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    12 luglio 2026 - Redazione PeaceLink

Forum: Film

16 marzo 2006

La sposa turca

[Titolo originale: Gegen Die Wand - Regia: Fatih Akin - Con: Birol Ünel, Sibel Kekilli - 2004 Germania / Turchia]
Autore: Alessia Mendozzi

Sibel, inquieta e ribelle ragazza, incontra Cahit, depresso quarantenne alcolizzato, in ospedale. Entrambi reduci da un tentativo di suicidio. Entrambi turchi. Storie di autodistruzione alle spalle, di disperazione placata con qualche dipendenza. Sibel istintivamente gli chiede di sposarlo. Cahit la scambia per pazza e rifiuta. Ma è ostinata Sibel, perché ciò che desidera è trovare una via di fuga alla opprimente e rigida famiglia che non le permette di vivere la vita come crede. Così, insistendo, Sibel ottiene il consenso di Cahit e i due si sposano e vanno a vivere insieme. Ma più che un matrimonio è una convivenza di convenienza. Lei può ora gestire la propria vita e lui ha qualcuno che gli sistemi casa e con cui dividere le spese dell'affitto. Tutti e due con vite sessuali distinte. Fino a quando il cuore non cominci a giocare brutti scherzi... Denso di passionalità, il film di Fatih Akin, vincitore dell'Orso d'oro a Berlino nel 2004, offre numerosi spunti di riflessione. Analizzando le scelte di Sibel, ci si chiede quale sia la libertà che lei cerca disperatamente e avidamente nel corso della sua inquieta vita. La fuga dalle rigide regole di una famiglia conservatrice, la porta a condurre un'esistenza diametralmente opposta che si rivelerà poi essere (come del resto accade con ogni forma d'estremismo), allo stesso modo, tutto fuorché sinonimo di libertà. E questo Sibel lo capirà sulla propria pelle. Così come capirà che quando ci si mette di mezzo l'amore passionale questo può sfuggire tranquillamente di mano, seguendo una propria evoluzione che non si può conoscere perché "l'amore è come un giro sui cavalli delle giostre... cavalchi, cavalchi credendo di stare andando chissà dove... e invece…". La drammatica fragilità dei personaggi è degnamente interpretata dai due attori protagonisti, Birol Ünel e Sibel Kekilli, in grado di conferire al film coinvolgente espressività. Graffiante come carta vetrata, fragile come cristallo, crudele come uno scherzo del destino, struggente come solo una storia d'amore vissuta intensamente può essere...

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