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    Epolis, Fnsi contro Grauso: «Non rispetta gli accordi»

    Vietata un'assemblea dei redattori, l'editore tenta di non riassumere i dipendenti in cassa integrazione
    24 agosto 2007 - Costantino Cossu
    Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

    Un'assemblea che avrebbe dovuto tenersi in redazione e che invece s'è fatta nella sede dell'Associazione della stampa sarda. La vertenza Epolis prosegue in un clima di tensione. Meroledì a Cagliari i redattori del quotidiano free press di Nicola Grauso hanno provato a riunirsi nella sede di viale Trieste, ma il direttore del giornale, Antonio Cipriani, ha negato la disponibilità dei locali dicendo - spiegano i membri del cdr - che sono in corso lavori di ristrutturazione. A preoccupare ulteriormente giornalisti è il fatto che l'azienda in questi giorni sta chiedendo a ciascuno di loro di sottoscrivere, per accettazione, la disponibilità alla ripresa del lavoro e alla sospensione della cassa integrazione a partire dal primo settembre prossimo, ipotizzando una ripresa delle pubblicazioni per il 5 settembre.
    Nei giorni scorsi s'è aperto uno spiraglio per un ritorno di Epolis, che ha cessato le pubblicazioni il 23 luglio scorso per problemi finanziari determinati dall'insolvenza della proprietà verso lo stampatore del giornale. Il 18 agosto Grauso ha annunciato al comitato di redazione il nome di un probabile acquirente: l'imprenditore informatico Alberto Rigotti, che ha confermato ufficialmente il suo interessamento in un'intervista a Panorama in edicola oggi.
    Il gruppo Epolis, il primo in Italia a sperimentare la formula mista edicola-free press, conta quindici testate, per le quali lavorano 137 giornalisti e circa 200 collaboratori. Il 2 agosto a Roma, al ministero del lavoro, è stato siglato un accordo per l'attivazione della cassa integrazione speciale tra Grauso e la Federazione nazionale della stampa. La Fnsi ha imposto condizioni molto precise a garanzia dei giornalisti. La cassa integrazione, infatti, è finalizzata - secondo il testo sottoscritto dalle due parti - alla ripresa delle pubblicazioni attraverso un piano di recupero dei giornalisti dipendenti a tempo indeterminato non appena matureranno le condizioni finanziarie e societarie per il riavvio. Ma siccome dei 137 redattori solo 63 sono stati assunti dal gruppo Grauso a tempo indeterminato, è stato concordato anche che, in caso di ripresa delle pubblicazioni, esaurito il riassorbimento dei giornalisti in cassa integrazione titolari di contratti a tempo indeterminato, dovranno essere richiamati in servizio prioritariamente quanti avevano contratti a termine. Entro ottobre sarà fatta la prima verifica, ma si procederà anche prima se - come Grauso ipotizza - una riapertura sarà possibile già a settembre.
    Secondo l'Associazione della stampa sarda, le richieste avanzate da Grauso in questi giorni ai suoi redattori sono un tentativo di svuotare l'accordo siglato a Roma. «Mancano notizie certe - si legge in una nota diffusa ieri dal sindacato - sul numero dei redattori e dei corrispondenti che saranno richiamati dalla cassa integrazione; sulla sorte degli oltre 200 collaboratori che da mesi non percepiscono alcun compenso, sulla corresponsione degli stipendi arretrati ai redattori e sul pagamento degli oneri sociali». «In ogni caso - precisa la nota dell'Associazione della stampa sarda - le modalità di reintegro e il nuovo piano editoriale dovranno essere preventivamente discussi, così come prevede l'accordo siglato al ministero».
    E poi c'è il problema della linea editoriale di Epolis. Vicino ad ambienti politici e finanziari di centrodestra, Rigotti nell'intervista a Panorama dice che al momento non ci saranno cambiamenti di orientamento politico. Ma poi avverte: «Un'idea non rimane valida in eterno».

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