Alla COP30 Lula contro il riarmo e per la pace
Con queste parole, il presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva ha inaugurato a Belém, nel cuore dell’Amazzonia, la COP30, la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima.
Il tono è stato deciso, persino combattivo: Lula ha indicato come priorità globale la lotta alla disinformazione, individuando nelle campagne d’odio online e nelle notizie false un potente strumento di sabotaggio del consenso sociale necessario per affrontare la crisi climatica.
La guerra come nemica del clima
Il suo discorso ha toccato anche il terreno geopolitico. “Se quanti fanno la guerra fossero qui a questa Cop, si renderebbero conto che è molto più economico investire 1,3 trilioni di dollari per porre fine al problema climatico piuttosto che spendere 2,7 trilioni di dollari per fare la guerra, come hanno fatto l’anno scorso”, ha dichiarato Lula. (1)
Un richiamo forte, che denuncia la miopia di un sistema globale che continua a riversare risorse nella corsa agli armamenti invece di investirle nella transizione ecologica e nella giustizia climatica.
La COP30 nasce in un contesto di tensioni mondiali, ma anche di disastri climatici sempre più estremi. Infatti, mentre a Belem si aprivano i lavori, le Filippine venivano travolte dal super tifone Fung-wong, con onde di tempesta oltre i tre metri e più di un milione di persone evacuate. Solo pochi giorni prima, il tifone Kalmaegi aveva colpito in Vietnam oltre 2,4 milioni di persone che vivono in circa 5.000 comunità
L’urgenza di un nuovo patto climatico
Da Belém arriva un messaggio chiaro: non c’è più tempo. Le emissioni globali continuano a crescere, nonostante trent’anni di conferenze e dichiarazioni solenni. La COP30 si svolge nel simbolo vivente della biodiversità planetaria, l’Amazzonia, dove deforestazione, estrattivismo e crisi climatica si intrecciano drammaticamente.
Per la società civile mondiale, questa Cop rappresenta un momento decisivo di mobilitazione. È il tempo di unire scienza, educazione, media indipendenti e movimenti per contrastare la disinformazione e riportare al centro il bene comune.
Come ha ricordato Lula, la lotta al cambiamento climatico non è solo ambientale: è anche una lotta culturale e democratica per la verità e la pace.
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