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Il pacchetto sicurezza

In Italia si muore, si muore di lavoro. Per fortuna è in arrivo il tanto auspicato pacchetto sicurezza
Giacomo Alessandroni8 dicembre 2007 - Giacomo Alessandroni

L'on. Ministro Giuliano Amato, alias dottor Sottile, già Presidente del Consiglio dei Ministri nei governi Amato I (1992-1993) ed Amato II (2000-2001), attualmente Ministro dell'Interno nel Governo Prodi II ed esponente del Partito Democratico [dunque non un novellino, ma uno che sa cos'è la politica] in questi giorni sta lavorando intensamente al cosiddetto "pacchetto sicurezza". Cerchiamo di capire di che si tratta.


Viene ampliato il potere di ordinanza dei primi cittadini sui temi della incolumità pubblica, con il coordinamento dei Prefetti ai quali «queste ordinanze devono essere tempestivamente comunicate - ha spiegato Amato - i sindaci rimangono tali e non assumono la denominazione di sceriffi».

Il ministro ha poi sottolineato come oggi siano state approvate anche norme che prevedono una serie di interventi per ridurre i rischi di chi ha a che fare con i contanti. «Chi utilizza il denaro contante - ha spiegato - diventa un bersaglio umano. E noi dobbiamo proteggerlo». Un emendamento alla Finanziaria prevederà di «incentivare il ricorso al pagamento elettronico nelle tabaccherie anche per le piccole spese. Con l'Abi e le banche abbiamo studiato incentivi per giungere a far sì che si usi il più possibile il pagamento elettronico». Provvedimenti «importanti anche ai fini della lotta al riciclaggio».

Pene severe per gli automobilisti che uccidono in stato di ebbrezza. «Per chi uccide in automobile qualcuno essendo in stato di ubriachezza - ha affermato - noi troviamo una forzatura che questo diventi un omicidio volontario. Non si può rinunciare in nome dell'allarme sociale al dolo come tratto caratterizzante dell'omicidio volontario». Ma, ha sottolineato, «l'omicidio colposo per chi guida in stato di ubriachezza può essere, grazie alle nuove norme, sanzionato con una pena aggravata e con le aggravanti che non possono essere bilanciate da attenuanti».

L’articolato insieme di norme che costituisce il 'Pacchetto sicurezza' trova collocazione in quattro distinti disegni di legge, più un Ddl sul falso in bilancio:

- disposizioni in materia di sicurezza urbana;
- adesione al trattato di Prüm e istituzione della Banca dati nazionale del Dna e del Laboratorio centrale;
- misure di contrasto alla criminalità organizzata. Delega al Governo per l’emanazione di un testo unico delle disposizioni in materia di misure di prevenzione. Disposizioni in materia di ordinamento giudiziario e patrocinio a spese dello Stato;
- disposizioni in tema di reati di grave allarme sociale e di certezza della pena.

Al pacchetto si accompagna il Ddl presentato dal ministero della Giustizia che reintroduce il reato di falso in bilancio.

[Giuliano Amato, 30.10.2007, Fonte: Ministero dell'Interno]

Io, imprenditore, muoio di lavoro. Mi piace usare i vecchi, cari, modi di dire del cazzo.

Ora: qual è la più grande priorità in termini di sicurezza nello stato italiano? A scorrere queste righe viene spontaneo rispondere "la criminalità", ma se si scomodano l'Istat e l'Inail si scopre come le morti bianche, le persone morte sul lavoro, siano davvero tante.

Fulvio Aurora, redattore di Medicina Democratica [movimento di lotta per la salute], scrive "Cinque morti sul lavoro in un giorno sono davvero tanti. Eppure sono dentro la statistica! Forse molti ignorano che la statistica che parla di una media di quattro morti al giorni per infortunio sul lavoro è comunque sottostimata. Mancano quei lavoratori, non solo immigrati, che non sono registrati come tali, mancano quegli altri lavoratori che sono rimasti vittime di incidenti stradali perché stanti e affaticati dalla guida o dal lavoro precedente. E muoiono anche altri lavoratori, vittime di esposizione ad agenti cancerogeni e tossici che quasi mai o a grande fatica riescono a dimostrare che la causa della loro morte è il lavoro. Ogni giorno, anche nel 2000, si compie una strage di qualche decina di persone per il lavoro tanto più grave quanto più culturalmente accettata."

Sono tanti, troppi e sempre di più i morti su un lavoro che ricerca solo la massimizzazione del suo profitto. Così non è possibile proseguire, soprattutto se penso che si tratta di ragazzi poco più che ventenni, contenti che il loro posto di lavoro era stato confermato.

A questo ho letto la guida al pacchetto sicurezza del Ministero dell'Interno. Per mia fortuna è un documento elettronico e le ricerche possono esser fatte con estrema semplicità. Digitando la parola "lavoro" questa compare solo due volte.

La prima a pagina 12, dove si dice "Già oggi le norme prevedono l’effettuazione di accertamenti sull’uso di stupefacenti su quelle categorie di lavoratori che possono mettere a rischio l’incolumità dei cittadini. Per una lacuna legislativa ci si limita, però, al lavoro dipendente. È apparso utile, dunque, estendere questa pratica anche ai lavoratori autonomi."

La seconda a pagina 14, che recita quanto segue: "Omicidio e lesioni colpose. Oltre ad innalzare il massimo della pena oggi fissata per tutti i fatti commessi con violazione delle norme sulla circolazione stradale e sugli infortuni nel lavoro, l’intervento introduce: un forte inasprimento delle pene qualora il fatto sia stato commesso da persona in rilevante stato di ebbrezza (oltre 1,5 g per litro) o in stato di alterazione da sostanze stupefacenti o psicotrope; l’inasprimento viene inoltre sottratto alla possibilità di “bilanciamento” con le circostanze attenuanti (sicché, ad es., la diminuzione per le attenuanti generiche potrà essere calcolata, in caso di omicidio colposo, su una pena non inferiore ai tre anni di reclusione); con analogo rigore si interviene sulle conseguenze accessorie amministrative prevedendosi la revoca della patente di guida."

Insomma, il problema è la guida su strada. Ma quando divampano le fiamme in una grande industria e gli estintori sono inutilizzabili, come pure il telefono di emergenza io trovo un solo modo per descrivere questa situazione: omicidio volontario [c.p. art. 575, pena prevista: reclusione non inferiore a 21 anni]. Ma chi sono i responsabili? Infatti la responsabilità penale è personale [art 27, comma 1 della Costituzione della Repubblica italiana], ma qualche essere umano lo possiamo ipotizzare:

1. il responsabile della sicurezza dell'azienda;
2. l'ispettore del lavoro che - a giudicare dai risultati - non ha svolto un lavoro a regola d'arte.

Mi fermo qui. I processi non mi piace farli nemmeno ai fatti, ma si sta veramente superando la misura. Lascio la parola all'Inail:

Anno Infortuni Infortuni mortali
1996 1.011.265 1.344
1997 973.955 1.416
1998 989.509 1.449
1999 1.001.120 1.309
2000 1.011.113 1.383
2001 1.023.379 1.532
2002 992.655 1.478
2003 977.194 1.449
2004 966.729 1.328
2005 939.968 1.274
2006 927.998 1.302

Allegati

  • Guida al pacchetto sicurezza (477 Kb - Formato pdf)
    - Fonte: Ministero dell'Interno
    La guida al pacchetto sicurezza del Ministero dell'Interno, datata 30 ottobre 2007

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