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FSE Atene: giorno 1

Il forum sociale europeo raccontato da Gregorio Malavolti
4 maggio 2006 - Gregorio Malavolti

Giovedì 4 maggio 2006

Abbiamo risolto il problema della luce spostandoci in un’altra stanza più piccola sul retro dell’hangar e svitando la lampadina prima di andare a dormire.

Stamani c’era un fiume di persone in arrivo ed una conseguente gigantesca coda per gli accrediti. Mentre arrivavamo in pullman al Forum abbiamo incrociato molti attivisti carichi di bagagli diretti a piedi verso l’hangar.

La sala centrale, quelle con gli stand per le associazioni ed i due bar era piena già la mattina e stracolma a pranzo, complice anche il vento che scoraggiava la presenza all’aperto.

Vista l’esperienza di Londra e di Parigi, si è scelto di abolire le conferenze plenarie che nascevano da un faticoso processo di mediazione politica tra gruppi diversi: si teneva conto delle appartenenze culturali diverse, delle provenienze geografiche, degli equilibri di genere. Intenzioni buone, ma il risultato era spesso di una serie di comizi in fila, scollegati gli uni dagli altri. Grazie anche al fatto che sono cresciute le esperienze di rete si è scelto di privilegiare i seminari, cercando di far “confluire” tra loro quelli su argomenti simili proposti da gruppi diversi.

I seminari sono tutti frequentati. In alcuni casi molto pieni. Vengono distribuite gratuitamente in ogni sala le radioline con cui ascoltare la traduzione simultanea che viene trasmessa su frequenze FM. Dovrebbero essere restituite all’uscita delle sale e riprese all’ingresso della sala in cui si va ad ascoltare il seminario seguente, ma sono solo i nordeuropei a farlo. Gli altri trovano questo meccanismo assurdo e si sono appropriati di fatto delle radioline, rigorosamente tutte Made in China.

Il bar del commercio equo funziona a pieno regime ora e nelle fasce orarie di buco tra i seminari (prima delle 10.30, tra le 13 e le 14.30, intorno alle 18 e dopo le 21) vede una lunga coda. Dal bar accanto è finalmente sparito il latte condensato della Nestlé che aveva fatto capolino il primo giorno per macchiare il caffé.

In serata il Forum si è proclamato stato autonomo ed ha iniziato a battere moneta: per consumare nelle ristorazioni si devono prima cambiare gli Euro in una serie di buoni e pagare con quelli il cibo acquistato. Suppongo sia un modo sicuro per chiedere ai ristoratori una percentuale sugli incassi.

Numerosi anche i workshop presenti, più o meno frequentati. Ovviamente i seminari ed i workshop organizzati dai greci sono sempre pieni, a volte stracolmi.

La discussione sul futuro dell’Europa procede spedita: l’ultimo Forum Sociale Europeo si è tenuto a Londra nell’ottobre del 2004 e da allora pare passato un secolo: il movimento ha incassato i NO alla ratifica di quella Costituzione Europea un anno fa (Francia 29 maggio, Olanda 1 giugno 2005) e questo Forum è in effetti la prima occasione in cui discutere tutti assieme delle nuove prospettive che si sono aperte con l’inceppamento del percorso costituente. Ma è una discussione a tutto tondo sul ruolo delle istituzioni sovranazionali. C’è chi dice senza mezzi termini di considerare profondamente sbagliato lo slogan “Riprendiamoci l’ONU” utilizzato dalla Tavola della Pace all’interno della marcia Perugia-Assisi dello scorso ottobre e chi invece distribuisce volantini spiegando l’importanza di far avere più potere ai cittadini nelle organizzazioni internazionali e di battersi per democratizzare WTO, FMI e BM.

I più parlano della necessità e possibilità di un percorso costituente dal basso e questo è il senso della Carta dei Principi dell’Altra Europa che viene distribuita in numerosissime copie ai partecipanti ai seminari. Così come appare diffusa la convinzione che riappropriazione o meno dell’ONU il tema del diritto internazionale deve riguardare il movimento, visto che “rischiamo di avere nelle mani un diritto internazionale fondato sulla guerra e sul diritto del più forte di fare quello che vuole”.

Oggi è stato annunciato che dal Forum Sociale Europeo uscirà una rete in difesa dei servizi pubblici e contro le privatizzazioni che coinvolgerà – è questa la novità - sia le organizzazione sindacali confederali europee, che quelle di base, insieme a molte organizzazioni sociali.

Le lunghissime code per il ritiro degli accrediti sono proseguite anche in tarda serata, ma non sono mai state eccessive, anche perché sono stati raddoppiati i punti di accreditamento. Mi pare che complessivamente la struttura organizzativa stia reggendo e che comunque il numero di partecipanti sia cresciuto moltissimo. Accompagnando altri fiorentini all’hangar per i saccoapelisti abbiamo incrociato alcuni italiani che si stavano trasferendo in ostello dove a 10 Euro potevano usufruire di un letto vero e di docce calde.

La sera si tenevano in contemporanea più concerti nell’area del Forum che però finivano per andare in sovrapposizione acustica…..

In tarda serata abbiamo deciso di marinare il tradizionale appuntamento dei movimenti sociali (riunione ogni sera alle 21) e siamo andati al centro di Atene, verificando che si riesce ancora con un po’ di fortuna a mangiare in abbondanza senza spendere più di 10 Euro. Al ritorno in tramvia (45 minuti fino al Forum) abbiamo letto gli emendamenti del Forum Sociale Ungherese alla bozza di Carta dei Principi dell’Altra Europa. Erano piuttosto interessanti, anche nella parte che riguardava la “lezione storica del crollo del socialismo reale” che significa “evitare gli errori e le tragedie del passato che derivavano dalla fondamentale contraddizione tra produzione sociale ed espropriazione statale”.

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