16 maggio 1944: quando Rom e Sinti fecero resistenza alle SS

Così si organizzarono per resistere al massacro e evitarlo

L’angelo della morte, il dottor Mengele, compiva esperimenti efferati sugli zingari. In quel giorno era previsto l’assassinio e il massacro di oltre 500 Rom e Sinti.
15 maggio 2020
Laura Tussi

Lager

Rom e Sinti il 16 maggio del 1944 organizzarono la prima rivolta che sia mai avvenuta in un lager: Auschwitz, per la precisione.

L’angelo della morte il dottor Mengele compiva esperimenti efferati sugli zingari. In quel giorno 16 maggio 1944 era previsto l’assassinio e il massacro di oltre 500 Rom e Sinti. Il campo di concentramento adibito agli Zingari, "Zigeunerlager", un campo nel campo nel Lager di Auschwitz- Birkenau, era un luogo di tortura dove il dottor Mengele effettuava i suoi studi sulla razza ariana e in particolar modo sui gemelli, considerando Rom e Sinti appartenenti a una “razza pura degenerata”.

Rom e Sinti, alcuni giorni prima, vennero avvisati dell’imminente presenza delle truppe SS e di un'operazione di rastrellamento all'interno del lager.

Così si organizzarono per resistere al massacro e evitarlo.

La strage fu evitata, ma in realtà fu rinviata al 2 agosto dello stesso anno. Questa strage è compresa nell’intero genocidio, eccidio e sterminio, il cosiddetto “olocausto degli zingari”, ossia il Porrajmos, traducibile come ‘grande divoramento’ perpetrato ai danni di Rom e Sinti: 500.000 persone assassinate dalla barbarie nazifascista, perché ritenute inferiori e non degne di vivere.

Quasi 3000 gitani, uomini, donne e bambini trovarono la morte nel crematorio numero 5 di Auschwitz-Birkenau, esattamente il giorno 2 agosto 1944.

La rivolta che precedette la strage, il 16 maggio 1944, fu davvero un evento particolare e incredibile, in quanto fu l’unica rivolta in assoluto avvenuta in un lager.

Gli zingari armati di utensili da lavoro in un lager contro le SS armate di tutto punto. I Rom e Sinti in quel giorno fatidico ebbero la meglio.

Ma la bestia umana divoratrice del nazifascismo fece scontare ai rivoltosi la loro imposizione e resistenza del maggio '44, non violenta, con la strage del 2 agosto 1944, perpetrata dalle SS. Sembra incredibile e impossibile che una etnia sottomessa e vilipesa come quella dei gitani sia riuscita a organizzare una rivolta resistenziale in condizioni di vita davvero disumane e feroci, dove la fatica era immensa, il lavoro coatto e devastante e toglieva la dignità di ogni persona.

Articoli correlati

  • Il sapore di una speranza indistruttibile
    Storia della Pace
    Riflessioni sulla capacità di resistere al male

    Il sapore di una speranza indistruttibile

    Vale la pena leggere e rileggere lo scritto "La Madonna Sistina" di Vasilij Grossman, scrittore russo epico, corrispondente di guerra per il quotidiano dell'esercito Stella Rossa, testimone lucido della resistenza al nazismo e della repressione staliniana
    12 ottobre 2020 - Franca Sartoni
  • Il principio speranza
    Pace
    Il sistema concentrazionario e gli orrori del nazifascismo 

    Il principio speranza

    Il principio speranza di Ernst Bloch e il principio responsabilità di Hans Jonas sono importanti moniti per la pace. La biblioteca civica popolare di Nova Milanese e l’archivio storico della città di Bolzano hanno raccolto più di 200 videotestimonianze
    12 maggio 2020 - Laura Tussi
  • Alcune franche parole nell'anniversario del rogo dei libri del 10 maggio 1933 a Berlino
    Cultura
    Oggi Internet rischia di promuovere la barbarie, per bruciare in altro modo i libri

    Alcune franche parole nell'anniversario del rogo dei libri del 10 maggio 1933 a Berlino

    I libri sono il modo con cui gli esseri umani possono dialogare al di la' delle distanze spaziali e temporali e proseguire il cammino che dall'ignoranza porta alla verita', che dalla solitudine porta all'incontro, che dal regno della necessita' porta al regno della liberta'.
    10 maggio 2020 - Peppe Sini
  • La Liberazione di Mauthausen
    Editoriale
    5 maggio 1945 - 5 maggio 2020 - Mai più Lager

    La Liberazione di Mauthausen

    75esimo della Liberazione del campo di concentramento e sterminio di Mauthausen. La Deportazione e la Liberazione va raccontata ai giovani. E' oggi più che mai importante la Pedagogia della Memoria e della Resistenza.
    4 maggio 2020 - Laura Tussi
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 2.6.36 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)