La nuova campagna lanciata da PeaceLink assieme a Gazzetta Mondo, la pagina del mercoledì della Gazzetta del Mezzogiorno

Neroazzurro per l'Africa

Nell'aula musi lunghi. Tra il depresso e l'indignato. Ad un certo punto le nostre facce sono cambiate. Compare una bandiera dell'Inter. E' una diapositiva. La bandiera dell'Inter nella foresta del Congo? E che ci fa lì?
31 gennaio 2006 - Alessandro Marescotti

I colori dell'Inter per attirare e catturare la mosca tse tse!

Quasi non ci credevamo. Immaginatevi la situazione. Un incontro sull'Africa. A scuola, nell'Istituto Righi di Taranto. La dottoressa Chiara Castellani era venuta dal Congo. Ci parlava della povertà e delle malattie africane. Stava spiegando agli studenti la malattia del sonno: "Una delle peggiori che minaccia gli africani". La dottoressa ci aveva detto che è causata dalla mosca tse-tse. Aveva descritto che si muore proprio male con la malattia del sonno. Una cosa orribile: devasta il cervello e si diventa pazzi.

Una particolare trappola con i colori nero e azzurro Eravamo rimasti scandalizzati nell'apprendere che le multinazionali del farmaco hanno smesso di produrre in quantità sufficiente una medicina efficace: si fanno pochi profitti con le malattie del poveri. Avevamo ascoltato allibiti che per curare la malattia si dovevano usare farmaci a base di arsenico che non poche volte uccidono chi viene curato, trasformando il trattamento in una roulette russa.

Trappola neroazzura, un altro modello

Nell'aula musi lunghi. Tra il depresso e l'indignato. Ad un certo punto le nostre facce sono cambiate. Compare una bandiera dell'Inter. E' una diapositiva. La bandiera dell'Inter nella foresta del Congo? E che ci fa lì? "Vedete quella bandiera? Serve ad attirare la mosca tse-tse", ci spiega la dottoressa Chiara Castellani. Prima un risolino di incredulità. Poi un sorriso più convinto. Alla fine quasi una risata liberatoria. Apprendiamo per la prima volta come si può combattere la mosca tse-tse e la malattia del sonno: trappole nero-azzurre. E' irresistibilmente attratta da quei colori. Basta mettere un'adeguata reticella sopra e il gioco è fatto. Le mosche tse-tse entrano nelle maglie della rete, si appoggiano ai colori e poi non riescono più ad uscirne, se la trappola è ben fatta.

Incredulità, ironia, scetticismo. Poi la domanda: sono abbastanza diffuse queste trappole nero-azzurre? "Purtroppo no. La stoffa in Congo scarseggia. E dire che funzionano bene, sono più efficaci degli insetticidi", ritorna alla carica la dottoressa. Il mio racconto finisce qui. Che fare?

Lanciamo l'informazione su Internet e vediamo cosa salta fuori. Chi vuole farsi promotore dell'iniziativa ce lo segnali all'email volontari@peacelink.it o al cellulare 347.1463719. E' assurdo che lì in Africa arrivino tante armi e schifezze assortite ma non le bandiere dell'Inter.

Note: Sul numero attualmente in edicola del settimanale Vita trovate a pagina 11 questa campagna.

Per costribuire alla campagna: conto corrente postale 13403746 intestato a PeaceLink, casella postale 2009, 74100 Taranto (causale "neroazzurro per l'Africa"). Mandare in aereo drappi neroazzurri è antieconomico ed è per ora più conveniente acquistare la stoffa in Africa.

Sito web: http://www.kimbau.org/
E-mail: volontari@peacelink.it
Cellulare: 347.1463719
Fax e segreteria telefonica: 1782273886.


Per saperne di più:
http://www.who.int/tdr/publications/publications/tsetse_traps.htm
http://www.fao.org/DOCREP/004/T0599E/T0599E09.htm
http://www.itdg.org/?id=tsetse_christmas
http://www.truehealth.org/agnew10.html
http://www.nri.org/tsetse/FAQ/blueblac.html
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