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    editoriale

    Le gemelle e il Dna del vino

    30 agosto 2007 - Franco Carlini
    Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

    Sentita in un Tg della Rai: «esaminato il Dna del vino». Come dovrebbe essere noto a qualsivoglia praticante di giornalismo, e senza bisogno di essere scienziati, il Dna del vino non esiste, semmai c'è il genoma delle piante. Nel caso in questione la ricerca, assai seria, pubblicata sulla rivista Nature (26 agosto, online) ha portato alla mappatura di un vitigno (un Pinot nero), fornendo utili indicazioni sulle sue origini nel tempo. Vi hanno lavorato in ottima collaborazione ben 16 laboratori francesi e italiani. Nella versione mass mediatica, questo porterebbe a progettare in laboratorio le piante di vite migliori, per il migliore vino possibile. Peccato che il vino sia un prodotto altamente artificiale, dove quello che sta a monte (il vitigno) è solo uno dei fattori, mentre tutto il resto dipende dal terreno, dal clima, e poi dalla vinificazione. Ma è noto da tempo, e ogni giorno verificabile, che i Tg nazionali, quelli della Rai come gli altri, propongono alla sera, malamente, quanto i redattori pigri hanno letto sui giornali del mattino, i quali a loro volta, anche quando non lo dicono, si nutrono da altre fonti. Magari persino degli «odiati» blog. Nessuna meraviglia che un recente sondaggio (http://people-press. org/reports/display.php3?ReportID=348) segnali una crescente disaffezione e una stima calante dei lettori (americani in questo caso) verso i media, specialmente televisioni e quotidiani. La percentuale generale dei delusi e diffidenti è del 25%, ma sale al 38 tra quelli che più usano la rete. C'è un generale deterioramento della qualità dell'informazione di cui la storia delle gemelle di Garlasco è solo l'ultimo esempio, che un povero procuratore capo di Vigevano cerca invano di tamponare. Basti citare il titolo di apertura letto in una pagina interna di domenica 26 agosto, su di un grande quotidiano nazionale: «I genitori di Chiara vanno a casa delle cugine». Bello grande, a tutta pagina, una notizia che non è tale, dilatata, gonfiata, infine titolata. Di fronte a un'informazione così, nessuna meraviglia che per molti la rete, pur così caotica, pur così inaffidabile, stia diventando il luogo principale cui fare ricorso per le notizie.

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