Cultura

Dal sito

  • Pace
    Un approfondimento basato sulla sentenza 164/85 della Corte Costituzionale

    Che cosa è la Difesa Popolare Nonviolenta

    E’ stata avviata da diverse associazioni pacifiste una raccolta di firme per una legge innovativa. Qui alcuni approfondimenti su una difesa nazionale alternativa alla guerra. E’ prevista un'opzione fiscale. Occorre raccogliere 50 mila firme per la proposta di legge di iniziativa popolare
    2 aprile 2026 - Redazione PeaceLink
  • Conflitti
    Dal video podcast MEE LIVE

    In Iran siamo vicini a una guerra nucleare?

    Nei notiziari si parla di programmi nucleari, capacità nucleari e armi nucleari. Ma non si parla di possibile guerra nucleare.
    3 aprile 2026 - Roberto Del Bianco
  • Disarmo
    Occorre raccogliere 50 mila firme per la proposta di legge di iniziativa popolare

    Una legge per la Difesa Popolare Nonviolenta

    Questa iniziativa, promossa da diverse organizzazioni pacifiste, mira a introdurre nell'ordinamento italiano un modello di difesa nazionale alternativo alla guerra e un'opzione fiscale. "Un'altra difesa è possibile" è lo slogan della campagna.
    2 aprile 2026 - Redazione PeaceLink
  • Disarmo
    Cosa è accaduto nella base siciliana che ospita la Naval Air Station americana

    I bombardieri USA non possono utilizzare la base di Sigonella senza autorizzazione italiana

    Una volta verificato che non si trattava di voli logistici ordinari ma di operazioni non coperte dai trattati bilaterali Italia-Usa, il ministro della Difesa Crosetto ha ordinato il divieto di atterraggio tramite il capo di Stato Maggiore Luciano Portolano.
    1 aprile 2026 - Redazione PeaceLink
  • MediaWatch
    Aveva colpito la ciminiera della centrale elettrica di Auvere

    Il drone "russo" sconfinato in Estonia era ucraino

    Molti media italiani ed europei hanno immediatamente parlato di una "incursione russa". Questa narrazione è rimbalzata ovunque, alimentando tensioni geopolitiche senza alcuna verifica preliminare. Persino l'ANSA ha titolato "Drone russo colpisce centrale elettrica in Estonia".
    1 aprile 2026 - Redazione PeaceLink

Forum: Libri

23 ottobre 2003

L'ORDA quando gli albanesi eravamo noi di Gian Antonio Stella

Questo libro ripercorre la storia della nostra emigrazione; ricorda soprattutto ciò che la memoria collettiva ha in qualche modo rimosso. Ricorda, il passato remoto: quando agli italiani in Louisiana non era permesso di mandare i propri figli alle scuole dei bianchi; ma anche il passato prossimo quando cioè, le prime navi cariche di profughi albanesi arrivarono a Brindisi e nella vicina Svizzera i nostri figli erano ancora tenuti nascosti...
Autore: Elisabetta Caravati

Come gli albanesi, anche noi italiani, abbiamo lasciato la nostra patria per cercare fortuna (o meglio, lavoro) altrove. In 27 milioni di italiani se ne andarono dal 1876 al 1976. Tanti fecero davvero fortuna e divennero famosi e ricchi; altri no! Questi altri sono stati rimossi dalla memoria collettiva. Questi altri è come se mai fossero esistiti. Di tutta la storia della nostra emigrazione, dunque, abbiamo conservato solo qualche pezzo. I pezzi migliori; i pezzi che ci permettono oggi di dire che noi eravamo diversi dagli albanesi. Eravamo più amati; eravamo migliori!
Eppure eravamo considerati (là, dove emigravamo) la "feccia" del pianeta. Non potevamo mandare i figli alle scuole dei bianchi in Louisiana, perché venivamo considerati "non visibilmente negri". Era il 1922 gli squadristi di Benito Mussolini prendevano il potere a Roma e, tre lustri di anni dopo avrebbero teorizzato la superiorità della popolazione italiana perché di origine ariana. Al di là dell'Atlantico, si andava confermando la teoria che nelle vene italiane ci fosse una "goccia di sangue nero", poichè l'Italia era stata colonizzata in tempi antichissimi da una popolazione africana, forse abissina. Alcuni italiani settentrionali cercarono di spiegare che in Italia vi erano due mondi: due razze. La frontiera fra i due mondi venne stabilita nel 45esimo parallelo nord che si trova esattamente a metà fra il polo Nord e l'Equatore e solca tutta la Pianura Padana. Ma il razzismo colpì indistintamente tutti gli italiani che, privati della loro identità bianca, furono i più maltrattati (dopo i neri) di tutti gli emigrati.
In Australia non andò meglio! Nemmeno lì eravamo considerati bianchi, ma "pelli-oliva" ed era proibito alle donne australiane di sposare gli immigrati italiani (per la maggior parte lombardi, piemontesi, veneti e friulani) perché il sangue italiano avrebbe sporcato e imbrattato il loro sangue australiano.
E in Europa? Come andò in Europa? A Basilea ci era interdetta la sala d'aspetto di terza classe. E il quotidiano francese "Le Jour" nel commentare, il 21 agosto 1893, il massacro dei nostri immigrati compiuto quattro giorni prima da una folle inferocita di operai francesi, afferma: "L'italiano non nutre nessuno e mangia da tutti".
E dunque quando gli albanesi eravamo noi nessuno ci amava, nessuno ci considerava "brava gente"...
Quando gli albanesi eravamo noi, come loro, viaggiavamo su navi che naufragavano; come loro abitavamo tuguri in condizioni igieniche rivoltanti. Quando gli albanesi eravamo noi, come loro, vendevamo le nostre donne e i nostri bambini; sfruttavamo i nostri bambini e "rubavamo" il lavoro alla gente del posto.
Quando gli albanesi eravamo noi, come loro (o forse più di loro!) abbiamo esportato criminalità in tutto il mondo. E come loro facevamo troppi figli, eravamo (più di loro) quasi tutti analfabeti e, alcuni di noi (come alcuni di loro) seminavano il terrore.
Quando le prime navi cariche di profughi albanesi arrivarono a Brindisi, nella vicina Svizzera i nostri figli erano ancora tenuti nascosti e frequentavano scuole clandestine, perché ai papà non era consentito portarsi la famiglia; eravamo dunque anche noi, ancora "albanesi"!

elisabetta caravati

Dal sito

  • Pace
    Un approfondimento basato sulla sentenza 164/85 della Corte Costituzionale

    Che cosa è la Difesa Popolare Nonviolenta

    E’ stata avviata da diverse associazioni pacifiste una raccolta di firme per una legge innovativa. Qui alcuni approfondimenti su una difesa nazionale alternativa alla guerra. E’ prevista un'opzione fiscale. Occorre raccogliere 50 mila firme per la proposta di legge di iniziativa popolare
    2 aprile 2026 - Redazione PeaceLink
  • Conflitti
    Dal video podcast MEE LIVE

    In Iran siamo vicini a una guerra nucleare?

    Nei notiziari si parla di programmi nucleari, capacità nucleari e armi nucleari. Ma non si parla di possibile guerra nucleare.
    3 aprile 2026 - Roberto Del Bianco
  • Disarmo
    Occorre raccogliere 50 mila firme per la proposta di legge di iniziativa popolare

    Una legge per la Difesa Popolare Nonviolenta

    Questa iniziativa, promossa da diverse organizzazioni pacifiste, mira a introdurre nell'ordinamento italiano un modello di difesa nazionale alternativo alla guerra e un'opzione fiscale. "Un'altra difesa è possibile" è lo slogan della campagna.
    2 aprile 2026 - Redazione PeaceLink
  • Disarmo
    Cosa è accaduto nella base siciliana che ospita la Naval Air Station americana

    I bombardieri USA non possono utilizzare la base di Sigonella senza autorizzazione italiana

    Una volta verificato che non si trattava di voli logistici ordinari ma di operazioni non coperte dai trattati bilaterali Italia-Usa, il ministro della Difesa Crosetto ha ordinato il divieto di atterraggio tramite il capo di Stato Maggiore Luciano Portolano.
    1 aprile 2026 - Redazione PeaceLink
  • MediaWatch
    Aveva colpito la ciminiera della centrale elettrica di Auvere

    Il drone "russo" sconfinato in Estonia era ucraino

    Molti media italiani ed europei hanno immediatamente parlato di una "incursione russa". Questa narrazione è rimbalzata ovunque, alimentando tensioni geopolitiche senza alcuna verifica preliminare. Persino l'ANSA ha titolato "Drone russo colpisce centrale elettrica in Estonia".
    1 aprile 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.8.31 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)