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  • Neroazzurro per l'Africa
    La nuova campagna lanciata da PeaceLink assieme a Gazzetta Mondo, la pagina del mercoledì della Gazzetta del Mezzogiorno

    Neroazzurro per l'Africa

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    31 gennaio 2006 - Alessandro Marescotti
La mosca che rimane "ipnotizzata" dai colori nero e azzurro

"Neroazzurro per l'Africa". La campagna di Gazzetta Mondo e PeaceLink. Bastano 8 euro per una trappola nero-azzurra

Per chi non lo sapesse, la mosca tse-tse causa la malattia del sonno, una delle malattie più temute in Africa. L'Inter, dopo un momento di sbigottita curiosità, quasi di incredulità, ha offerto mille euro per costruire le prime trappole.
1 febbraio 2006 - Alessandro Marescotti

Il logo della campagna "Neroazzurro per l'Africa" disegnato dal vignettista Nico Pillinini

Abbiamo deciso di chiamarla "Neroazzurro per l'Africa". Stiamo parlando della campagna con cui PeaceLink e Gazzetta Mondo (la pagina del mercoledì della Gazzetta del Mezzogiorno) stanno promuovono un'idea insolita ed efficace: costruire trappole neroazzurre contro la mosca tse tse. Tutto nasce dall'appello della dottoressa Chiara Castellani, impegnata in Congo nell'ospedale di Kimbau: "La mosca tse-tse - ci ha raccontato - rimane come ipnotizzata dai colori nero e azzurro. Ed è facile costruire delle trappole senza dover deforestare e senza lanciare insetticidi".

Per chi non lo sapesse, la mosca tse-tse causa la malattia del sonno, una delle malattie più temute in Africa. Devasta il cervello e provoca la morte. Dopo che Gazzetta Mondo ha pubblicato l'appello di PeaceLink le cose si sono mosse velocemente. L'Inter, dopo un momento di sbigottita curiosità, quasi di incredulità, ha offerto mille euro per costruire le prime trappole. Ma questa disponibilità merita un percorso molto più articolato, che non si fermi alla mosca tse tse e che arrivi a toccare le malattie dimenticate.

Ecco perché abbiamo pensato allo slogan "Neroazzurro per l'Africa". E' uno slogan abbastanza ampio per contenere la malaria, la lotta alla povertà e un bel freno al commercio internazionale delle armi, che arrivano spesso - chissà come - prima delle medicine.

Che fare da subito? Per ora lanciamo una proposta a tutti coloro i quali hanno un blog: linkate http://www.kimbau.org ossia il sito di riferimento della campagna. Se la voce si diffonde la campagna cammina. Se aumenta la quantità di persone che conoscono il problema, l'Inter sarà spinta a fare di più e a considerare "Neroazzurro per l'Africa" anche la "propria" campagna. Le condizioni ci sono.
La nostra idea è che il mondo dello sport possa aprirsi alla solidarietà. Se l'orgoglio nei colori della propria squadra diventa occasione per allargare la propria visione del mondo, allora quei colori possono far nascere l'idea che le "partite" da giocare bene sono anche quelle che battono le malattie, uniscono le persone, costruiscono reti di relazioni.
E' un'utopia? Per ora ci proviamo. Mandare in aereo drappi neroazzurri è antieconomico ed è per ora più conveniente acquistare la stoffa in Africa. A meno che non scenda in campo la base Onu di Brindisi. Prossimamente vi racconteremo come sta andando questa scommessa. E nel frattempo vi diamo i nostri riferimenti.
Per costribuire alla campagna: conto corrente postale 13403746 intestato a PeaceLink, casella postale 2009, 74100 Taranto (causale "neroazzurro per Kimbau"). Oppure utilizzare il c/c postale e il c/c bancario dell'Aifo (http://www.aifo.it) con la medesima causale.

Bastano 8 euro per una trappola nero-azzurra.

Sito web: http://www.kimbau.org
E-mail: volontari@peacelink.it
Cellulare 3471463719
Fax e segreteria telefonica: 1782273886.

Note:

Tutte le associazioni che vogliono aderire alla campagna possono scrivere a volontari@peacelink.it o (meglio ancora) lasciare un messaggio su http://www.kimbau.org (clicca su SCRIVI SUL SITO, nella colonna a a sinistra).
Per i pigrissimi che non vogliono perdere tempo a cercare: cliccare su http://db.peacelink.org/forum/insert.php?id=31&id_s=2066

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