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Il 30 dicembre ricorre il decimo anniversario della sua scomparsa

Danilo Dolci

Cosa resta di un sognatore critico? Un ricordo di Danilo Dolci di Daniele Novara, una delle più significative personalità in campo di nonviolenza ed esperienza maieutica.
23 dicembre 2007 - Daniele Novara (direttore del Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti)

Danilo Dolci A dieci anni dalla morte di Danilo Dolci, la società in cui ci troviamo a vivere non è esattamente quella che lo stesso avrebbe desiderato. Danilo sognava una comunità umana centrata sui valori della creatività e della partecipazione, dove l’anomia individuale venisse progressivamente colmata da centri, luoghi, organismi, iniziative, sistemi educativi che riducessero il gap fra le potenzialità creative dell’essere umano e la sua concreta espressione. Lo spreco era per lui un tema centrale. Sentiva quanta vitalità, quanta forza era contenuta nelle tante persone che incontrava e sognava per loro uno sviluppo completo, vero e fecondo. Al contrario era inquietato da come spesso tutto si perdesse nell’assorbimento conformistico e nell’incapacità di organizzarsi e di dare il meglio di se stessi.

È anche un mondo dove la guerra è tornata a farla da padrone, dove i movimenti pacifisti non sembrano in grado di scalzare le nuove forme di legittimazione della violenza. Lui che si considerava gandhiano al cento per cento come Luther King rabbrividirebbe a sapere tutte le partecipazioni militari dell’Italia in giro per il mondo, che poi oggi si chiamino in un altro modo, ossia che abbiano la nomea di interventi umanitari o di polizia internazionale lo renderebbe ancora più duro e caustico verso l’utilizzo indebito dei termini… lui che ogni notte passava tempo prezioso a cercare sui vocabolari il significato preciso delle parole che gli servivano poi per realizzare le poesie, i racconti, le riformulazioni dei pensieri che aveva raccolto dalle tante testimonianze che andava ad assorbire a destra e a sinistra nelle sue peregrinazioni e nella sua ricerca di contatti profondi di varia umanità.

È un sogno spezzato quello di Danilo Dolci, è stato anche un sogno di una generazione. Recentemente un bellissimo film “Bobby” dedicato alla figura di Robert Kennedy ci ha riportato in maniera struggente e tenerissima come una generazione uscita dai meandri e dalle macerie della più tremenda esperienza bellica dell’umanità – la Seconda Guerra Mondiale – ci abbia provato, abbia tentato di ribaltare l’andazzo storico dell’homo homini lupus, abbia tentato di proporre una speranza concreta, un’utopia pratica.
È questo che ha lasciato l’incontro di me ventiquattrenne con Danilo: non accontentarsi mai, cercare sempre, osare nuove strade, provarci!

Ricordo con tenerezza le sue correzioni a mano sui primi fogli di un libro che raccontava l’esperienza che stavo vivendo come obiettore di coscienza presso la Casa Accoglienza e che entusiasticamente voleva che pubblicassi.

Il libro resta in uno dei miei cassetti, ma la memoria di quell’incontro è ancora viva e riconoscente.


Opere di Danilo Dolci

– Fare presto (e bene) perché si muore, De Silva – Torino 1954;
– Banditi a Partinico, Laterza – Bari 1955;
– Processo all’articolo 4, Einaudi – Torino 1956;
– Inchiesta a Palermo, Einaudi – Torino 1957;
– Una politica per la piena occupazione, Einaudi, Torino 1958;
– Spreco, Einaudi – Torino 1960;
– Milano, Corea: inchiesta sugli immigrati, Feltrinelli – Milano 1960;
– Conversazioni, Einaudi – Torino 1962;
– Racconti siciliani, Einaudi – Torino 1963;
– Verso un mondo nuovo, Einaudi – Torino 1965;
– Chi gioca solo, Einaudi – Torino 1966;
– Poema umano, Einaudi – Torino, 1974;
– Esperienze e riflessioni, Laterza – Bari 1974;
– Creatura di creature, Feltrinelli, Milano 1979;
– Dal trasmettere al comunicare, Sonda, Torino 1988;
– La struttura maieutica e l’evolverci, La Nuova Italia, Firenze 1996;
– Nessi fra esperienza etica e politica, Lacaita, Manduria 1993;
– Comunicare, legge della vita, La Nuova Italia, Scandicci (Fi) 1997;
– Una rivoluzione nonviolenta, Terredimezzo, 2007.

Opere su Danilo Dolci

– Giuseppe Fontanelli, Dolci, La Nuova Italia, Firenze 1984;
– Adriana Chemello, La parola maieutica, Vallecchi, Firenze 1988 (sull’opera poetica di Dolci);
– Antonino Mangano, Danilo Dolci educatore, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1992;
– Giuseppe Barone, La forza della nonviolenza. Bibliografia e profilo critico di Danilo Dolci, Libreria Dante & Descartes, Napoli 2004, II ed.;
– Danilo Dolci e la via della nonviolenza, a cura di Lucio C. Giummo e Carlo – Marchese, Manduria-Bari-Roma, Pietro Lacaita Editore, 2005;
– Danilo Dolci, memoria e utopia, di Alberto Castiglione (documentario) 2004;
– Verso un mondo nuovo, di Alberto Castiglione (documentario) 2006.

Note:

Daniele Novara, nato nel 1957, vive a Piacenza, dove nel 1989 ha fondato il Centro Psicopedagogico per la Pace e la gestione dei conflitti (CPP) di cui è l'attuale responsabile. È diplomato in maturità scientifica e maturità magistrale. Si è laureato in Lettere a indirizzo pedagogico nel 1981 presso l'Università Statale di Milano con una tesi sul mutuo insegnamento. Ha lavorato in campo sociale durante il periodo del servizio civile promuovendo un centro di accoglienza per soggetti emarginati. In seguito si è sempre occupato di educazione, formazione e progettazione pedagogica. Tra i primi ad affrontare in maniera organica una formazione improntata all'educazione alla pace, è autore di numerosi libri e pubblicazioni. Si occupa professionalmente di gestione educativa dei conflitti (formazione e consulenza pedagogica) e di progetti inerenti i diritti dei bambini (fra l'altro è responsabile scientifico del Centro Educativo per bambini dai 2 ai 5 anni a Klina, in Kosovo). Ha ideato la mostra interattiva Conflitti, litigi e altre rotture per ragazzi dagli 11 ai 16 anni e lo spettacolo interattivo Anna è furiosa per bambini dai 5 ai 10 anni. Dirige il trimestrale Conflitti. Rivista italiana di Ricerca e Formazione psicopedagogica. Negli ultimi anni si è concentrato nella predisposizione di una nuova modalità di aiuto nella gestione dei conflitti: la consulenza maieutica. Da questa iniziativa è nato il Corso di Specializzazione in consulenza maieutica nella gestione dei conflitti, ormai alla IX edizione.

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