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FSE Atene: giorno 4

Il forum sociale europeo raccontato dalla penna di Gregorio Malavolti
7 maggio 2006 - Gregorio Malavolti

Domenica 7 maggio

Il compagno greco che era in rianimazione si chiama Vassili e dovrebbe essere stato dimesso.

Oggi il giorno delle ricostruzioni su quanto è accaduto ieri in piazza e dei bilanci su come è andato questo Forum

Alcuni dicono che è stato l’andamento del Forum a provocare poi l’esito di piazza di ieri. E proseguono dicendo che “alcuni gruppi si sono sentiti campo libero per le loro azioni”. In sostanza questa teoria tende a scaricare molta della responsabilità di quanto è avvenuto sui greci ed a sottolineare quanto non tutti i black fossero soggetti esterni al Forum stesso. La domanda è semmai a quali gruppi appartengono individui che per offendere utilizzano l’epiteto “comunista” non sono facilmente catalogabili – dentro o fuori il Forum? Alcuni sostengono che, infiltrati della polizia a parte, i black provenissero anche dai due Forum che si sono tenuti in parallelo all’ESF che è stato il Forum principale. Altri accusano gli organizzatori greci di aver sbagliato a “trattare” le forme di manifestazione con alcuni gruppi greci che non facevano parte del Forum, come a dire che non aveva senso trattare su questo con loro.

Quello che vorrei sottolineare è che non c’era un corteo separato dei black che precedeva il nostro ma che loro seguivano, entrandovi ed uscendovi, il primo spezzone del nostro corteo, quello guidato dagli internazionali nello specifico dagli italiani e dai Cobas, tanto da far pensare ad alcuni che proprio noi fossero venuti a cercare. In fondo vi incollo il comunicato stampa degli organizzatori greci di conclusione del Forum che torna sulle vicende di ieri evidenziando che “I gruppi che hanno utilizzato i manifestanti come scudo protettivo tra loro e la polizia hanno mostrato con le loro azioni che considerano il Forum ed il suo popolo come nemici. Il loro comportamento durante il corteo di Sabato è un esempio di un comportamento politico estremamente autoritario”

Forse ques’ultima frase gioca volutamente sulla dicotomia autoritarismo/anarchia.

L’assemblea finale dei movimenti sociali è stata come al solito molto partecipata e con un clima da stadio. All’inizio c’è stato un enorme scazzo tra i vari organizzatori greci, poi le cose sono andate meglio anche se ovviamente ognuno che interveniva pensava di avere qualcosa di fondamentale importanza da dire, anche se quasi mai riusciva o era interessato a proseguire il filo del ragionamento e degli interventi che lo avevano preceduto. Qualcuno ha commentato in questo senso che “sembra di essere alla Fiera”. Nonostante tutto questo gli incontri delle sere precedenti hanno dato i loro frutti e sono state lanciate congiuntamente alcune iniziative comuni. La prima è che se dovesse iniziare l’attacco all’IRAN verrà lanciata un’immediata mobilitazione contro la guerra. Gli altri appuntamenti emersi non ve li scrivo qui e vi rimando alla Dichiarazione Finale dell’Assemblea dei Movimenti Sociali che vi incollo in fondo.

Vi segnalo soltanto in più che dal 21 al 24 settembre si terrà il Social Forum in Turchia e che ad Ottobre a Parigi si terrà una riunione per licenziare formalmente la Carta dei Principi dell’Altra Europa.

Questo Forum è stato a mio avviso di gran lunga migliore del Forum di Londra. Meno ideologico e più concreto, anche se con alcune cadute: i giudizi su come è andata variano poi nello specifico molto a seconda delle persone con cui si parla, ed in particolar modo rispetto ai seminari e workshop che ognuno ha seguito. Più concretezza nei seminari specifici, passi in avanti nella costruzione di alcune reti: migranti, servizi pubblici, acqua.

Dal punto di vista pratico il Forum è stato molto ben organizzato, con strutture che avrebbero potuto accogliere ancor più persone. Pochi avrebbero scommesso in partenza sulle capacità organizzative dei greci che pure avevano alle spalle un movimento molto ampio. A parte i primi giorni anche gli spazi ristoro erano adeguati. La connessione aperta Wi-Fi ha permesso a molti attivisti anche non accreditati come stampa di raccontare in diretta quello che stava avvenendo nel Forum e di rimanere in contatto con il mondo esterno. Oltretutto il tema di connessioni Wi-Fi libere come infrastruttura gratuita per tutti è in alcuni paesi una delle richieste del movimento.

Le indicazioni che mi pare si possano trarre, peraltro abbastanza prevedibili sono:

Il Forum funziona bene per quanto riguarda le esperienze di rete ed anche le assemblee tematiche purché siano preparate per tempo con un percorso di contaminazione reciproca alle spalle. Quelle che nascono durante i Forum non possono avere l’ambizione di produrre
Nessuno ha lamentato la mancanza delle mega-conferenze generaliste
Ci sono molte difficoltà per quanto riguarda le assemblee molto generali: giovani, studenti, donne, nei quali i linguaggi, i vissuti diversi stentano ancora a trovare un codice comune, forse anche per l’avvicendarsi di persone sempre nuove.

Fanno passi in avanti le iniziative di rete su battaglie concrete che si sviluppano a livello locale ma che possono essere meglio affrontate con un collegamento sopranazionale.

Ci potremmo semmai chiedere in questi oramai 4 anni di Forum Europeo quale è stata l’incidenza del movimento sulle Istituzioni Europee e sulla visione del ruolo dell’Europa all’interno dell’opinione pubblica europea e nei parlamenti nazionali (molti hanno ribadito l’importanza dei risultati referendari in Francia ed Olanda attribuendone il merito anche al movimento dell’ESF). E ci potremmo anche chiedere se in questi anni il movimento è stato in grado di sciogliere alcuni nodi interpretativi rispetto a come si incide su queste dinamiche e quali proposte porta avanti. Ma qualche risposta potrebbe essere data ad Ottobre quando a Parigi verrà approvata la Carta dei Principi dell’Altra Europa.

Ci potremmo anche chiedere se alla fine di questo Forum il movimento greco, che è stato efficiente nell’organizzazione, sia uscito politicamente più forte e più o meno unito rispetto a come era entrato: il movimento greco è tradizionalmente molto frastagliato e molto litigioso al suo interno. Alcuni osservano che sia uscito più forte ma non per questo più unito, nonostante il successo riconosciuto da tutti.

Venendo a noi, dispiace che questa volta non si siano tenute le abituali riunioni della delegazione italiana che erano utili sia per socializzare impressioni e valutazioni che anche per coinvolgere i ragazzi più giovani e più nuovi a questi Forum.

Per quanto riguarda i dati, il numero di partecipanti alla manifestazione di ieri secondo la polizia è stato di 80.000. Alcuni giornali riportano 50mila, gli organizzatori greci parlano di 100mila. Per quanto riguarda la partecipazione al Forum un giornale locale di Atene oggi scrive che i non greci partecipanti erano 10mila di cui 2500 italiani, 2000 francesi, 1500 turchi.. Si, la seconda delegazione eravamo noi. Ma la novità positiva sono i 400 polacchi, i 330 bulgari, i 150 palestinesi, i 500 tra lettoni, russi, ucraini, moldavi e georgiani.

Per chiudere vorrei soltanto ricordare la parola d’ordine che Susan Gorge ha ribadito più volte durante il suo intervento al Foum “Alleanza, alleanza, alleanza”…

Gregorio Malavolti

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