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A Cantù un centralino per denunciare i clandestini

3 settembre 2009 - Andrea Onori

Dall’8 Agosto è entrato in vigore il “pacchetto sicurezza” che contiene il reato di clandestinità. Lo straniero che entra in Italia illegalmente, secondo questa legge dello stato, commette un reato. La legge ha dato il via a proposte e delibere bizzarre, tutte volte a criminalizzare il più debole ed indifeso della società. E’ iniziata la caccia al clandestino anche da parte della società civile, ogni singolo cittadino a Cantù (Como) può fare la “spia” anche in forma anonima grazie alla delibera intitolata “provvedimenti contro la permanenza degli stranieri clandestini sul territorio”.

Questo provvedimento è uscito dall’amministrazione comunale presieduta dal sindaco della lega Nord, Tiziana Sala. Un ufficio, un numero verde per denunciare i clandestini ed il gioco è fatto. L’ufficio è sistemato all’interno del comando della polizia locale della città e dovrà verificare tutte le segnalazioni dei cittadini, che arriveranno anche in forma anonima. Il sindaco Sala a “La Repubblica” conferma: “Vogliamo essere d’aiuto alle forze dell’ordine. Definisco il progetto un tentativo di partecipazione, perchè sul nostro territorio sono presenti troppi immobili affittati a clandestini”.

Quindi un singolo cittadino potrà girare per le strade della città armato di cellulare e cercare di capire i movimenti e le facce sospette dei clandestini. Un gioco da ragazzi, anche divertente, tipo un investigatore che gira per la città a caccia di stranieri. A quel punto, dopo aver dato la segnalazione ed una descrizione dettagliata, la polizia municipale potrà mettersi alle tracce del malcapitato, che verrà denunciato dalle autorità.

Ieri, ho telefonato al centralino dei vigili locali di Cantù, non per fare una segnalazione ma solamente per sapere qualcosa in più. Ad esempio, se arrivavano le segnalazioni e se attraverso questo tipo di denuncia è stato “scoperto” qualche irregolare. Poi volevo chiedere, come farebbero a riconoscere l’attendibilità di una chiamata in formato anonimo e moltissime altre informazioni. Ma, tutto ciò non mi è stato possibile dato che l’operatore locale mi ha riferito, dopo un attimo di esitazione, che in base a delle disposizioni lui non è tenuto a parlare di questo argomento.

Prima di me ci aveva provato Alessandro Gilioli, un noto giornalista italiano, che a differenza mia, in formato anonimo, si è inventato una segnalazione prendendo una via a caso da internet ”Ho visto un negro che vendeva chincaglieria, per me quello il permesso di soggiorno non ce l´ha, andatelo a prendere”. Chissà se ci sono andati veramente…

Il rischio è che molte città possano prendere esempio dal sindaco sceriffo Tiziana Sala e fomentare un’ondata di razzismo anche in forma anonima. Siamo nel bel mezzo di una degenerazione e di una xenofobia dilagante senza precedenti in Italia che mette in pericolo la nostra tradizione solidale e la democrazia. A parte qualche piccolo richiamo questa notizia eclatante non ha avuto spazio nella stampa addomesticata ed “ufficiale” italiana. Mentre si continuano a nascondere le notizie, molti centri di detenzione si riempiono di persone innocenti e vulnerabili.

Onori Andrea

Note:

www.andreaonori.com

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