Cultura

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    Eravamo tantissimi ed è stato emozionante

    I tarantini hanno parlato, non hanno delegato, e lo hanno fatto perché non vogliono più soffrire. Scoprire che c'erano gli operai, come speravamo, poi, è stato bellissimo. Noi tutti non ci fermeremo
    18 ottobre 2026 - Associazione Genitori Tarantini
  • Latina
    Il paese rischia di trasformarsi in uno stato di polizia

    El Salvador prigioniero del bukelismo

    Le politiche per la sicurezza di Nayib Bukele rappresentano un perfetto specchietto per le allodole allo scopo di erodere progressivamente i diritti civili e politici
    18 ottobre 2026 - David Lifodi
  • Ecologia
    Comunicato stampa di PeaceLink

    A Taranto i cittadini si sono ripresi la piazza

    L’imponente mobilitazione civile per la chiusura dell’area a caldo dell’ILVA dimostra che Taranto è pronta a costruire insieme ai lavoratori un'alternativa reale al modello industriale inquinante che ha sacrificato per troppo tempo il bene comune.
    18 ottobre 2026 - Direttivo PeaceLink
  • Storia della Pace
    L’opinione pubblica non è informata

    Le armi nucleari smarrite e mai più recuperate

    Sono adagiate sul fondo degli oceani, perse a causa di incidenti aerei o intrappolate nei relitti di sottomarini affondati. Questi ordigni atomici, soggetti a lenta e inesorabile corrosione, rimangono monumenti radioattivi silenziosi, testimonianze di epoche ad altissima tensione.
    18 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink
  • Ecologia
    Sul corteo campeggiava la scritta “ILVA is a killer”

    Un fiume di persone a Taranto per la chiusura dell’ILVA

    La testa del corteo è stata aperta da una serie di croci recanti i nomi di padri, mariti e figli scomparsi a causa delle malattie legate all'inquinamento, a testimonianza del dolore della comunità locale.
    17 ottobre 2026 - Redazione PeaceLink

Forum: Musica

23 giugno 2006

BIENVENIDO - Riserva Moac

[Upr - Edel 2005 - www.riservamoac.com] L'esordio entusiasmante del collettivo musicale molisano.
Autore: Alessia Mendozzi

Tutto inizia nell'estate del 2002, quando nel villaggio della Riserva abitano in 5. Le idee sono già chiare: creare un luogo musicale dove riuscire a fondere passato e presente, suoni della provincia con quelli del mondo, tradizione e modernità. Un villaggio nomade aperto a tutti, dove la parola chiave sia "contaminazione". A quei cinque musicisti ben presto se ne uniscono altri due. Ognuno proveniente da percorsi musicali diversi. Pronti a scambiare le varie esperienze per realizzare quel progetto musicale che piano piano si va sempre più delineando. Da una parte ci sono le origini, le radici, il forte legame che li lega alla propria terra d'origine, la provincia di Campobasso, da cui ha inizio tutto, il punto di partenza, espresso con il dialetto e con gli strumenti tipici della zampogna, della ciaramella e della fisarmonica, e dall'altra parte c'è l'accogliente apertura al confronto, alla contaminazione, al dialogo, espressi tramite l'utilizzo dell'italiano (affinché la loro musica raggiunga quanta più gente possibile), gli strumenti moderni e le sonorità del resto del mondo. Un progetto che li ha portati, nel corso degli anni, a riscuotere numerosi consensi, di pubblico, di critica, di premi vinti: Arezzo Wave, MEI Fest, Folkntest, Sotterranea, Festival Interceltique de Lorient, solo per citarne alcuni, e l'importante premio Primo Maggio tutto l'anno, superando una selezione nazionale che ha visto partecipare ben 859 gruppi, che ha permesso loro di esibirsi lo scorso primo maggio in Piazza San Giovanni a Roma. Il loro primo cd, "Bienvenido", prende vita nel 2005 e si apre con la musica nostalgica di una zampogna ("Introterra") che funge da introduzione al brano simbolo del collettivo musicale molisano, "Bienvenido en la reserva", che con la sua carica di allegra accoglienza dà il benvenuto al villaggio. Si prosegue con canzoni che vedono l'alternarsi di dialetto e italiano ("Ohi mama", "Viagge dent'e e fore"), di ritmi energici dove la solarità porta con sè anche un pizzico di malinconia ("Tiempe uguale", "Furturella", "Zobi la mouche", "Rumore di fondo"), di voglia di viaggiare ("Di vedetta sul mondo"), di denunce sociali ("Poli(s)tica", "L'oceanico", "Ungaretti"), di brani dal sapore antico ("Fuggita dal nulla"). Gli arrangiamenti originali, i testi profondi e la fusione della doppia voce maschile/femminile, rendono questo disco un progetto decisamente riuscito, in cui i ragazzi sono riusciti a dare un tocco di originalità al genere del folk che molto spesso rischia di essere ripetitivo. La Riserva Moac è abitata da: Fabrizio "Pacha Mama" Russo (voce), Mariangela "Maya" Pavone (voce), Roberto "Zanna" Napoletano (percussioni, fisarmonica, voce), Aldo "Zefiro" Iezza (zampogna, aerofoni etnici), Gianni "Kilone" Nardacchione (chitarra elettronica / acustica), Patrizio "Basko" Forte (basso), Oreste "Sir Amur" Sbarra (batteria, programmazioni).

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