Negli stadi del paese club e tifoserie organizzate hanno reso omaggio ai desaparecidos

Argentina: dalle madres un calcio alla dittatura

Non si tratta della prima manifestazione di questo tipo per ricordare i cinquanta anni dal golpe del 24 marzo 1976. Spesso le hinchadas sono scese in piazza a fianco di lavoratori e pensionati e contro i carnefici del regime troppo spesso protetti dalle istituzioni
1 maggio 2026
David Lifodi

Argentina: dalle madres un calcio alla dittatura

È il 30 aprile 1977 quando un gruppo di quattordici donne si presenta per la prima volta in Plaza de Mayo, a Buenos Aires, di fronte alla Casa Rosada. Sono loro a protestare contro la dittatura militare di di Jorge Videla, impadronitasi brutalmente dell’Argentina poco più di un anno prima, il 24 marzo 1976.

È da allora che inizia una storia fatta di coraggio, dignità e resistenza, quella delle Madres de Plaza de Mayo che, 49 anni anni fa, decisero che non sarebbero più rimaste in silenzio. L’ideatrice della prima manifestazione fu Azucena Villaflor, alla quale avevano sequestrato il figlio, Néstor de Vicenti, e la sua compagna, Raquel Mangini, desaparecidos dal 30 settembre 1976. L’Asociación Madres de Plaza de Mayo si costituirà ufficialmente nel 1979, e l’anno successivo, verrà deciso che il giorno per sfilare in una delle piazze simbolo di Buenos Aires sarebbe stato il giovedì. Nel frattempo, tre delle sue fondatrici erano già state inghiottite nei campi di detenzione clandestini costruiti dal regime militare: si trattava della stessa Azucena Villaflor, di Esther de Balestrino e Mary Ponce de Bianco, arrestate da un Grupo de Tarea.

La ribellione delle Madres de Plaza de Mayo è conosciuta in tutto il mondo, ma sono meno noti il legame e il rispetto creatosi con un ambiente solo apparentemente lontano quale è quello calcistico. Quest’anno, in occasione dei cinquanta anni dal golpe del 24 marzo 1976, aldilà della commemorazione istituzionale dell’Afa (Asociación del Fútbol Argentino), studenti di La Plata, San Lorenzo, Banfield, Newell’s Old Boys e Platense hanno realizzato dei video dedicati alle storie di tifosi desaparecidos, mentre River Plate, Boca Juniors e Independiente hanno esposto, sulle maglie, i pañuelos bianchi simbolo delle Madres e delle Abuelas de Plaza de Mayo. Il calcio, in questo caso, ha rappresentato uno spazio di resistenza e costruzione di quella memoria collettiva che l’attuale presidente argentino, Javier Milei, cerca ogni giorno di minare.

Tutto ciò non deve sorprendere più di tanto poiché fu proprio la Coppa del Mondo del 1978, disputatasi in Argentina e vinta dall’Albiceleste mentre i repressori approfittavano delle partite per tenere alto il volume delle radio, torturare con maggior ferocia i prigionieri politici ed evitare che le loro urla venissero udite, ad essere strumentalizzata dal regime a fini propagandistici. Fu in questo contesto che vennero attaccati i club che non si piegavano ai diktat imposti dalla dittatura. La sede del San Lorenzo, al pari di quella di altre società, fu espropriata, oltre trenta i calciatori uccisi dai militari e un tifoso, Rodrigo Nova, assassinato dai Grupos de Tarea creati dai golpisti perché, nel 1976, all’interno dello stadio dell’Estudiantes di La Plata, aveva esposto una bandiera della guerriglia montonera.

A ricordare come il mondo del calcio, o almeno una parte di esso, allora, avesse cercato di non omologarsi al regime, figure storiche come Juan Sebastián Verón, adesso presidente proprio dell’Estudiantes di La Plata con un lungo passato nel nostro campionato, Germán Pezzella (River Plate), Angel Di María e Juan Cruz Komar (Rosario Central), che hanno denunciato l’aperto negazionismo di Javier Milei in merito ai crimini dei militari.

Nunca más è il grido risuonato sia negli stadi della Primera División sia delle serie minori, ma non è la prima volta che c’è stata una mobilitazione sulle gradinate. Già nel 2017, all’epoca della presidenza macrista, le tifoserie organizzate avevano promosso una campagna di sensibilizzazione per protestare contro l’eventuale approvazione di una legge che avrebbe potuto salvare i torturatori dalle condanne per delitti di lesa umanità e ancora, solo pochi mesi fa, sono state le hinchadas a scendere in piazza a fianco dei pensionati e dei lavoratori licenziati da Milei sfidando la repressione poliziesca ordinata da un governo dove l’estrema destra del partito La Libertad Avanza è in maggioranza.

Il mese scorso, lo stadio Florencio Sola, del Banfield, è stato teatro del toccante omaggio del club ai tifosi uccisi dalla dittatura militare e ricordati, nome per nome, dallo speaker dell’impianto sportivo prima della partita di campionato. Altamente simbolico anche il messaggio dell’Argentinos Juniors, che, sui propri canali social, ha pubblicato i nomi dei suoi tifosi desaparecidos al posto di quelli dei calciatori in procinto di scendere in campo per la prossima partita accompagnando questa inedita formazione con il messaggio “Argentinos tiene memoria. Por eso, a 50 años del último Golpe de Estado, reitera su pedido de justicia. Nuestros socios y los 30.000 desaparecidos, presentes”. Non meno significativa, tra le tante commemorazioni avvenute sui campi di calcio, la storia del portiere dell’Almagro, Emiliano González, che ha indossato una casacca con il nome di Claudio Tamburrini, estremo difensore che il 24 marzo 1978 riuscì ad evadere da un centro di detenzione clandestino dove era stato fatto prigioniero nel novembre 1977.

Il rispetto delle tifoserie organizzate, nonché dei club, verso le Madres de Plaza de Mayo è sempre stato profondo e raggiunse il culmine 30 anni dopo la discussa vittoria dell’Albiceleste nei mondiali del 1978. Julio Ricardo Villa, Leopoldo Jacinto Luque e René Osvaldo Houseman furono tra i primi calciatori ad incontrare le Madres, a testimonianza di un calcio argentino non omologato e a difesa della memoria nonostante i molteplici tentativi di stravolgerlo, a partire dall’acquisizione del Boca Juniors da parte di Macri, alla presidenza del club dal 1995 al 2012 sfruttata dall’ex presidente argentino per il suo ingresso in politica.

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