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PeaceLink esprime a padre Renato Kizito Sesana la propria solidarietà. Contro di lui si è avviata una campagna indegna e infondata. Come se non bastasse, domenica 29 maggio è stato sferrato un attacco armato contro la sua comunità a Nairobi, a dimostrazione di quanto la situazione stia davvero diventando pericolosa per lui.
31 maggio 2011 - Associazione PeaceLink

padre Renato Kizito Sesana

Nel giugno 2009 la polizia kenyana, sulla base del servizio di una TV di Nairobi che ha raccolto dichiarazioni anomine, ha annunciato l'apertura di una inchiesta per pedofilia nei confronti di padre Sesana. Il missionario ha dichiarato: "Non ho mai violentato alcun bambino in Kenya, né altrove. Sono pronto ad affrontare chiunque tenti di provare il contrario". Sostiene che le accuse nei suoi confronti sono calunnie di chi vuole appropriarsi della proprietà della comunità di accoglienza dei bambini e delle bambine di strada. A difesa del missionario comboniano si è schierata la Tavola della Pace che ha raccolto le firme di solidarietà di vari giornalisti ed esponenti dell'associazionismo italiano. Successivamente il missionario è stato completamente scagionato da ogni accusa dalla polizia kenyota.

Il 26 maggio 2011, Padre Kizito è stato arrestato a Nairobi con l'accusa di sodomia, dopo che il suo 26enne Segretario ha presentato una denuncia alla Polizia dicendo di essere stato violentato dal missionario. E' stato poi rilasciato dopo 24 ore perché, ancora una volta, le accuse che venivano mosse contro di lui sono risultate completamente infondate.

 

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Renato_Kizito_Sesana

Note:

Questo è un articolo del Daily Nation a proposito dell'attacco armato subito domenica 29 da padre Kizito
http://www.nation.co.ke/News/Fr+Kizito+employee+hurt+in+attack+/-/1056/1171690/-/jdmb1g/-/

Questo attacco getta una luce inquietante sulle forze che cercano di destabilizzare la comunità di padre Kizito. Poche ore prima l'associazione Amani aveva diramato questo comunicato.

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Cari amici che come noi avete a cuore le sorti di Padre Kizito e delle iniziative di Amani e Koinonia in Africa, è con grande sollievo che vi comunichiamo che l’estrema apprensione che ha caratterizzato le ultime 36 ore, causata dal fermo di Padre Kizito presso una stazione di polizia, è terminata.

Come capirete dal comunicato che segue Padre Kizito e tutti noi abbiamo dovuto affrontare una nuova durissima prova di un percorso lungo ed aspro nella ricerca della giustizia e della verità.

Nelle ultime ore Padre Kizito è stato trattenuto in fermo con una nuova denuncia a suo carico da parte di un giovane di 26 anni, che poi non ha trovato riscontro.

È importante sottolineare che Padre Kizito è stato rilasciato nelle prime ore del pomeriggio di oggi senza il pagamento di alcuna cauzione, a fronte di nessuna evidenza e controprova delle accuse mosse ancora una volta verso di lui.

Tutti i bambini, i giovani, gli studenti universitari e i dipendenti presso le strutture di Koinonia e Amani sono in buona salute e non corrono alcun rischio. Mentre vi scriviamo giunge notizia che tutto sta rapidamente tornando alla normalità in tutte le strutture.

Il nostro impegno e il nostro lavoro per creare la possibilità di un futuro migliore per tante persone in Africa prosegue e senza perderci d’animo continuiamo a confrontarci con quanto accade.

Invitiamo tutti voi a starci vicino come avete sempre fatto e a non perdere la speranza che, nonostante tutto questo, non deve mai venire a mancare.

Grazie a tutti coloro che ancora una volta non hanno fatto mancare il loro sostegno e la loro vicinanza.

Arrivederci a presto.

Noi tutti dell’associazione Amani

Allegati

  • Comunicato stampa (54 Kb - Formato pdf)
    La comunità di padre Kizito espone in modo dettagliato quanto è accaduto
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