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    REUTERS: Mediawatch, un osservatorio online sulle "menzogne di guerra"

    20 marzo 2003 - Roberto Bonzio
    Fonte: Reuters

    Fonte: http://www.reuters.com/locales/newsArticle.jsp?type=internetNews&locale=it_IT&storyID=2414358

    MILANO (Reuters) - "Tarek Aziz ferito o ucciso mentre tenta la fuga dall'Iraq": la "bufala" alla vigilia della guerra, notizia diffusa ieri da una radio israeliana, e rilanciata automaticamente da agenzie di stampa e televisioni italiane (con tanto di edizioni straordinarie e commenti), prima che si rivelasse del tutto infondata, ha inaugurato l'osservatorio dedicato alle informazioni di guerra distorte da PeaceLink, uno dei principali siti pacifisti italiani.

    Con "Mediawatch, Osservatorio sulle menzogne di guerra" (http://italy2.peacelink.org/mediawatch/), i cyberpacifisti puntano a mobilitare opinione pubblica, associazioni ed esperti dei media contro la disinformazione.

    "Ci rivolgiamo ai cittadini che davanti al teleschermo o leggendo il giornale lottano contro la rabbia e il senso di impotenza che nascono da affermazioni palesemente false o faziose, a giornalisti e operatori dei media che vorrebbero esprimere il loro disagio per tutte le manipolazioni, gli imbrogli, le scorrettezze e le violazioni deontologiche a cui assistono senza poter reagire", dicono i curatori del sito.

    PeaceLink e' convinta di aver di fronte oggi "un'opinione pubblica non piu' impreparata". Di qui, l'invito a tutti, attraverso una scheda online, a "segnalare tutte le informazioni false, faziose, parziali o inesatte che riguardano le azioni di guerra presenti e passate".

    Arma nonviolenta, per difendersi dalle informazioni manipolate, dice PeaceLink, l'articolo 8 della legge sulla stampa, la 47 del 1948, "che da' a qualunque cittadino il diritto di ottenere una rettifica sulla pubblicazione di notizie false che lo riguardano. Questi venti di guerra riguardano ognuno di noi, e pertanto richiederemo alle testate giornalistiche e televisive di rettificare tutte le informazioni false o manipolate".

    "In guerra la prima vittima e' sempre l'informazione", dice a Reuters Carlo Gubitosa, giornalista di Redattore Sociale e segretario di PeaceLink, ricordando il lavoro svolto durante la guerra nell'ex Yugoslavia, quando il sito pacifista raccoglieva direttamente dalla Serbia per telefono "notizie sui bombardamenti del tutto diverse da quelle che si leggevano il giorno dopo sui giornali". "In guerra si gioca con le vite umane, con piu' facilita' ancora con parole, verita' e mezze verita' - dice ancora il giornalista - "Con le nuove tecnologie, noi cerchiamo di raggiungere un controllo dal basso sull'informazione. Non in contrasto ma come supporto, correttivo e stimolo al mondo dell'informazione commerciale, a favore di una maggiore accuratezza e correttezza, per migliorarne la qualita' del prodotto".

    All'alba di oggi gli Usa hanno sferrato l'attacco contro l'Iraq bombardando la capitale Baghdad. In risposta gli iracheni hanno lanciato missili Scud sul Kuwait.

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