Sono morti ebrei e comunisti e omosessuali e zingari...

E uno zingaro non muore di meno

Ricordiamoci anche di loro, nel giorno della memoria... NOVANTAMILA, circa, gli zingari uccisi nei territori del Reich, nell'Europa occupata dai tedeschi e in quella orientale; impossibile, pero', avere un numero preciso...
25 gennaio 2006

Ogni numero indica comunque, e per tutti e per sempre, una vita stroncata... Ogni numero indica un odio inconcepibile... Ogni numero indica anche sofferenza e ingiustificati sensi di colpa. Negli zingari (rom e sinti) infatti, la consapevolezza di essere sopravvissuti ad altri componenti della famiglia innesca atroci sensi di colpa... I criteri per inserire gli esseri umani nella categoria "zingari" variavano da paese a paese; l'odio per il diverso ero sempre lo stesso, invece! A quei tempi, per quanto io non riesca a capirne le ragioni, gli zingari piu' a rischio erano quelli che vivevano nell'Europa orientale, a casa loro dunque! E i piu' in pericolo in assoluto, i rom croati; infatti in Croazia e in Romania furono uccisi circa quarantamila zingari... In Crinea le SS fucilarono tra i 2000 e i 2400 zingari. In Lettonia su 3800 zingari ne furono uccisi fra i 1500 e i 2500: e anche in Lituania la percentuale dei nomadi uccisi e' stata altissima; i dati, sono sempre meno precisi parlando di Russia e Bielorussia e Ucraina. In Serbia 1200 circa e in Polonia 8000. In Ungheria 1000 rom uccisi subito ed altri (27.000) di diverse nazionalita' uccisi successivamente nei campi di concentramento tedeschi. Ogni numero indica comunque, e per tutti e per sempre, una vita stroncata... Ogni numero indica un odio inconcepibile... Ogni numero indica anche sofferenza e ingiustificati sensi di colpa. Ricordiamoci anche degli zingari nel giorno della memoria! Se gli ebrei hanno avuto uno Stato; i comunisti la possibilita' di dire la loro in un parlamento democratico, gli omosessuali quella di sposarsi, che possibilita' e' stata data agli zingari a distanza di sessant'anni? Nessuno piu' li chiude in campi di sterminio, o li fucila, e' vero, ma il loro mondo e' guardato ancora dai piu' con dubbioso sospetto... Ricordiamoci anche di loro e non solo nel giorno della memoria. Ricordiamoci di loro, almeno nel loro giorno di festa: http://italy.peacelink.org/migranti/articles/art_11135.html

Articoli correlati

  • Giorno della Memoria: il dovere di ricordare senza ambiguità
    Storia della Pace
    Il 27 gennaio 1945 l'Armata Rossa liberò il campo di concentramento di Auschwitz

    Giorno della Memoria: il dovere di ricordare senza ambiguità

    Oggi più che mai, a ottanta anni da quel giorno, il dovere di ricordare l'Olocausto si scontra con una realtà che desta preoccupazione: ambiguità, revisionismi e indulgenze verso figure e movimenti complici del genocidio e dell'ideologia nazifascista.
    26 gennaio 2025 - Alessandro Marescotti
  • Così si organizzarono per resistere al massacro e evitarlo
    Editoriale
    16 maggio 1944: quando Rom e Sinti fecero resistenza alle SS

    Così si organizzarono per resistere al massacro e evitarlo

    L’angelo della morte, il dottor Mengele, compiva esperimenti efferati sugli zingari. In quel giorno era previsto l’assassinio e il massacro di oltre 500 Rom e Sinti.
    15 maggio 2020 - Laura Tussi
  • Salvare le vite è il primo dovere
    Pace
    Per la ricorrenza del Giorno della Memoria delle vittime della Shoah

    Salvare le vite è il primo dovere

    Quella violenza assoluta va contrastata con una opposizione assoluta. Ad ogni violenza occorre opporre la difesa del valore della dignità umana. La massima della tua azione sia: agisci nei confronti delle altre persone così come vorresti che le altre persone agissero verso di te.
    27 gennaio 2020 - Peppe Sini
  • Giorno della memoria
    Editoriale
    27 gennaio 2020

    Giorno della memoria

    L’istinto brutale e dominante dell’uomo sull’uomo ha forgiato parole come Olocausto e Shoah. Donne e uomini di diverse estrazioni sociali, appartenenza politica e luoghi di provenienza sono state sistematicamente sterminate con inaudita brutalità
    Fabrizio Cracolici e Laura Tussi
PeaceLink C.P. 2009 - 74100 Taranto (Italy) - CCP 13403746 - Sito realizzato con PhPeace 3.5.10 - Informativa sulla Privacy - Informativa sui cookies - Diritto di replica - Posta elettronica certificata (PEC)