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    La Pax Americana si perfeziona

    I nuovi piani di Rumsfeld
    La notizia del memorandum top secret nel quale illustra la sua proposta, è passato quasi inosservato dai grandi mezzi di comunicazione.

    27 marzo 2005 - Juan Gelman
    Fonte: Pagina 12 - Argentina

    Pax Americana
    Il segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan, cerca di ampliare il suo Consiglio di Sicurezza incorporando altri paesi con l'obiettivo di trasformare l'organizzazione in un asse decisionale ed equilibratore delle azioni destinate alla salvaguardia della sicurezza nel mondo.
    Ma il capo del Pentagono, Donald Rumsfeld, sostiene altre idee su questo tema: vuole, dicendo che sono per la stessa ragione, dirigere la strategia di difesa degli U.S.A. verso il dominio militare nordamericano del pianeta.

    La notizia del memorandum top secret nel quale illustra la sua proposta, è passato quasi inosservato dai grandi mezzi di comunicazione.
    No per il Wall Street Journa (WSJ, 11.03.05). I loro giornalisti hanno avuto accesso ad un riassunto del documento e hanno intervistato diversi funzionari che parteciparono alla sua elaborazione..
    I nuovi piani di Rumsfeld non sono da poco: superano enormemente la dottrina della guerra preventiva che i neoconservatori del Progetto per il Nuovo Secolo Statunitense idearono nel 2000. Includono, per esempio, la realizzazione di operazioni militari nei paesi che non sono ostili a Washington, ma che sono considerati strategici per i suoi interessi.

    "Il fulcro del documento - comunica il WSJ - si fonda nella convinzione che gli U.S.A. sono impegnati in una lotta mondiale permanente che si estende molto al di là delle zone di guerra circoscritte come l'Irak e l'Afganistan. Implica una visione delle forze armate moto più attive e si basa nel (nella sua missione di) cambiare il mondo - invece di limitarle a rispondere di fronte ai conflitti come un attacco norcoreano a Corea del Sud - ed in riuscire ad avere più peso nei paesi con i quali gli USA non sono in guerra". Tra gli obiettivi fissati dal documento c'è la collaborazione con "gli Stati deboli nello sconfiggere il terrorismo interno" e l'obbligo di influenzare le "posizioni di paesi come la Cina e la Russia quando si presentino momenti di decisione strategici".

    Questo richiederà "maggiori cambiamenti nei sistemi di armamenti che acquista il Pentagono e cambiamenti ancora più profondi nell'addestramento e nello spiegamento delle truppe degli USA in tutto il mondo", hanno chiarito i funzionari della difesa al WSJ.
    Cioè, si recluteranno più mercenari, berretti verdi, marines ed altri corpi speciali per intervenire negli affari interni di qualsiasi paese. Con il pretesto, ovviamente, della "guerra antiterrorista" ed il contenimento degli "Stati Canaglia", quelli che costituiscono "L'Asse del Male" e altri che potrebbero costituirlo più avanti. L'Asse è molto elastico.

    Tale ingerenza non si limiterà al Medio Oriente. Le operazioni militari di carattere poliziesco sarebbero sotto le bandiere della pacificazione e/o del addestramento: "Il nuovo programma prevede un coinvolgimento statunitense più attivo, simile a quello delle recenti missioni militari nel Niger e Ciad, ai quali gli USA stanno inviando truppe di fanteria per istruire le forze armate locali nelle tattiche di base contro l'insurrezione.

    Ciò nonostante, le missioni di addestramento future probabilmente si porteranno avanti "in maniera più ampia", come disse un funzionario del Pentagono. Inoltre: "Questa strategia si basa nella premessa che gli USA devono mantenere la leadership in materia di tecnologia critica (di guerra), di modo che le potenze in crescita arrivino alla conclusione che è troppo costoso per loro correre contro "el perro màs grande" (sic)". Dovranno ammettere che non vale la pena sacrificare il proprio sviluppo economico, disse (al WSJ) un consulente del Dipartimento della Difesa assunto per la stesura della bozza di alcune parti del documento.
    In particolare la Cina deve essere dissuasa nello "sfidare il predominio militare degli USA: ... di cercare di competere con loro".

    La guerra fredda è rimasta indietro?
    Ma ci sono dei potenziali rivali di nuovo conio per Washington. Vivono in Europa.

    In base alla Costituzione dell'Unione Europea, i propri membri dovranno adottare posizioni comuni in relazione alla politica estera, questo comprende la creazione di una Forza Europea di Difesa che sarà una sfida per la supremazia militare nordamericana. Il progetto europeo, portato avanti sopratutto dalla Francia e dalla Germania, include la destinazione d'ingenti risorse finanziarie per le spese militari. Europa non cerca, con il suo eventuale riarmamento, uno scontro con gli USA, piuttosto cerca di proteggere il proprio complesso militare-industriale e condividere le spoglie d'ogni guerra che la Casa Bianca si degne di dichiarare in qualsiasi regione del mondo.

    In altre parole, partendo da una posizione di forza, l'Unione Europea pretende conservare il suo ruolo di socio nelle avventure militari che il Pentagono prepara.
    Il limite del 3 per cento per il deficit finanziario in vigore nell'Unione Europea, costringerà i propri membri a tagliare ancora di più i programmi sociali, per sostenere i costi del riarmo ed accelerare le esequie dello "Stato benefattore" che la socialdemocrazia del continente ha saputo costruire.

    I paesi ricchi di Occidente aumenteranno la produzione delle armi di distruzione di massa e i paesi poveri del Terzo Mondo continueranno ad essere confinati nella manifattura dei beni di consumo a basso costo. E non è un'ironia minore che la Cina, quel nemico potenziale di George W. Bush e Donald Rumsfeld, abbia aumentato nel 2004 le sue esportazioni tessili negli USA per un 80,2 per cento maggiore in relazione all'anno precedente. Sono prodotti economici, che danneggiano il settore manifatturiero statunitense, incrementano la disoccupazione, ma facilitano i "falchi-galline" ad investire di più in guerre e armamenti.

    Note:

    Tradotto da Alejandra Bariviera per www.peacelink.it

    Il testo e' liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando la
    fonte, l'autore e il traduttore

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