Reportage: A un'ora di traghetto dalla Spagna c'è un altro mondo

Il sogno impossibile dei figli di Tangeri

I ragazzi della città marocchina fuggono inseguendo una speranza di vita e l'illusione dei consumi facili. A costo di drogarsi e prostituirsi. Ma c'è chi ha scelto un'altra meta: la jihad. Tangeri aspetta l'Expo del 2012
9 febbraio 2007 - Giuliana Sgrena
Fonte: Il Manifesto (http://www.ilmanifesto.it)

La Spagna è lì, a portata di mano. Sembra di poterla toccare. Soprattutto nelle giornate limpide e nelle notti serene, quando si possono vedere sfavillare le luci dei lampioni e i fari delle macchine che percorrono la strada costiera. Un sogno, l'illusione dell'Europa raggiungibile in meno di un'ora di traghetto. Se si ha un visto. E' questa illusione a far luccicare gli occhi dei ragazzi abbarbicati sui muretti del porto di Tangeri, oppure è la droga?Tangeri è infatti la capitale marocchina del contrabbando, della droga (marijuana e hashish) e dello spionaggio. Ed è la mescolanza di lingue, nazionalità, culture che si intrecciano lungo la strada del porto o nei vicoli della medina a farne una città affascinante. Mentre la sua rete di illegalità e di informalità la rende al tempo stesso inquietante.
La città, per la sua importanza strategica - si affaccia sullo stretto di Gibilterra - fin dal secolo XVI è stata contesa da spagnoli, portoghesi e inglesi. Dopo varie occupazioni, nel 1923 Tangeri fu dichiarata zona internazionale sotto il controllo delle grandi potenze, con una parentesi di occupazione spagnola dal 1940 al 1945, durante la seconda guerra mondiale. Riunita al Marocco con l'indipendenza nel 1956, Tangeri mantiene la libertà di commercio fino al 1960, quando, con l'abolizione dei privilegi fiscali, comincia il suo declino.

Città maledetta
Città maledetta per il defunto re Hassan II, che non aveva mai voluto metterci piede. Città di frontiera e di vocazionale internazionale, dove, nelle splendide ville sulla collina, hanno vissuto e vivono intellettuali di fama mondiale (da Henri Matisse a Paul Bowles, da Jack Kerouac a Allen Ginsberg), ma anche piena di contraddizioni. Se re Hassan II l'aveva voluta emarginare, il figlio Mohammed VI ha deciso di puntare su Tangeri per farne l'avamposto del Marocco verso l'Europa e lanciarla a livello internazionale, candidandola all'Expo del 2012. In vista della candidatura mondiale, Tangeri si è trasformta in un immenso cantiere: si costruiscono case, strade, sono state abbattute tutte le baracche sulla spiaggia e sul lungomare, ora rinominato Mohammed VI, sorgono solo hotel di lusso e il Casino. E' stato costruito anche un nuovo porto a una sessantina di chilometri da Tangeri, di fronte a Algeciras, mentre quello vecchio sarà riservato a natanti da diporto. La ferrovia che prima arrivava fino al porto è già stata deviata e termina in periferia, dove è stata costruita la nuova stazione. Un tunnel che dovrà attraversare lo stretto di Gibilterra e collegare sotto il mare il Marocco alla Spagna è stato progettato e la realizzazione, se arriveranno i finanziamenti Ue, è prevista entro il 2025.
Nell'aerea dell'aeroporto è stata creata una zona franca che ha favorito il nascere di nuove industrie: confezioni, conservazione del pesce, costruzione di pezzi di ricambio per automobili e per aerei. Anche l'aeroporto è in corso di ampliamento.

Dalle campagne alla cittàI nuovi progetti hanno creato posti di lavoro, ma molto meno delle aspettative. La prospettiva di nuovo impiego ha infatti attirato a Tangeri migliaia di famiglie dalle zone rurali interne e anche dalle città del sud. Molte, per ora, sono accampate nelle bidonville delle periferie, in attesa delle costruzioni delle case popolari e anche di un impiego che permetta di pagarne l'affitto. Lavoro che per molti uomini e giovani si traduce in traffico di droga e cotrabbando. Per le donne invece è più facile trovare lavoro come collaboratrici domestiche, operaie nelle fabbriche di confezioni o anche di conservazione, dove sono pagate a cottimo e costrette a lavorare in condizioni terribili. Quando non c'è altro da fare, anche per le donne, resta sempre lo spaccio della droga: il Rif è il regno dell'hashish. Oppure la prostituzione.

Un sogno televisivoQuesto è un mondo che con i suoi facili guadagni o la sua miseria, a seconda delle occasioni, non soddisfa i giovani che sognano l'Europa, con i suoi miti alimentati dalla tv d'oltremare - qui è arrivata prima la televisione spagnola di quella marocchina. A illudere i ragazzi sono anche i miraggi prospettati dai «caporali» dell'emigrazione. Non si tratta di giovani in grado di pagare mille euro per essere trasportati su zattere sulla costa spagnola e poi magari al loro arrivo scoprire, come è già successo, che sono invece approdati solo in Algeria; quelli partono dalla costa, a qualche decina di chilometri da qui.
I ragazzi che partono dal porto sono adolescenti - tra i dieci e i quindici anni - senza un soldo, che vengono venduti, prima ancora di attraversare lo stretto e a loro insaputa, come aspiranti mendicanti. Sono ragazzi che abbandonano la scuola e la famiglia e si mettono in attesa di un passaggio di fronte al porto. Un passaggio clandestino: incollati come ragni, per non farsi vedere, sotto il cassone di un camion o di un tir. Un gioco pericolosissimo e sono in molti a lasciarci la pelle: quando non riescono più a reggersi cadono e finiscono sotto le ruote del camion che segue.

La casa della donnaIl fenomeno è diventato preoccupante, a nulla servono i tentativi delle madri di trattenerli: «qui hanno da mangiare, la scuola ...», dicono sconsolate e hanno chiesto aiuto alla Maison de la femme (la casa della donna). E hanno cominciato a riunirsi in un comitato per cercare un rimedio alla fuga dei figli. Ma loro continuano a scappare da casa, i padri li vanno a cercare, a volte riescono a scovarli negli anfratti dove si nascondono la notte, altre volte è la polizia a intercettarli e a riportarli a casa. Ma non ci resteranno per molto tempo, la smania di partire è troppo forte. L'illusione di un futuro migliore è dura a morire.
Partono da casa senza nulla, nemmeno una giacca per coprirsi dal freddo. In attesa della partenza, per procurarsi da mangiare chiedono l'elemosina - fenomeno nuovo ma ormai molto diffuso a Tangeri - oppure si prostituiscono. La prostituzione, sia maschile che femminile, è un mestiere dilagante nella città portuale. Gli adolescenti lo fanno per pochi dirham, quanto basta per mangiare e per drogarsi o ubriacasi, in attesa di attraversare lo stretto. Ma negli angoli bui a ridosso delle vie centrali della città si concentrano anche le giovani donne che per una quaratina di euro sono pronte a fare sesso con i camionisti in attesa nel porto.

Arrivano gli sceicchiQuesta è la prostituzione a buon mercato, disdegnata dai ricchi sceicchi sauditi che invece preferiscono prostitute di lusso in alberghi di prima categoria, entrambi pagati con i petrodollari. E spesso, per coprire con l'iporicrisia la soddisfazione dei loro appetiti sessuali, contraggono un matrimonio temporaneo con la ragazza di turno. Matrimonio che si scioglie automaticamente quando lo sceicco riparte per la penisola arabica. Anche la prostituzione, tuttavia, non si limita al mercato locale. Un grosso traffico riguarda anche l'esportazione di ragazze da buttare sul mercato della prostituzione in Europa. Il tutto attraverso canali clandestini, anche se con forti connivenze da una parte e dall'altra della sponda.
Il miraggio dello sviluppo di Tangeri, soprattutto in vista del 2012, non sembra però soddisfare i giovani marocchini che pensano di realizzare i loro sogni solo fuori dal paese, mentre i più adulti che hanno rinunciato al rischio dell'attraversamento vivono la loro avventura attraverso la droga e l'alcool. Non per tutti i giovani si tratta tuttavia solo di voglia di guadagni facili e di consumismo, che quasi certamente saranno frustrati, ma anche di voglia di jihad (guerra santa) che in Marocco non trova uno sbocco immediato. Gli islamisti sono in politica: un partito islamista moderato minaccia la sinistra alle prossime elezioni, mentre i più radicali agiscono su un terreno di semiclandestinità, con molte infiltrazioni nelle istituzioni. Lo stato, e il re in particolare, sta attivando tutti i canali, interni ed esterni, e per propagandare l'islam moderato ha assoldato anche le donne, ma non sempre con successo. Per lo meno, dopo il 2003 - attentato di Casablanca - non si sono avute altre esplosioni di terrorismo, ma il fuoco cova sotto la cenere. E la sorella di Benaicha, uno degli attentatori di Madrid, continua a fare conferenze in giro per l'Europa.

Nel quartiere Afghanistan
Molti jihadisti si sono concentrati anche a Tangeri in un quartiere chiamato Afghanistan, si tratta solo di un luogo di raccolta, di passaggio, poi la partenza. Questa volta il miraggio non è l'Europa ma l'Afghanistan e l'Iraq. Nella bidonville restano solo donne, bambini e vecchi, i giovani jihadisti sono partiti tutti alla conquista del paradiso, altrove.

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