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La vergogna delle demolizioni a Napoli

Il 4 novembre ho assistito alla demolizione di tre campi Rom,situati nel
comune di Casoria, nella provincia di Napoli.In questi campi c'erano circa
quattrocento persone.
10 novembre 2005
Alex Zanotelli

Alle 8.00 del mattino sono arrivate, scortate dalla Polizia, scavatrici,
ruspe, cingolati per demolire il tutto. Sembrava un esercito in assetto di
guerra che spianava tutto. Unica sorpresa:il campo era stato abbandonato dai
Rom lungo la notte.Infatti la sera prima, un notevole contingente di Polizia
aveva ammonito tutti ad andarsene.E se ne erano andati, scappando da tutte
le parti: chi verso la stazione ferroviaria (Piazza Garibaldi), chi verso
centri sociali ove poter passare la notte. Non si era mai visto a Napoli un'azione
del genere: buttare fuori con la forza persone dal proprio habitat senza
offrire loro prima un altro luogo ove andare. Mi ricordava certe scene viste
nei regimi militari. Mi ricordava soprattutto le demolizioni che avevo visto
delle baraccopoli di Nairobi. Mai mi sarei aspettato che avrei assistito a
simili scene nella mia Italia. Era da alcuni mesi che accompagnavo, insieme
al professore Marco Nieli, da vicino, l' avventura di questi Rom: gente
buona, semplice, attiva, gente che non ha mai partecipato ad una guerra,
gente che era scappata dalla Romania per trovare un po' di dignità. Ero
stato, con Marco,ospite dei Rom di Casoria: un' ospitalità calorosa e
aperta. Con loro ho potuto vedere la realtà del campo. Devo confessare che
non avevo mai visto in Italia, una situazione così degradata. Mi faceva
venire in mente certi angoli di Korogocho, la baraccopoli di Nairobi, dove
sono vissuto per 12 anni. Questo sia per la sua posizione, sia per le
condizioni del campo. Infatti l' accampamento Rom di Casoria è posto sotto
un immenso arco con piloni enormi della tangenziale di Napoli. Ma le
condizioni igieniche e ambientali del campo non sono meno agghiaccianti.
Baracche accatastate una sopra l' altra in piccolissimi spazi. Senza acqua
potabile. Stretto tra due ferrovie (un ragazzo è morto qualche mese fa sotto
un treno). Enormi topi che passeggiavano tranquillamente.La gente ci ha
accolto con tanto calore e tanti caffè. Avevano invitato tutti a venire l'11
aprile davanti al Comune di Casoria per parlare con gli esponenti del
Comune. Quel giorno buona parte della comunità venne in piazza a urlare,
gridare, battere i tamburi, per chiedere l' acqua potabile nel campo,un bus
per portare i bambini a scuola ed infine un luogo alternativo ove i Rom
potessero costruire il loro campo. Ci incontrammo con l' assessore alle
politiche sociali, con il sindaco che promise.di andare con noi dal
presidente della regione, Bassolino. E' incredibile che in Campania non ci
sia ancora una legge quadro per i Rom. Furono solo promesse. Dopo tante
insistenze. arrivarono i poliziotti, le ruspe..e via! Via tutti quelli che
sporcano le nostre città. La cosa più incredibile fu che il comune di
Casoria è stato commissariato per infiltrazioni mafiose! Come ultimo gesto
il sindaco uscente aveva firmato l' ordinanza dello sgombero. Grave, molto
grave che si dia effetto immediato ad un' ordinanza di un sindaco "scaduto"!
Il prefetto l' ha immediatamente resa effettiva! E' proprio vero che sono
sempre i poveri a pagare. Ma ho visto un gruppo di fuggiaschi fuori dalla
stazione Gianturco: donne incinte, bambini che piangevano.Ora vivono nella
diaspora della quasi totale indifferenza delle istituzioni e dei cittadini.
E' questa l' Italia democratica? E' così che trattiamo i Rom? Non è forse
così che trattiamo anche gli immigrati chiudendoli nei CPT, veri lager? I
poveri a Nord come a Sud, a Napoli come a Nairobi, non contano! Eppure sono
volti!

Note: Vedi anche: http://italy.peacelink.org/zanotelli dove è possibile trovare interventi, scritti e riflessioni di p. Alex

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