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    elezioni USA

    Fiducioso inno al 3 novembre

    Fiducia «Un po' di grinta e lo possiamo cacciare, Bush»
    22 settembre 2004 - Michael Moore (Trad. Marina Impallomeni)
    Fonte: Il Manifesto

    Cari amici, smettetela di torcervi le mani! Basta con le previsioni catastrofiche! Devo venire lì e calmarvi personalmente? Fatela finita con tutto il disfattismo. Bush è spacciato, se tutti quanti la finiamo di piagnucolare e di farci venire il mal di pancia, e smettiamo di tremare come un fascio di stupidi nervosi. Accidenti, è imbarazzante! I repubblicani stanno ridendo di noi. Li vedete mai piangere «Oh, è tardi! Siamo finiti! Bush non può vincere! Waaaaa!»? No, santo cielo. Per loro non sarà mai finita, finché l'ultimo voto non sarà stato scrutinato. Per loro non è mai tardi - continuano ad andare avanti come squali che non dormono mai, sempre a spingere, a tirare, a dare pugni, a intralciare, a mentire.

    Sono infaticabili, e questo è il motivo per cui segretamente li ammiriamo. Semplicemente, non si arrendono mai. Solo il 30% del paese si definisce «repubblicano», eppure i repubblicani lo possiedono tutto: la Casa Bianca, entrambe le camere del Congresso, la Corte Suprema e la maggioranza dei governatori. Come pensate che siano riusciti a farcela, considerando che sono una minoranza? È perché loro per colazione divorano voi, me e ogni altro liberal, e poi passano il resto della giornata a gettare il pianeta nel caos.

    Guardate noi, che mucchio di piagnoni. Bush fa un balzo in avanti dopo la sua convention, e sembra che i tedeschi abbiano invaso di nuovo la Polonia. I Bush stanno arrivando, i Bush stanno arrivando! Sì, hanno beccato Kerry addormentato sulla storia dei «Swift Boat» (l'associazione «Swift Boat Veterans for Truth» ha attaccato Kerry accusandolo di avere mentito sul suo passato in Vietnam, ndt). Improvvisamente sembra che «la fine è vicina! Il cielo sta per cadere giù!»

    No, il cielo non sta per cadere. Se sento ancora qualcuno dirmi quanto è fiacco Kerry come candidato, e che non può vincere... dannazione, naturale che è un candidato fiacco - lui è un democratico, per l'amor del cielo! Un partito così patetico, perde persino le elezioni che vince! Che cosa vi aspettavate, che in cima alla lista dei candidati ci fosse Bruce Springsteen? Bruce sarebbe un presidente da paura, ma quelli come lui non si candidano, e nemmeno voi o io. La gente come Kerry si candida.

    Sì, naturalmente chiunque di noi avrebbe fatto una campagna migliore, più brillante, da dominatore. Naturalmente noi li avremmo sbattuti a terra a uno a uno quei bastardi bugiardi dei «Swift Boat». Ma noi non siamo candidati alla presidenza - il candidato è Kerry. Perciò smettetela di protestare e lavoriamo con quello che abbiamo.

    Amici miei, è il momento di fare il punto sulla realtà.

    1. I sondaggi sono sbagliati. Sono sparsi su tutta la mappa come la diarrea. Venerdì corso, un sondaggio dava a Bush 13 punti di vantaggio - e un altro sondaggio li dava alla pari. Ci sono tre motivi per cui i sondaggi sono inaffidabili: punto primo, interpellano i «probabili elettori». «Probabili» significa quelli che hanno votato sempre nelle ultime elezioni. Perciò sono tagliati fuori i giovani che votano per la prima volta e una tonnellata di non votanti che decisamente voteranno in queste elezioni. Punto secondo, non interpellano le persone che usano il cellulare come telefono principale. Ancora una volta, questo significa che non parlano con i giovani. Infine, quasi tutti i sondaggi sono effettuati con troppi repubblicani, come il sondaggista John Zogby ha rivelato la scorsa settimana. Se credete a uno qualunque di questi sondaggi, vi stanno imbrogliando.

    2. Kerry ha chiamato l'A-team di Clinton invece di schivarlo (come fece Gore). Kerry ha deciso di non fare questo errore.

    3. Viaggiando in tutto il paese, come sto facendo, ve lo devo dire, c'è un sacco di dannato malcontento in giro. Molto di questo malcontento non viene catturato dalla stampa nazionale. Ma sta covando sotto la cenere, ed è reale. Non vi fate spaventare da quelle adunate ben confezionate di bianchi arrabbiati che appoggiano Bush. Spengete la tv! (A parte Jon Stewart e Bill Moyers, tutto il resto è soltanto una bugia rivestita di zucchero).

    4. La saggezza convenzionale dice che se le elezioni sono decise dall'11 settembre (la paura del terrorismo), vince Bush. Ma se sono decise dal lavoro che stiamo facendo in Iraq, allora Bush perde. E ragazzi, quel «lavoro», come avrete notato, è sprofondato al terzo livello di un inferno che un tempo chiamavamo Vietnam. Non se ne esce. È un caos totale, un pantano, e le body bags non potranno che aumentare tristemente.

    Qualunque cosa Kerry intendesse fare con il suo voto originario sulla guerra, non è stato lui a spedire quei ragazzi incontro alla morte - e il signor Americano Medio e signora lo sanno. Se Bush si fosse degnato di farsi vedere quando era «in servizio», ora potrebbe avere una minima idea di come riconoscere una guerra immorale che non può essere «vinta». L'unica cosa che ha portato in Iraq è stato quel tacchino plastificato, la scorsa festa del Ringraziamento. È questa mancanza, di dimensioni monumentali, che gli farà avere il ben servito a novembre.

    Perciò non disperate. Non tutto è ancora perduto. Al contrario. Agli uomini di Bush serve farvi credere che lo sia. Loro hanno bisogno di vedervi stramazzare nelle vostre poltrone, di sentire quei dolori che vi prendono alle budella mentre contemplate altri quattro anni di George W. Bush. Vogliono che voi desideriate un candidato che non facesse windsurf e che fosse sveglio come lo eravamo noi, quando sapevamo che Bush mentiva sulle armi di distruzione di massa e sul coinvolgimento di Saddam nei piani per l'11 settembre. È come se Karl Rove vi stesse ipnotizzando: «Kerry ha votato per la guerra... Kerry ha votato per la guerra... Kerrrrrry haaaa votaaaaaaato peerrrr laaaaa guerrrraaaa...»

    Sì... Sì... Sìììì... È vero! È vero! Inutile combattere adesso... quello che mi serve è dormire... dormire... dormiiireeeee...

    Svegliatevi! La maggioranza è con noi! Più della metà di tutti gli americani sono a favore del diritto di scelta, vogliono delle leggi sull'ambiente più severe, sono inorriditi dal fatto che le armi d'assalto siano di nuovo per la strada - e il 54% ora crede che la guerra sia sbagliata. Non dovete nemmeno convincerli, dovete solo dargli un raggio di speranza e un passaggio fino alle urne. Potete fare questo? farete questo?

    Fatelo per me, vi prego! Tiratevi su! Il paese è quasi tornato in mano nostra. Non dite un'altra parola negativa fino al 3 novembre! Poi potete brontolare quanto volete su quanto vorreste che Kerry fosse ancora quel ragazzo con i capelli lunghi che una volta aveva il coraggio di battersi per qualcosa. Personalmente, credo che quel ragazzo sia ancora dentro di lui. Invece di piagnucolare e digrignare i denti, perché non gli porgete una mano e non aiutate il soldato-contestatore che è in lui a uscire fuori e a sconfiggere le forze del male che ora ci stanno così disperatamente davanti? Abbiamo forse un'altra scelta?

    (Trad. Marina Impallomeni)

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