Cultura

Dal sito

  • Editoriale
    Ma una comunità non si salva alimentando rancore

    Ci vogliono educare all’odio

    Non ci si interroga sulle ingiustizie sociali, sui diritti perduti, sulla povertà culturale, sull’abbandono delle periferie, sulla solitudine crescente. E allora l’altro diventa il colpevole perfetto. Il povero contro il povero. Il penultimo contro l’ultimo.
    25 maggio 2026 - Giovanni Pugliese
  • Disarmo
    Si è conclusa la conferenza ONU sul Trattato di non proliferazione nucleare (TNP)

    In un clima di rinnovata Guerra Fredda fallisce la conferenza ONU sulle armi nucleari

    L’assemblea ONU che avrebbe dovuto rappresentare un banco di prova cruciale per il futuro del disarmo globale, non ha registrato un consenso politico sul documento conclusivo della conferenza di revisione quinquennale. Tutto questo riguarda la sopravvivenza dell'intera umanità.
    24 maggio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Ecologia
    Ecosocialism 2026 si terrà in Australia dall’11 al 13 settembre 2026

    L'eredità radioattiva dei test atomici britannici in Australia

    Interviene Aunty Sue Coleman-Haseldine, leader indigena sopravvissuta agli esperimenti nucleari che hanno contaminato le terre degli aborigeni australiani.
    24 maggio 2026 - Redazione PeaceLink
  • Disarmo
    In provincia di Lecce

    Nasce a Galatina il Comitato No al Riarmo

    A Galatina è attiva una delle più importanti scuole di volo per piloti militari.
    La prima iniziativa pubblica del Comitato No al Riarmo si svolge il 26 maggio vicino a Piazza San Pietro dove l’Aeronautica Militare Italiana consegnerà i brevetti di volo.
    24 maggio 2026 - Comitato No al Riarmo
  • Storia della Pace
    Nel 1946 il Vaticano si mobilitò per il pudore e non contro l’apocalisse nucleare

    Quando Pio XII condannò il bikini ma non Bikini

    Il 1° luglio 1946 gli USA fecero esplodere una bomba atomica sull’atollo di Bikini. Fu la prima dimostrazione pubblica della potenza nucleare dopo la fine della guerra. Il Papa non rilasciò dichiarazioni. Quattro giorni dopo venne presentato il costume da bagno "bikini". Il Papa: "Peccaminoso".
    21 maggio 2026 - Redazione PeaceLink

Forum: Film

16 marzo 2006

La sposa turca

[Titolo originale: Gegen Die Wand - Regia: Fatih Akin - Con: Birol Ünel, Sibel Kekilli - 2004 Germania / Turchia]
Autore: Alessia Mendozzi

Sibel, inquieta e ribelle ragazza, incontra Cahit, depresso quarantenne alcolizzato, in ospedale. Entrambi reduci da un tentativo di suicidio. Entrambi turchi. Storie di autodistruzione alle spalle, di disperazione placata con qualche dipendenza. Sibel istintivamente gli chiede di sposarlo. Cahit la scambia per pazza e rifiuta. Ma è ostinata Sibel, perché ciò che desidera è trovare una via di fuga alla opprimente e rigida famiglia che non le permette di vivere la vita come crede. Così, insistendo, Sibel ottiene il consenso di Cahit e i due si sposano e vanno a vivere insieme. Ma più che un matrimonio è una convivenza di convenienza. Lei può ora gestire la propria vita e lui ha qualcuno che gli sistemi casa e con cui dividere le spese dell'affitto. Tutti e due con vite sessuali distinte. Fino a quando il cuore non cominci a giocare brutti scherzi... Denso di passionalità, il film di Fatih Akin, vincitore dell'Orso d'oro a Berlino nel 2004, offre numerosi spunti di riflessione. Analizzando le scelte di Sibel, ci si chiede quale sia la libertà che lei cerca disperatamente e avidamente nel corso della sua inquieta vita. La fuga dalle rigide regole di una famiglia conservatrice, la porta a condurre un'esistenza diametralmente opposta che si rivelerà poi essere (come del resto accade con ogni forma d'estremismo), allo stesso modo, tutto fuorché sinonimo di libertà. E questo Sibel lo capirà sulla propria pelle. Così come capirà che quando ci si mette di mezzo l'amore passionale questo può sfuggire tranquillamente di mano, seguendo una propria evoluzione che non si può conoscere perché "l'amore è come un giro sui cavalli delle giostre... cavalchi, cavalchi credendo di stare andando chissà dove... e invece…". La drammatica fragilità dei personaggi è degnamente interpretata dai due attori protagonisti, Birol Ünel e Sibel Kekilli, in grado di conferire al film coinvolgente espressività. Graffiante come carta vetrata, fragile come cristallo, crudele come uno scherzo del destino, struggente come solo una storia d'amore vissuta intensamente può essere...

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