Cultura

Dal sito

  • Economia
    Il Documento Programmatico di Bilancio (DPB) mette le ali ai titoli del comparto militare

    L'aumento delle spese italiane per la Difesa e l'impatto sulla Borsa

    La manovra finanziaria mobilita risorse aggiuntive per il settore della Difesa che in buona parte confluiranno in investimenti in nuovi sistemi d'arma. Ma anche il movimento pacifista si mobilita per esprimere opposizione a una manovra che sottrae risorse a sanità, scuola e stato sociale.
    21 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink
  • Sociale
    La politica di riarmo nel Documento Programmatico di Bilancio 2027

    Armi contro scuola: cosa prevede la manovra economica

    Per ogni euro in più investito nella scuola e della formazione, lo Stato assegna ben 1,45 euro in più alle spese militari. La spesa militare netta registra un incremento diretto di 4,5 miliardi di euro che sale a un'espansione potenziale fino a 8 miliardi con la clausola di salvaguardia europea.
    21 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink
  • Sociale
    E' quanto emerge dal Documento Programmatico di Bilancio

    Manovra finanziaria 2027: il governo preferisce il settore militare alla sanità pubblica

    Per ogni euro aggiuntivo investito nella tutela della salute dei cittadini, lo Stato decide di spenderne quasi due in armamenti e spese militari. Sono circa 4,5 miliardi in più per le spese militari aggiuntive mentre per la Sanità la spesa introdotta ex novo è ridotta a 2,4 miliardi.
    21 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink
  • Pace
    E' prevista un’informazione preventiva per la popolazione?

    Esercitazione nucleare Steadfast Noon: richiesta informazioni al Prefetto di Brescia

    L'esercitazione della NATO coinvolge la base nucleare di Ghedi. PeaceLink chiede di conoscere i piani di emergenza sanitaria per la popolazione civile della provincia di Brescia in caso di guerra nucleare
    20 ottobre 2026 - Associazione PeaceLink
  • Disarmo
    Cosa emerge dall'esercitazione nucleare Steadfast Noon

    Europa costretta a comprare l'F-35 per sfruttare la bomba atomica B61-12

    L'Europa voleva un caccia proprio ma si è ritrovata a dover comprare quello americano. L'Eurofighter infatti non può lanciare le bombe atomiche e il futuro caccia di sesta generazione GCAP non avrà capacità nucleare. E così l'F-35 americano detterà le sue regole di superiorità per il futuro.
    19 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink

Forum: Libri

23 ottobre 2003

L'ORDA quando gli albanesi eravamo noi di Gian Antonio Stella

Questo libro ripercorre la storia della nostra emigrazione; ricorda soprattutto ciò che la memoria collettiva ha in qualche modo rimosso. Ricorda, il passato remoto: quando agli italiani in Louisiana non era permesso di mandare i propri figli alle scuole dei bianchi; ma anche il passato prossimo quando cioè, le prime navi cariche di profughi albanesi arrivarono a Brindisi e nella vicina Svizzera i nostri figli erano ancora tenuti nascosti...
Autore: Elisabetta Caravati

Come gli albanesi, anche noi italiani, abbiamo lasciato la nostra patria per cercare fortuna (o meglio, lavoro) altrove. In 27 milioni di italiani se ne andarono dal 1876 al 1976. Tanti fecero davvero fortuna e divennero famosi e ricchi; altri no! Questi altri sono stati rimossi dalla memoria collettiva. Questi altri è come se mai fossero esistiti. Di tutta la storia della nostra emigrazione, dunque, abbiamo conservato solo qualche pezzo. I pezzi migliori; i pezzi che ci permettono oggi di dire che noi eravamo diversi dagli albanesi. Eravamo più amati; eravamo migliori! Eppure eravamo considerati (là, dove emigravamo) la "feccia" del pianeta. Non potevamo mandare i figli alle scuole dei bianchi in Louisiana, perché venivamo considerati "non visibilmente negri". Era il 1922 gli squadristi di Benito Mussolini prendevano il potere a Roma e, tre lustri di anni dopo avrebbero teorizzato la superiorità della popolazione italiana perché di origine ariana. Al di là dell'Atlantico, si andava confermando la teoria che nelle vene italiane ci fosse una "goccia di sangue nero", poichè l'Italia era stata colonizzata in tempi antichissimi da una popolazione africana, forse abissina. Alcuni italiani settentrionali cercarono di spiegare che in Italia vi erano due mondi: due razze. La frontiera fra i due mondi venne stabilita nel 45esimo parallelo nord che si trova esattamente a metà fra il polo Nord e l'Equatore e solca tutta la Pianura Padana. Ma il razzismo colpì indistintamente tutti gli italiani che, privati della loro identità bianca, furono i più maltrattati (dopo i neri) di tutti gli emigrati. In Australia non andò meglio! Nemmeno lì eravamo considerati bianchi, ma "pelli-oliva" ed era proibito alle donne australiane di sposare gli immigrati italiani (per la maggior parte lombardi, piemontesi, veneti e friulani) perché il sangue italiano avrebbe sporcato e imbrattato il loro sangue australiano. E in Europa? Come andò in Europa? A Basilea ci era interdetta la sala d'aspetto di terza classe. E il quotidiano francese "Le Jour" nel commentare, il 21 agosto 1893, il massacro dei nostri immigrati compiuto quattro giorni prima da una folle inferocita di operai francesi, afferma: "L'italiano non nutre nessuno e mangia da tutti". E dunque quando gli albanesi eravamo noi nessuno ci amava, nessuno ci considerava "brava gente"... Quando gli albanesi eravamo noi, come loro, viaggiavamo su navi che naufragavano; come loro abitavamo tuguri in condizioni igieniche rivoltanti. Quando gli albanesi eravamo noi, come loro, vendevamo le nostre donne e i nostri bambini; sfruttavamo i nostri bambini e "rubavamo" il lavoro alla gente del posto. Quando gli albanesi eravamo noi, come loro (o forse più di loro!) abbiamo esportato criminalità in tutto il mondo. E come loro facevamo troppi figli, eravamo (più di loro) quasi tutti analfabeti e, alcuni di noi (come alcuni di loro) seminavano il terrore. Quando le prime navi cariche di profughi albanesi arrivarono a Brindisi, nella vicina Svizzera i nostri figli erano ancora tenuti nascosti e frequentavano scuole clandestine, perché ai papà non era consentito portarsi la famiglia; eravamo dunque anche noi, ancora "albanesi"! elisabetta caravati

Dal sito

  • Economia
    Il Documento Programmatico di Bilancio (DPB) mette le ali ai titoli del comparto militare

    L'aumento delle spese italiane per la Difesa e l'impatto sulla Borsa

    La manovra finanziaria mobilita risorse aggiuntive per il settore della Difesa che in buona parte confluiranno in investimenti in nuovi sistemi d'arma. Ma anche il movimento pacifista si mobilita per esprimere opposizione a una manovra che sottrae risorse a sanità, scuola e stato sociale.
    21 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink
  • Sociale
    La politica di riarmo nel Documento Programmatico di Bilancio 2027

    Armi contro scuola: cosa prevede la manovra economica

    Per ogni euro in più investito nella scuola e della formazione, lo Stato assegna ben 1,45 euro in più alle spese militari. La spesa militare netta registra un incremento diretto di 4,5 miliardi di euro che sale a un'espansione potenziale fino a 8 miliardi con la clausola di salvaguardia europea.
    21 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink
  • Sociale
    E' quanto emerge dal Documento Programmatico di Bilancio

    Manovra finanziaria 2027: il governo preferisce il settore militare alla sanità pubblica

    Per ogni euro aggiuntivo investito nella tutela della salute dei cittadini, lo Stato decide di spenderne quasi due in armamenti e spese militari. Sono circa 4,5 miliardi in più per le spese militari aggiuntive mentre per la Sanità la spesa introdotta ex novo è ridotta a 2,4 miliardi.
    21 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink
  • Pace
    E' prevista un’informazione preventiva per la popolazione?

    Esercitazione nucleare Steadfast Noon: richiesta informazioni al Prefetto di Brescia

    L'esercitazione della NATO coinvolge la base nucleare di Ghedi. PeaceLink chiede di conoscere i piani di emergenza sanitaria per la popolazione civile della provincia di Brescia in caso di guerra nucleare
    20 ottobre 2026 - Associazione PeaceLink
  • Disarmo
    Cosa emerge dall'esercitazione nucleare Steadfast Noon

    Europa costretta a comprare l'F-35 per sfruttare la bomba atomica B61-12

    L'Europa voleva un caccia proprio ma si è ritrovata a dover comprare quello americano. L'Eurofighter infatti non può lanciare le bombe atomiche e il futuro caccia di sesta generazione GCAP non avrà capacità nucleare. E così l'F-35 americano detterà le sue regole di superiorità per il futuro.
    19 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.12.10 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)