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    Da "Il Manifesto" - 9 aprile 2003

    INFORMAZIONE: MORTI IN 11

    Con la morte di tre giornalisti uccisi ieri sale a 11 il triste conteggio delle persone decedute mentre erano impegnate a "raccontare la guerra". Tra giornalisti "arruolati", free-lance, della televisione e della carta stampata il bilancio e' pesante e mette in difficolta' gli angloamericani.

    22 MARZO
    Muoiono i primi due inviati. Si tratta di Terry Lloyd della tv britannica "Indipendent Television News", morto nel sud dell'Iraq probabilmente colpito dal "fuoco amico" tra forze angloamericane, e Paul Moran, il cameraman che lavorava per l'Abc australiana.

    30 MARZO
    Il cadavere di Gaby Rado, reporter della tv britannica Channel 4, viene ritrovato nel parcheggio di un albergo in Kurdistan. Si pensa sia caduto dal tetto, forse per cause accidentali.

    2 APRILE
    Kave Golestan resta ucciso da una mina anti-uomo a pochi chilometri da Kirkuk, nel nord dell'Iraq. Muore cosi' il fotografo iraniano, premio Pulitzer per la fotografia che lavorava anche come cameraman della Bbc.

    4 APRILE
    Perde la vita il primo giornalista "embedded", arruolato. Michael Kelly, nota firma del Washington Post ed ex direttore della rivista Atlantic Monthly muore in un incidente lungo la via di Baghdad insieme a un soldato americano della Terza divisione di fanteria.

    6 APRILE
    David Bloom, americano e conduttore dell'edizione del programma "Today" della Nbc, muore per un'embolia polmonare mentre e' al seguito della Terza divisione dell'esercito.

    7 APRILE
    In seguito ad un attacco delle forze irachene contro il centro di comunicazioni Usa a sud di Baghdad restano uccisi, insieme a due marines, lo spagnolo Julio Anguita Parrado e il tedesco Christian Liebig. Il primo corrispondente del quotidiano El Mundo, il secondo inviato del settimanale Focus.

    8 APRILE
    Tareq Ayoub, un giornalista giordano di Al Jazeera muore per il bombardamento dell'ufficio della televisione del Qatar adiacente al ministero dell'informazione. Quindi, poco dopo, un colpo di un carro armato Usa colpisce due piani dell'Hotel Palestine, sede della maggior parte dei giornalisti internazionali presenti a Baghdad. Nell'esplosione restano uccisi Taras Prosyuk, cameraman ucraino della Reuters e Jose' Couso, cameraman di Telecinco.

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