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La società civile chiede protezione per i cittadini ucraini

Ucraina-Russia, le associazioni chiedono alle istituzioni azioni di tutela per i civili

Anche se i cittadini ucraini possono entrare nell’area Schengen senza visto, il loro status all’interno dell’UE non garantisce l’accesso al lavoro, alla sanità e ad altri servizi fondamentali per la loro protezione, durante quello che potrebbe essere un conflitto prolungato.
26 febbraio 2022
ASGI

Fuga da Kiev Assieme ad altre associazioni della società civile italiana stiamo seguendo quanto accade in Ucraina e abbiamo chiesto al Governo italiano ed alle istituzioni europee di prendere le misure necessarie per poter accogliere i civili che cercheranno protezione negli Stati membri fuggendo dagli scontri in Ucraina.

Diverse le azioni che possono essere messe in campo sin da subito.

Come richiesto dal Tavolo Asilo e Immigrazione in un appello inviato al Governo e alle istituzioni europee è necessario:

  • predisporre con urgenza un piano europeo di accoglienza con una suddivisione equa tra i Paesi membri;
  • cancellare l'Ucraina dall’elenco dei c.d. Paesi di origine sicuri.

La Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili, associazione composta da 43 organizzazioni della società civile italiana, tra cui ASGI, nell'appello rivolto al Presidente del Consiglio Mario Draghi e al governo italiano ha chiesto inoltre che:

  • si attivi la Temporary Protection Directive, una misura eccezionale per fornire protezione immediata e temporanea agli sfollati provenienti da paesi non UE e a coloro che non possono tornare nel loro paese d’origine;
  • si garantisca ai cittadini ucraini già residenti in Italia il rinnovo dei permessi di soggiorno, anche laddove gli stessi fossero scaduti. Garantendo al contempo un accesso rapido alle procedure di ricongiungimento familiare affinché le persone possano raggiungere i propri parenti in Italia attraverso viaggi sicuri.

Di seguito il testo integrale dell’appello.

Russia-Ucraina. Il governo si attivi per la protezione dei cittadini ucraini

L’invasione russa dell’Ucraina sta portando molte persone a fuggire dalle principali città prese d’assalto dall’attacco unilaterale russo. I movimenti, in molti casi, sono ancora all’interno dei confini del paese ma è facile prevedere come la crisi umanitaria che la guerra comporterà potrà avere conseguenze anche sulle migrazioni verso l’Unione Europea.
I governi, che di comune accordo stanno prendendo posizione contro questo attacco, devono muoversi insieme anche nell’offrire accesso e sostegno a coloro che fuggono dal conflitto.

Anche se i cittadini ucraini possono entrare nell’area Schengen senza visto, il loro status all’interno dell’UE non garantisce l’accesso al lavoro, alla sanità e ad altri servizi fondamentali per la loro protezione, durante quello che potrebbe essere un conflitto prolungato.
Inoltre, i residenti non ucraini presenti nel paese, tra loro anche i difensori bielorussi dei diritti umani che sono fuggiti dalle repressioni del loro governo, non possono attraversare i confini dell’UE senza una documentazione che è attualmente difficile, se non impossibile, da ottenere all’interno dell’Ucraina.
Su queste basi, auspichiamo che il governo italiano si attivi, anche in sede UE, per:

  • attivare la Temporary Protection Directive, una misura eccezionale per fornire protezione immediata e temporanea agli sfollati provenienti da paesi non UE e a coloro che non possono tornare nel loro paese d’origine. Il possibile esodo di massa potrebbe infatti mettere in difficoltà le normali pratiche di asilo, non permettendo di intervenire con la rapidità necessaria al fine di salvaguardare i diritti e la vita delle persone in fuga dal conflitto. Il Presidente del Consiglio italiano potrebbe, in ogni caso, emanare immediatamente un decreto che preveda misure di protezione temporanea in favore delle persone in fuga dal conflitto, ai sensi dell’art. 20 d.lgs. 286/98;
  • garantire l’accesso all’Europa dei residenti non ucraini in Ucraina ,che sono a maggior rischio a causa dell’attività militare russa e della possibile futura interferenza politica. Tra questi ci sono molti difensori dei diritti umani e attivisti dell’opposizione. A questi individui dovrebbe essere garantito un facile accesso al territorio e protezione;
  • in linea con le linee guida dell’UE sui difensori dei diritti umani, fornire sostegno nell’accesso ai visti e ad altre forme di assistenza speciale ai difensori dei diritti umani e ai giornalisti in Ucraina che possono essere presi di mira per il loro lavoro, le loro convinzioni o il loro attivismo;
  • garantire che, a fronte delle sanzioni che l’Europa sta varando in queste ore, si crei un sistema per cui i cittadini russi perseguitati dal governo (attivisti, giornalisti, difensori dei diritti umani, oppositori) possano continuare ad avere facile accesso ai visti per lasciare il proprio paese. Gli arresti a cui abbiamo assistito in queste ore nelle città russe ci fanno capire come anche all’interno del paese c’è una fascia di popolazione che va salvaguardata;
  • garantire ai cittadini ucraini già residenti in Italia il rinnovo dei permessi di soggiorno, anche laddove gli stessi fossero scaduti. Garantendo al contempo un accesso rapido alle procedure di ricongiungimento familiare affinché le persone possano raggiungere i propri parenti in Italia attraverso viaggi sicuri;
  • in ogni caso garantire l’accesso alla procedura di riconoscimento della protezione internazionale ed eliminare l’Ucraina dall’elenco dei Paesi d’origine sicuri.

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