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Abdul Salam Guibre, ucciso a sprangate a Milano

Comincia la scuola, costruiamo la cultura del dialogo e della pace

Al grido di "sporco negro" lo hanno massacrato. Un episodio che si inquadra in una rinascita dell'intolleranza razzista e nella vittoria di quelle compotenti politiche che la fomentano. Un nuovo impegno morale e culturale deve attraversare la scuola, luogo deputato alla condivisione dei valori del vivere civile
15 settembre 2008 - Alessandro Marescotti

Cosa sta accadendo? Il sogno di un mondo nuovo, più pacifico e gentile, non si riesce a realizzare. La "rivoluzione di velluto", che una parte di noi aveva accarezzato come progetto per i futuro, sta perdendo. E vince la violenza di un 51enne e del figlio di 31 anni che uccidono Abdul Salam Guibre al grido di "sporco negro".
Scrive la Stampa: "Un furto di dolciumi per pochi euro, in un bar da parte di tre giovani di colore. L'inseguimento dei proprietari a bordo del loro chiosco mobile. Gli insulti da una parte e dall'altra. «Ladri, negri di merda» urlano gli inseguitori. Poi la colluttazione e sprangate al corpo e al capo di uno dei giovani. È morto così, Abdul".
Abdul, il giovane di 19 anni ucciso a sprangate


Oggi comincia la scuola in molte regioni d'Italia.
Sono un docente.
Avverto un brutto clima anche nella scuola.
Insegnanti che un tempo avrebbero detto di voler cambiare il mondo... oggi parlano di pensione. Il miraggio della pensione ha preso il posto dei loro ideali giovanili.

Ho l'impressione che il sogno di un altro mondo possibile stia naufragando proprio qui, nella scuola, nell'incapacità di investire tutte le nostre risorse ideali e culturali nella costruzione di ambienti di dialogo e in percorsi di pace. Un nuovo impegno morale e culturale deve attraversare la scuola, luogo deputato alla condivisione dei valori del vivere civile

Se la nostra "rivoluzione di velluto" sta fallendo, è perché non crediamo davvero che un altro mondo sia possibile.
Oggi manca drammaticamente la forza delle nostre convinzioni, mentre padre e figlio si accaniscono a sprangare - per pochi euro - Abdul Salam Guibre pensando di far bene e di raccogliere magari l'approvazione tacita di chi ha votato per "ripulire le strade" dagli immigrati. Anche se va detto che Abdul era italiano di cittadinanza.

E il fatto che Abdul avesse rubato non è un'attenuante ma un'aggravante di quel pestaggio perché emerge un razzismo di tipo nuovo, strettamente connesso al profitto immediato e meschino. Emerge una santificazione del denaro che vale più della vita, specie se è quella di uno "sporco negro di merda".

E allora, cari colleghi, il nostro impegno non va in pensione. E il sogno di un mondo più umano non è più sogno idealista: è una necessità. E va costruito oggi, subito, qui e ora. A partire dalla scuola.

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