Kimbau

RSS logo

Aiuta PeaceLink

Sostieni la telematica per la pace:

  • Donazione online con PayPal
  • C.C.P. 13403746 intestato ad Associazione PeaceLink, C.P. 2009, 74100 Taranto
  • Conto Corrente Bancario c/o Banca Popolare Etica, intestato ad Associazione PeaceLink - IBAN: IT65 A050 1804 0000 0001 1154 580
Motore di ricerca in

PeaceLink News

...

Articoli correlati

  • Una donazione a PeaceLink è un investimento in buone azioni
    Lettera agli amici e ai sostenitori

    Una donazione a PeaceLink è un investimento in buone azioni

    Il 2016 è stato un anno particolare: PeaceLink ha compiuto 25 anni. Siamo partiti infatti nel settembre del 1991. Nel 2017 vogliamo fare educazione alla cittadinanza attiva puntando a produrre specifici materiali formativi che possano favorire l'intervento consapevole in ogni settore della società e su ogni tematica, dalla pace, all'ecologia, alla solidarietà, alla difesa dei diritti dei cittadini. Vogliamo scrivere i capitoli di un "e-book" per promuovere e formare le competenze del cittadino attivo
    Associazione PeaceLink
  • Hai una carta di credito? Hai una carta Postepay? Fai una donazione per PeaceLink!
    Donazioni online

    Hai una carta di credito? Hai una carta Postepay? Fai una donazione per PeaceLink!

    Nessun comitato di affari ci finanzia, non abbiamo sponsor, non mettiamo pubblicità sul sito... ci rimani solo tu: aiutaci per il 2010. Con una donazione dal sito di PeaceLink. Bastano pochi click per sostenere PeaceLink. Regalaci un 2010 di autonomia, regalati una 2010 di libertà di critica.
    Associazione PeaceLink
  • Lottiamo insieme per un 2017 migliore
    Campagna raccolta fondi per PeaceLink

    Lottiamo insieme per un 2017 migliore

    Ricordate? Era il 2009 e chiedevamo un sostegno per il 2010. Avevamo delle scomesse per il futuro. Oggi possiamo dire di averle vinte e vi chiediamo di sostenerci ancora. Cambiare è possibile e quando non è possibile cambiare è doveroso resistere.
    18 dicembre 2016 - Associazione PeaceLink
  • Diritto alla salute e cittadinanza globale

    Chiara Castellani

    L'Agenda Onu 2030 riporta fra gli obiettivi il diritto alla salute e la lotta alle diseguaglienze, alla povertà, alla fame. Tutte cose per le quali Chiara Castellani ha dedicato la sua vita prima in America Latina e poi in Africa
    16 dicembre 2016 - Alessandro Marescotti
Sabato 30 Aprile ore 19.45

Chiara Castellani sarà a Lecce per l'"Otto Marzo Sempre"

AIFO Salento e la Famiglia Francescana incontrano CHIARA CASTELLANI - Chiesa S. Antonio a Fulgenzio
26 aprile 2011 - Amici di Chiara Castellani

Chiara e le donne congolesi

Nel libro autobiografico "Una Lampadina per Kimbau" emerge una Chiara Castellani non solo "pacifista alla Gino Strada" ma anche donna " orgogliosa della sua femminilità, una donna che ha scelto di far nascere e non può accettare al contrario di essere strumento di mutilazione".
Chiara dal Nicaragua alla Repubblica Democratica del Congo, sempre al servizio degli ultimi, ha dimostrato in più occasioni, nel suo lavoro, come medico e volontaria di essere sempre al fianco delle donne, nel momento gioioso della nascita come nel momento drammatico della morte; vicina alle donne, che spesso insieme ai bambini, si trovano costrette a pagare per prime il prezzo delle tante ingiustizie, dei conflitti, dei soprusi.
E anche quando scoppia la guerra Chiara Castellani è là al loro fianco: vicina alle donne che spesso sono vedove di guerra, o madri che hanno perso i loro figli nei violenti scontri che insanguinano questo teatro di guerra, oppresso dalla fame, dalle epidemie, dalla miseria; vicina alle donne stuprate dai ribelli, in Congo dove gli stupri sistematici sono una strategia bellica.

Quelle donne hanno saputo - nonostante tanto dolore, mancanze, sofferenze - non solo rialzarsi nuovamente in piedi ma hanno lanciato forte il loro grido: il messaggio di cambiamento. "Appena è calata la tensione e la paura, si sono rimesse subito a fabbricare sapone e hanno battezzato questa loro iniziativa Telema che in kikongo significa "Alzati in piedi!"." Insieme a Chiara poi sono riuscite "ad installare un piccolo polo di sviluppo, basato sulla solidarietà che lega le donne nelle zone rurali e sulla loro grande capacità di lavorare".
A Kinshasa, Chiara ha anche incontrato le "splendide e coraggiose animatrici del Movimento Donne per la giustizia e la pace" che durante i crudeli scontri tra i soldati di Mobutu e quelli di kabila, hanno rivolto un drammatico appello alle autorità del paese per porre fine alla guerra.
Hanno scritto: "Il nostro cuore di madri e di mogli è profondamente ferito. Le lacrime non scorrono più sul nostro viso. Perchè tante violenze? Perchè tanto spreco di vite umane? noi gridiamo il nostro strazio di fronte al mondo intero. Fermatevi basta uccidere!Lasciate scorrere la vita che nasce dentro di noi. Noi e i nostri figli abbiamo diritto alla vita, alla pace, alla felicità. La guerra, l'odio, le stragi hanno destabilizzato completamente il nostro paese. Noi donne e i nostri bambini, traumatizzate, prive di equilibrio, andiamo errando un pò ovunque sulla nostra terra per colpa dei regimi dittatoriali che si sono radicati nei nostri paesi d'Africa". Il Movimento Donne per la giustizia e la pace ha rivolto poi un appello ai governanti europei nordamericani perchè cessino di fabbricare le armi che uccidono la loro gente, distruggono i loro villaggi e le loro famiglie. Ed infine si sono rivolte queste donne coraggiose "alle donne del Nord del mondo per ricordare loro il legame di speranza che le accomuna in barba, a tutte le differenze, la femminilità".

Chiara scrive ancora nel suo libro che le donne in Congo devono "combattere quotidianamente con gli ostacoli che una gestione interamente maschile dell'economia monetaria impone alla fantasia creatice che le donne manifestano". E si è scontrata Chiara con questa "cultura maschile" anche quando ha scelto per la gestione dell'ospedale a Kimbau che fosse diretto essenzialmente da donne, e che fossero presenti soprattutto nei posti chiave.
Ed è a Zimba Nzala una ragazza di Kimbau che è dedicata la giornata del 30 aprile a Lecce: presso la Chiesa S. Antonio a Fulgenzio dove si raccoglieranno i fondi necessari per coprire le spese di studio e dare anche Zimba l'opportunità di frequentare il Corso di Infermiere professionale.

Perchè c'è ancora speranza di "una struttura diversa da quella del potere androcentrico che ha condotto la repubblica Democratica del Congo al disastro" - Perchè "se l'Africa ce la farà a uscire dall'abisso nel quale sta sprofondando lo dovrà alle sue donne, le sole testimoni del mistero della vita, annunciatrici della vittoria della vita sulla morte"- Ecco perchè l"Otto Marzo Sempre".

PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.5.8 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)