sognando di produrre armi per una guerra, come la Germania di Hitler o l'Italia di Mussolini. Ma non siamo per fortuna in tale prospettiva. Perché allora si dice che la siderurgia è strategica? Cerchiamo di capirne di più, partendo dalla storia.


QUANDO LA SIDERURGIA ERA EFFETTIVAMENTE STRATEGICA

La siderurgia era strategica ad esempio quando l'Italia si unificò, nel 1861. A quel tempo la produzione siderurgica nazionale era di 30.000 tonnellate anno. Quanto acciaio producevano le nazioni industrializzate ogni anno? L'Austria 230.000 t/a, il Belgio 312.000 t/a, la Germania 592.000 t/a, il Regno Unito 3.772.000 t/a (era la nazione più avanzata, fu la patria della prima rivoluzione industriale). Fonte: "Guida allo studio della storia", Gentile-Ronga, p. 230.
Avete letto attentamente questi numeri? Bene.

LA PRODUZIONE DI ACCIAIO OGGI

Sapete quanto acciaio ha prodotto l'ILVA annualmente con ArcelorMittal in piena crisi? Ha prodotto 4.700.000 di t/a e voleva arrivare a 6 e poi a 8 milioni. Ma il mercato non ha richiesto quei numeri e i dazi di Trump hanno portato Mittal a contrarre la produzione europea, che subisce per di più la concorrenza della Cina, accentuata dal fatto che l'acciaio cinese è boicottato da Trump.
E sapete quanto acciaio produce la Cina?
La World Steel Association segnala che la produzione mondiale di acciaio è passata dall’1 miliardo e 238 milioni di tonnellate del 2009 all’1 miliardo e 816 milioni di tonnellate del 2018, incremento legato principalmente all’esplosione della produzione cinese. Fonte: InsideOver.

L'ATTUALE ECCESSO DI CAPACITA' PRODUTTIVA

L'eccesso attuale di capacità produttiva, dopo questa esplosione, è enorme, e questo rende risibile la definizione di "settore strategico" un settore in cui si produce più del necessario. A quanto ammonta l'eccesso di capacità produttiva? "L'industria siderurgica mondiale registra attualmente un eccesso di capacità produttiva di circa 542 milioni di tonnellate", lo si legge sulla comunicazione della Commissione Europea al Parlamento Europeo.

BENI STRATEGICI COME BENI SCARSI

Conclusione? L'ILVA è "strategica" come la vostra auto scassata e inquinante che avete in cantina e che non vedete l'ora di rottamare.
Quando si ostinano a far credere che l'ILVA sia "strategica" guardano ad un concetto economico fortemente legato al passato. E' quindi in concetto legato alla retorica della propaganda politica. Ma se per strategico intendiamo un bene scarso e di cui la nazione ha assolutamente bisogno, questo non è certo il caso dell'ILVA. Oggi ciò che è strategica è ad esempio la ricerca, e un investimento pubblico a perdere nell'ILVA lo si sottrarrebbe proprio alla ricerca; inoltre quello nell'ILVA non sarebbe un "investimento" in quanto non avrebbe ritorno, visto le prospettive che nessuna "cura" - né pubblica né privata - ha saputo migliorare. 

BENI STRATEGICI ANCHE SE SOVRABBONDANTI

Infine una annotazione specifica sui beni che possono essere considerati strategici sia in caso di scarsità sia in caso di abbondanza. Tali beni strategici in entrambi i versi (scarsità/abbondanza) sono i beni comuni: l'ambiente (il capitale naturale), la salute, il capitale umano, la cultura, la ricerca. Per tali beni non c'è sovrabbondanza. E il loro aumento nel tempo non ne pregiudica il valore ma viceversa ne consolida la strategicità.

Considerare invece l'acciaio come un bene comune è invece una profonda distorsione del ragionamento e fa solamente a pugni con ogni teoria economica si voglia scegliere a riferimento. La produzione siderurgica oggi ha due gravi problemi: quello di ridurre le emissioni inquinanti e, contemporaneamente, di contenere al massimo il rilascio di gas climalteranti

Articoli correlati

  • La plastica negli altoforni ILVA
    Editoriale
    Invece di ridurre il più possibile l'uso della plastica

    La plastica negli altoforni ILVA

    Vorrebbero alimentare gli altoforni ILVA con centomila tonnellate/anno di plastica. E' una quantità di plastica enormemente superiore a quella prodotta dai tarantini (che non producono mezza tonnellata di plastica all'anno). A Taranto arriverà la plastica di tutto il mondo?
    7 agosto 2020 - Alessandro Marescotti
  • Lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sull'ILVA
    Taranto Sociale
    L'ILVA multata per oltre 55 milioni di euro per non aver acquistato "certificati verdi"

    Lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sull'ILVA

    Richiesta di coinvolgimento dei cittadini ai sensi della Convenzione di Aarhus, recepita con legge 108/2001. Il Just Transition Fund non divenga la stampella per far proseguire ancora di qualche mese l'agonia dell'ILVA. Gli aiuti di stato sono vietati dal Trattato di Funzionamento dell'UE.
    23 luglio 2020 - Comitato Cittadino per la Salute e l'Ambiente a Taranto
  • I terrapiattisti dell'ILVA
    Editoriale
    Come è recuperabile se perde cento milioni di euro al mese?

    I terrapiattisti dell'ILVA

    Nessuno ci ha mai spiegato come fa ad andare in equilibrio una fabbrica che, producendo meno di 4 milioni di tonnellate all'anno, dovrebbe superare i 7 milioni per raggiungere il pareggio.
    24 luglio 2020 - Alessandro Marescotti
  • La stima di Nichi Vendola verso Emilio Riva
    Ecologia
    La dichiarazione di Vendola è apparsa sulla rivista trimestrale "Il Ponte" nel 2011

    La stima di Nichi Vendola verso Emilio Riva

    "Chiesi ad Emilio Riva, nel mio primo incontro con lui, se fosse credente, perché al centro della nostra conversazione ci sarebbe stato il diritto alla vita. Credo che dalla durezza di quei primi incontri sia nata la stima reciproca che c’è oggi".
    24 luglio 2020 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.36 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)