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Come nel 1999...
L'11 Aprile del 1999 inviai alle redazioni di tuttii mezzi d'informazione (giornali, TV, ecc.) la lettera che segue. Ritengo che, oggi più che mai, sia ancora attuale come allora. Alle redazioni di... Ai Sindaci dei comuni di... Oggetto: "Per la Vita, per la Pace, una nuova cultura, una politica nuova. E' sabato 10 aprile 1999, sono le ore 20, mi trovo a Cordenons (Pordenone) cittadina confinante la base americana di Aviano; nel cielo rombano gli aerei che partono per l'ennesimo bombardamento in Jugoslavia. Sono con i miei nipotini Marco di 4 anni e Jessica di 6 anni, mi chiamano: "Nonno, nonno gli aerei partono, vanno a sparare, a buttare le bombe". Li guardo e non trovo le parole per dire loro tutta la mia angoscia per quello che sta accadendo nel mondo con questa enneima brutalità dell'uomo sull'uomo, per questo modo di dare la morte e la distruzione convinti così di portare la pace. Penso a come potrà essere il loro futuro di uomini in una società così tremendamente violenta. Non ho ricette o verità da dare ai miei nipotini se non quelle di una cultura di pace, di una rivoluzione sì, ma non violenta. Torno a casa, a Maniago (PN), cerco altre risposte a tanta incoscienza e irresponsabilità da parte dei "potenti"; scavo tra i miei ricordi e affiorano alcune letture fatte in anni passati, cerco i testi e mi rendo conto di quanto siano atturali. Gesù Cristo, Herich Fromm, Gandhi, Martin Luthert King, Albert Einstein; i loro scritti esprimono pienamente il mio pensiero e vorrei che fossero un messaggio per tutti gli uomini in quanto tali. (Aldo Vercesi) Oggi più che mai si levi alta la voce di tutti coloro che vogliono la Pace. Beati i poveri di spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. (Gesù Cristo) PER LA VITA PER LA PACE UNA NUOVA CULTURA UNA POLITICA NUOVA C'é una forte inclinazione alla guerra, provocata dalla presenza delle armi nucleari da tutte le parti e da timori e sospetti reciproci di qui generati; c'è idolatria della sovranità nazionale; mancanza di obiettività e di ragione in politica estera. D'altro canto, c'è il desiderio, nella maggioranza delle popolazioni di ambedue i blocchi, di evitare la catastrofe della distruzione nucleare; c'è la voce del resto dell'umanità, che insiste perché le grandi potenze non coinvolgano tutti gli altri nella loro follia; ci sono i fattori sociali e tecnologici che consentono l'uso di soluzioni pacifiche, e che aprono la via ad un futuro felice per il genere umano. Finché ci saranno questi due ordini di fattori favorenti, ci sono ancora due possibilità concrete tra cui l'uomo può scegliere: quella della pace mettendo fine alla corsa agli armamenti nucleari e alla guerra fredda; o quella della guerra continuando la politica attuale. Non c'è alcuna possibilità di poter andare avanti con la corsa agli armamenti e la guerra fredda, e con una mentalità di odio paranoica, evitando al tempo stesso la distruzione nucleare. (Herich Fromm) Una cosa è certa. Se la folle corsa agli armamenti continua, dovrà necessariamente concludersi in un massacro quale non si è mai visto nella storia. Se ci sarà in vincitore, la vittoria vera sara la morte vivente per la nazione che riuscirà vittoriosa. Non c'è scampo alla rovina incombente se non attraverso la coraggiosa e incondizionata accettazione del metodo non violento con tutte le sue mirabili implicazioni. (Gandhi) Fate l'appello di quelli che cantano le allegre novelle della pace e sarete sorpresi dal numero dei presenti. I capi di tutte le nazioni rivolgono ad alta voce appelli di pace, tuttavia vanno al tavolo della pace accompagnati da bande di briganti che recano spade sguainate. Le tappe della storia sono piene dei canti e dei cori degli antichi conquistatori che uccisero per raggiungere la pace. Alessandro, Gengis Khan, Giulio Cesare, Carlomagno, Napoleone,Hitler... Noi oggi possiamo ancora scegliere tra la coesistenza non-violenta e l'annientamento violento. Questa può essere l'ultima opportunità offerta al genere umano di scegliere fra il caos e la comunità. (Martin Luther King) Io penso che la liberazione possa venire soltanto dagli stessi popoli. Se vogliamo evitare da degradante schiavitù della guerra, i popoli devono dichiararsi senza incertezza per un completo disarmo. Finchè esisteranno gli eserciti ogni incidente finirà col provocare una guerra. Un pacifismo che non lotti apertamente contro gli armamenti è destinato a rimanere impotente. Possano risvegliarsi la coscienza e il buon senso dei popoli così da pervenire a un nuovo stadio nella vita delle nazioni nel quale la guerra verrà considerata come un'incredibile aberrazione dei loro predecessori! (Albert Einstein) W LA PACE NO ALLA GUERRA SENZA SE E SENZA MA
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