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    Le truppe ucraine di prima linea oscillano tra i 200.000 e i 400.000 soldati. L'esercito invisibile dei renitenti alla leva è invece di circa 2 milioni di uomini attivamente ricercati, superando di gran lunga l'intero apparato militare dello Stato. I disertori nel 2026 sono aumentati dell'83,9%.
    18 agosto 2026 - Redazione PeaceLink
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    Albert, international pacifist bulletin

    The secret weapon of Wiesbaden: how NATO planning emerges from the shadows in the war in Ukraine

    What was once done in secret has now become public, marking a transition of extreme political gravity. At the beginning of the conflict, the secrecy of centres like Wiesbaden prevented NATO's involvement from appearing excessive. Now, however, operations are conducted openly towards escalation.
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    L’esplosione alla KNDS di Colleferro riapre le ferite di un secolo di produzione bellica. Incidenti, vittime e inquinamento segnano la storia del polo, dove il rischio per la comunità è il prezzo di scelte di guerra.
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    L'arma segreta di Wiesbaden: come la pianificazione NATO esce dall'ombra nella guerra in Ucraina

    Ciò che veniva fatto di nascosto è oggi diventato pubblico, segnando un passaggio di estrema gravità politica. All'inizio del conflitto, la segretezza di centri come Wiesbaden evitava che il coinvolgimento della NATO apparisse eccessivo. Ora invece si opera allo scoperto verso l’escalation.
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    Il colosso USA gestirà i segreti della guerra in Ucraina

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20 marzo 2006

Un tipo finlandese

18 marzo - minicronaca dal corteo di Roma
Autore: Ivana Mescalchin

Fra le tante cose che ci ha dato Roma il 18 marzo (le strade e le piazze che abbiamo attraversato, i monumenti ogni volta più incredibilmente veri, l'allegria della gente, i colori, 'la bandao' strepitosa di Poggibonsi, e le ragazzine che avanzavano nel corteo a passo di danza sul ritmo dei tamburi, una marea animata di gente) la cosa più bella erano i sorrisi delle persone: quello di Giuliana Sgrena che si è aperto su un viso serio e sofferto, di uomini e donne non più giovani avvolti nelle bandiere iridate che si riconoscevano e si abbracciavano, di ragazzine col viso dipinto col segno della pace, quel ragazzo con lo sguardo sognante che cantava tra sé e quell’uomo goffo con la bandiera rossa che ballava di gioia... C’era un senso diffuso di contentezza per essere lì, in una città magnifica in una luminosa giornata di primavera: quel cercarsi continuo con gli occhi, e la curiosità di vedere cosa c’era scritto sui cartelli e sugli striscioni, il cavalluccio di cartapesta col Berluskan... Ognuno a suo modo esprimeva un proprio sentire, dai cittadini americani con le loro bandiere, ai gruppi di partito organizzati, a quelli in bicilcletta, le famiglie, i singoli con un cartello scritto a mano con la frase del cuore : 'il sonno della ragione genera mostri'... Io avevo a fianco la mia bambina compunta che controllava se stavo composta e ogni tanto rientrava nel gruppetto delle amiche a ridere e commentare. Abbiamo camminato tanto e sembrava che avremmo continuato ancora... Quando siamo arrivati in piazza Esedra i comizi erano finiti da tempo e la gente cominciava a riporre striscioni e bandiere, a gruppi si salutavano e si separavano. Mancava un finale da ricordare, ma c’era una grande bandiera iridata stesa a terra nel centro della piazza; alcune persone sedevano sui bordi chiacchierando a gruppetti e qualcuno s’era disteso per far ridere gli amici, come a esibire la stanchezza per la lunga marcia; altri, sorpresi e incuriositi, scaricavano sulla scena le ultime foto. Io mi ricordo il sorriso di un tipo 'finlandese', a cui mando un saluto da Venezia. Poi tutti in fila al panificio in Campo dei Fiori (ultrastrapieno di fiori) per un trancio di pizza e di nuovo a piedi fino al Colosseo, come un fiume al tramonto che va verso la foce. Siamo saliti sulla metro fino a Ponte Mammolo, in compagnia di quei ragazzi romani che si prendevano in giro a vicenda vociando prima di separarsi con abbracci a fermate diverse. E poi, un altro viaggio nella notte verso casa, stanchi ma contenti, attraverso il paesaggio spaziale dell’autostrada. --------------- ps: di situazioni incresciose a cui accennano alcuni giornali noi non abbiamo avuto alcun sentore.

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